Speciale: DON TONINO Vescovo di Molfetta
Don Tonino servo di Dio: parte il processo di beatificazione

MOLFETTA - 21.12.2007 - Avviene qualche minuto dopo mezzogiorno il sospirato annuncio, atteso da decine di migliaia di fedeli: la diocesi ha avviato l’iter per la causa di beatificazione dell’amato vescovo, Mons. Antonio Bello (nella foto, pubblicata in esclusiva su Quindici come poster per i lettori in occassione del decennale della morte). “Carissimi, quanto è nelle attese e nel desiderio di molti - ha detto il vescovo S.E. Mons. Luigi Martella, nel corso di una conferenza stampa indetta per l’occasione - finalmente lo possiamo annunciare: la Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, avendo ottenuto le necessarie approvazioni richieste dalla normativa canonica vigente, inizierà l’iter per la causa di beatificazione di Mons. Antonio Bello. Possiamo veramente dire che questo è un bell’annunzio natalizio. Siamo lieti che questo avvenga quasi in concomitanza di due ricorrenze importanti riguardanti la vita dell’indimenticabile e amato Pastore: il cinquantesimo di sacerdozio e il venticinquesimo di episcopato”. “A distanza di quasi quindici anni dalla sua morte - ha proseguito Mons. Martella - avvenuta il 20 aprile 1993, la fama della sua santità si è diffusa e continua a diffondersi. Il suo ministero ha episcopale ha inciso profondamente con il dono della parola illuminante e affascinante, con la profezia dei gesti, con l’impegno per la pace, con l’attenzione privilegiata verso i poveri e gli emarginati. Il suo stile di vita semplice e coinvolgente, rispettoso ed amabile continua ad esercitare un benefico influsso su molti: giovani, adulti, persone consacrate, sacerdoti, e persino su persone che non condividono la stessa fede cristiana”. Dopo la lettura del comunicato, chiusa dalla benedizione, il vescovo ha tenuto a precisare alcuni punti: si tratta, per il momento, solo del nulla osta all’avvio del processo di beatificazione. Quando questo avverrà, sarà egli stesso a darne notizia. Il vescovo ha inoltre affermato con fermezza che “a nessuno l’opera di Don Tonino deve servire per notorietà, per strumentalizzarlo, per mettere la Chiesa di Don Tonino contro la Chiesa ufficiale”. Il riferimento di Mons. Martella è a notizie corse su alcuni organi di stampa, che definisce prive di fondamento e controproducenti per la causa. Terminata la breve conferenza, riempita dalle parole che tanti attendevano da tempo, praticamente dall’indomani di quella Pasqua che lasciò una città e una Diocesi orfane, resta solo l’immagine dello spontaneo e quasi liberatorio applauso dei presenti non appena il vescovo ha nominato, nella lettura del comunicato, il nome di Don Tonino. Un tributo specchio dell’amore e dell’affetto di Molfetta per un pastore che sarà per sempre suo. Vincenzo Azzollini Quindici 21.12.2007

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Anna de Bari|giovedì 27 nov 2008 00:00:00

E' in assoluto la prima volta che esprimo la mia opinione in rete. Sento il bisogno di trasmettere il mio commento all'articolo, che mi è sembrato interessante e meritevole di interesse, visto il toccante argomento. Il mio intervento è relativo al ricordo, ancora vivo, della "persona" don Tonino. Io l'ho conosciuto il giorno in cui è venuto a conoscere l'allora parroco di San Bernardino - don Francesco Gadaleta -. Io per caso ero lì. Con molta umiltà Don Tonino si presentò non come vescovo della Diocesi, ma come il nuovo Pastore della comunità. Non colsi subito, ma quando me ne resi conto era ormai troppo tardi per chiedergli scusa! Lo feci più tardi in occasione di un altro incontro ... si ricordava di me !
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