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Diritti umani violati? Razzismo? La risposta con il flash mob per i diritti umani. Nell’ “Italia che Resiste” c’è anche Molfetta
03 marzo 2019

MOLFETTA – Braccia umane che emergono dall’acqua, una piazza trasformata in un mare di disperati che chiedono aiuto tra l’indifferenza che genera odio. Una rappresentazione scenica, molto efficace, come risposta a chi viola i diritti umani ed è razzista si è avuta ieri pomeriggio con il flash mob in piazza Municipio a Molfetta, organizzato dal presidio democratico, in concomitanza con l’evento “People, prima le persone”, verificatosi a Milano ai fini di sensibilizzare la popolazione italiana ad una mobilitazione nazionale.

Precedentemente, il 2 febbraio, in 280 piazze d'Italia, hanno manifestato più di 80.000 cittadini e oltre 400 associazioni. “L'Italia che Resiste” è questa! Molfetta resiste con la parte buona dell'Italia, continuando il cammino di sensibilizzazione verso i diritti umani e in particolare verso l’integrazione degli emigrati in Italia.

L’incipit dell’evento ha visto protagonisti i versi delle poesie ritrovate nelle tasche di Segen, bambino eritreo, uno dei tanti emigrati che trovato la morte nel mare e la consegna di coperte esotermiche di emergenza per tutti i partecipanti, proprio per porre l’attenzione su uno dei tanti strumenti di salvataggio utilizzati per gli emigrati in mare.

 “Siamo qui per mostrare come Molfetta supporti l’ottica di un Paese aperto e giusto! Mentre a Milano un mare meraviglioso di umanità sta investendo la città, a Molfetta abbiamo deciso di non mollare un solo centimetro all’odio che continua a mangiare l’anima e la coscienza di chi ha deciso di demonizzare l’Altro. Nessuno è giustificato. Se non saremo i nostri corpi, con la nostra voce nelle piazze reali e virtuali rischieremo solo di trovarci di fronte a una profonda voragine fatta di barbarie.”, ha detto Gabriele Vilardi, un attivista molfettese.

 Nonostante la partecipazione della cittadinanza sia stata scarsa, “L’Italia che Resiste” continuare a stigmatizzare il “naufragio” dei diritti, epopea tragica di una continua distruzione dell’ “Altro”, dello “Straniero” perché non vengono cautelate le differenze-ricchezze di genere, di colore della pelle, di orientamento religioso e sessuale.

 Gli attivisti molfettesi Gabriele Vilardi e Luisa Gissi hanno sensibilizzato i partecipanti sull’argomento suddetto, facendo il punto della situazione sia sul livello legislativo, riportando le leggi dei Ministri Minniti e Salvini; sia sul livello culturale, focalizzando l’attenzione sulla mobilità geografica, necessità vitale che ha sempre contraddistinto l’uomo. Dall’inizio della storia dell’uomo, egli si è sempre spostato per la ricerca di climi miti e di habitat più conformi alla sua sopravvivenza, l’emigrazione è sempre stata un tratto fondamentale che ha caratterizzato l’evoluzione dell’essere umano quindi bisogna comprendere che non deve essere negata in nessun modo perché controproducente per la perpetuazione della specie umana!

 In secondo luogo l’immigrazione in Italia, pari all’1% tranne che per la regione della Sicilia pari al 1.8%, non è un “problema” da risolvere! Dal momento in cui la presenza di stranieri è veramente esigua, perché viene tanto osteggiato il loro arrivo? Considerato il fatto che, per la maggior parte, vengono ingaggiati per sostenere ritmi di lavoro e lavori umili che nessun italiano farebbe!

 Questioni politiche e legislative a parte, la vera morale della storia è che se ognuno di noi simpatizzasse con l’ “altro”, con un qualsiasi essere umano diverso da noi stessi, entrerebbe in empatia con lo stesso e capirebbe che non c’è nulla di sbagliato sulla diversità. Diversità che se, ben considerata e accettata, può fornire solo ricchezza!

 Nel perimetro di piazza Municipio sono stati posizionati manichini di braccia umane per simboleggiare, metaforicamente, le difficoltà che devono sostenere gli emigrati che rimangono in mare per giorni, settimane e mesi, senza conoscere il loro destino.

Un messaggio forte contro il razzismo, l'odio e l'indifferenza: restiamo umani!

 © Riproduzione riservata

Autore: Marina Francesca Altomare
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