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“Donne…in lirica”, evento inaugurale del maggio molfettese, targato Fidapa
29 maggio 2019

MOLFETTA - Il puntuale appuntamento “Maggio molfettese”, targato Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari) -BPW Italy Distretto Sud-Est, sezione di Molfetta, è stato inaugurato il 25 maggio scorso.

Concerto lirico inaugurale presentato dall’associazione in occasione del quarantennale dalla fondazione 1979-2019, in omaggio alle due recenti scomparse che hanno colpito due pilastri della fondazione: Ottavia Spadavecchia Caló e di Vittoria Sallustio La Piana.

 Nella cornice suggestiva della bellissima Chiesa di San Pietro, situata nel centro storico cittadino, sono risuonate le soavi musiche di Giuseppe Verdi e Gaetano Donizetti, rese in maniera superba dalle voci del coro polifonico Alter Chorus di Molfetta, dal soprano Marilena Gaudio e dall’accompagnamento musicale del flauto “magico” di Luigi Facchini e del pianoforte sublime di Emanuele Petruzzella, amalgamati dall’arte raffinata del direttore Antonio Allegretta.

La presentazione, a cura della presidente Vanna Lamartire, ha sottolineato quale fosse lo spirito dell’evento: “L’associazione Fidapa ha deciso di dedicare questo concerto alla memoria di due care socie Ottavia Spadavecchia Calò e Vittoria Sallustio La Piana, e alle presidenti della fondazione”.

Mentre il direttore Antonio Allegretta spiega quale sia stato il file rouge del concerto: “Quando abbiamo pensato al concerto volevamo proporre una serata musicale alternativa quindi abbiamo seguito il file rouge del “bel canto”, mettendo in rilievo le figure femminili descritte dal lavoro magnifico di Giuseppe Verdi e Gaetano Donizzeti”.

La prima parentesi musicale ha visto protagonista il coro degli schiavi presente nell’opera “Nabucco” verdiana, lo storico e sublime “Và pensiero…”, in cui viene messa in atto la storia di Abigaille, uno dei ruoli più complessi che Verdi abbia composto per la voce di soprano, ha sempre richiesto una tenacia ed una presenza scenica drammatica, considerando la complessità delle difficoltà tecniche rilevanti, funzionali a mettere in luce il carattere iracondo della principessa.

Il secondo brano musicale ha visto protagonista Lucia di Lammermoor, musicata da Donizetti, la quale figura incarna pienamente il significato che la voce di soprano ha avuto nel melodramma romantico. Donizetti le conferisce una scrittura mista, massimo acme, della carriera del compositore italiano, che prospetta gli slanci drammatici d'una vocalità spianata e sillabica, dall'altro c'è lo sfogo di una vocalità melismatica e virtuosistica, amalgamate dal delirio di follia che la pervade.

Il terzo intermezzo musicale ha presentato il coro dei cortigiani e la straordinaria e famosissima figura di Gilda del “Rigoletto”, altra rinomata opera di Giuseppe Verdi. In un clima di leggero di tempo di ballata viene messa a confronto la realtà dal dramma di Victor Hugo “Le Roi s'amuse” con il dissidio interiore di Gilda, la quale passa da essere una fanciulla casta e pura ad essere brutalmente stuprata e, infine a morire eroicamente per salvare la vita al duca di Mantova.

Il quarto ed il quinto brano musicale, tratti dalla “Traviata” di Verdi, hanno visto protagonisti il coro dei matadori alla festa di Flora e le tre metamorfosi di Violetta che corrispondo a tre diversi tipi di vocalità e tonalità:  nel I atto si richiede una vocalità scattante, vivida propria di un soprano “leggero”; nel II atto la vocalità di riferimento è quella di soprano lirico ed infine nel III atto passa a una vocalità di soprano drammatico.

La sesta parentesi musicale è stata una fantasia sulla “Carmen”, l’opéra-comique di Georges Bizet, di Luigi Facchini: emblema di donna che si discosta dalle tipicità dell’eroina romantica perché vera e propria fautrice del proprio destino, destino che si rileverà infausto e nefasto.

La conclusione dell’evento musicale ha messo in atto la “Maria Stuarda” di Donizetti, il dramma dell’incontro/scontro di due forti personalità Maria Stuarda e Elisabetta, acerrime nemiche e figlie di due regine diverse, accomunate dal fatto di avere come padre Enrico VIII.

Il pubblico ha apprezzato moltissimo le performances musicali tanto che ha richiesto un bis, che ha reso omaggio alla “Norma” di Vincenzo Bellini, un miracolo di genialità musicale, un'opera in cui si ravvisa il carattere di un femminismo ante litteram.

 Suggestiva e nostalgica la mostra “Fotografie, manifesti, documenti e presentazioni” che documenta il modus operandi ed evolvendi dell’associazione in questi 40 anni di attività, presso la sala dei Templari, in piazza Municipio, dal 24 al 4 giugno.

© Riproduzione riservata

Autore: Marina Francesca Altomare
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