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Dubbi del consigliere dell’opposizione Gianni Porta (Rifondazione) sul concorso per nuovo dirigente a Molfetta: gestione schizofrenica della macchina comunale
La sede del Comune a La Mascotella
14 marzo 2019

MOLFETTA – Nuova presa di posizione contro l’amministrazione comunale di destracentro guidata da Tommaso Minervini a Molfetta, da parte del consigliere dell’opposizione di sinistra Gianni Porta (Rifondazione).

Questa volta si tratta di dubbi sul concorso per un nuovo dirigente al Comune.

«Qualche giorno fa abbiamo notato sul sito del Comune la pubblicazione del Bando di selezione pubblica per la copertura di un posto di “dirigente tecnico” a tempo determinato. E ci siamo detti: bene! Prosegue la stagione dei concorsi per avere dirigenti assunti in ruolo che siano figure di riferimento per l’organizzazione comunale, per i dipendenti, gli amministratori e i cittadini. Abbiamo letto oltre il titolo del bando e la nostra contentezza è andata ridimensionandosi di molto, fin quasi allo zero.

Ma come? Si bandisce un concorso per “dirigente tecnico” e la priorità viene data al Settore V cioè a quello delle "Attività Produttive - Ambiente" anziché al Settore Territorio? Mentre oggi abbiamo due grossi settori comunale – quello della Socialità e quello dei Servizi finanziari e istituzionali – coperti a interim dal Segretario generale.
Ci siamo detti che evidentemente questa Amministrazione attribuisce alle attività economiche e alla sua virtuosa integrazione con la tutela dell’ambiente un ruolo strategico e propulsivo.

Ma come? In campagna elettorale si era puntato tutto sulla Smart city e l’innovazione tecnologica, che sono stati inseriti appunti nella riorganizzazione degli uffici nel Settore Territorio, e ora si dà priorità a un altro settore?
Ci siamo detti che magari l’Amministrazione avrà cambiato idea, cosa legittima (anche se ad alcuni presuntuosi spiace ammetterlo) e che la Smart city è stato solo uno slogan buono per la campagna elettorale.

E allora va bene anche il cambio di priorità strategica perché vuoi vedere che l’Amministrazione ha inserito un profilo per il candidato tale da gestire la partita complessa del rilancio economico della città e della sua tutela ambientale: raccogliere e gestire le sfide legate alla crisi del commercio urbano e la promozione del Distretto urbano del commercio, il rilancio dei mercati all’ingrosso e l’attuazione del Piano della mobilità sostenibile in rapporto a una nuova pianificazione del traffico e dei trasporti, giusto per fare questi esempi.

E invece? Invece procediamo oltre nella lettura del bando e ai requisiti specifici richiesti per partecipare alla selezione leggiamo che l’Amministrazione cerca un laureato in Ingegneria Civile! Si cerca cioè un professionista di un ramo dell’ingegneria preposto alla progettazione di manufatti e infrastrutture destinati all'uso civile e quindi a tutti gli ambiti relativi: edili, geotecnici, infrastrutturali, idraulici, strutturali, urbanistici. Insomma, questioni di cui per lo più ci si occupa da sempre al Comune di Molfetta o nel Settore Territorio o in quello dei Lavori Pubblici.

E allora perché questa limitazione nell’accesso solo a chi è laureato in ingegneria civile? Chi possiede altri titoli di laurea in ingegneria o in architettura viene di fatto escluso. Perché? Non vorremmo che un’intenzione generale positiva – quella cioè di bandire un concorso per dirigente – venga annullata a seguito di ricorsi contro il bando così come è formulato da parte di chi avrebbe altri titoli per partecipare e invece ne viene escluso.
Ma soprattutto se il Settore a cui si dà priorità è quello delle Attività Produttive e Ambiente” perché il “tecnico” non può essere anche un laureato in materie giuridico-economiche?

Insomma, questo bando di concorso – che speriamo venga rivisto dall’Amministrazione – costituisce un altro capitolo della schizofrenica gestione della macchina organizzativa comunale.
Prima si scorpora l’ambiente dal territorio e lo si accorpa alle attività produttive; poi si sceglie di avere un comandante part-time della Polizia locale; poi sparisce l’ufficio sport dalla pianta organica; poi si cancella il settore dei lavori pubblici che si riduce in ufficio autonomo dedito alla programmazione e progettazione impianti e opere pubbliche, complesse e tecnologiche ma senza essere inquadrato nel settore urbanistica che si occupa di smart city e innovazioni tecnologiche; poi ci si priva dell’unico dirigente assunto per concorso al settore Socialità e dopo mesi si assume un dirigente in comando dall’Amministrazione penitenziaria ma solo per coprire l’area autonoma della “promozione e prevenzione benessere adolescenza e giovani” anziché tutto il settore Socialità.
Insomma, una grande girandola di cambiamenti e smontaggi di uffici che ad oggi non sta garantendo miglioramento dei servizi, anzi acuisce il clima aspro delle relazioni sindacali tra Amministrazione e organizzazioni sindacali dei dipendenti comunali.
"Ecco il fatto com’è".

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