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Da questa mattina a Molfetta in corso i lavori di sminamento degli ordigni bellici a caricamento speciale (gas) presenti nelle acque del porto. Poi saranno fatti esplodere. I militari: nessun rischio per l’ambiente
Leonzio, Di Capua, Ingrosso, Burlando, Minervini, Del Biondo, Occhinegro, Ducange, Camporeale
27 novembre 2018

MOLFETTA – Sono in corso da questa mattina le operazioni di sminamento degli ordigni bellici ancora presenti nelle acque del porto di Molfetta.

Questa operazione è fondamentale per la messa in sicurezza. Come confermato nella conferenza stampa di ieri al Comune, si procederà a prelevare dal fondo del mare dal nucleo Sdai della Marina Militare, gli ordigni per poi trasferirli, per la successiva esplosione in una cava tra Ruvo e Corato.

L’operazione è stata concordata tra Sindaco, Prefetto, Questura, Marina militare e la sezione speciale Genio guastatori dell’Esercito.

Complessivamente saranno portati in cava ottantaquattro ordigni a caricamento speciale ritrovati sui fondali del nuovo porto: 49 bombe d’aereo inglesi da trenta libre; un ordigno caricato con fosforo bianco; un ordigno probabilmente caricato al fosforo bianco; 32 piat (proietti anticarro); una bomba d’aereo da 30 libre statunitense.

Le operazioni di trasferimento sono state calendarizzate e si protrarranno fino al prossimo febbraio.

I dettagli delle operazioni sono stati resi noti nella sede comunale di La Mascotella (definizione corretta, vedi articolo  nella rivista mensile “Quindici” in edicola), con la partecipazione oltre del sindaco Tommaso Minervini anche del Colonnello Alessandro Del Biondo, Comandante XI reggimento genio guastatori di Foggia, del Capitano Nicola Ducange, responsabile delle attività operative, del Tenente Colonnello Domenico Occhinegro, capo ufficio stampa dell’esercito, del Capitano di fregata Michele Burlando, comandante Capitaneria di porto di Molfetta, del Capitano Mirko Leonzio del Comsubin di La Spezia, del Tenente Colonnello Giovani Di Capua, Comandante della Polizia locale, del Capitano Vito Ingrosso, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Molfetta, e del Commissario capo Gaetano Camporeale, responsabile della Protezione civile di Molfetta.
Gli ordigni a caricamento speciale – come hanno precisato i militari presenti ad una domanda di “Quindici” erano stati già individuati in precedenti operazione e accantonati in fondo al mare, come in una specie di deposito, in attesa di essere prelevati tutti insieme e avviati alla cava, trattandosi di ordigni particolari contenenti gas pericolosi.

Gli stessi militari hanno assicurato a “Quindici”, l’operazione di brillamento avverrà tenendo conto di tutte le cautele necessarie a non produrre danni all’ambiente, per eventuale emissioni gas.

«Queste operazioni dimostrano concretamente – ha sottolineato il sindaco Minervini – a cosa servono le forze armate: tutelano l’ambiente e la sicurezza delle persone. Si tratta di corpi altamente specializzati e che con le loro competenze ci aiutano a ripulire il nostro mare, in totale sicurezza. Sono le sentinelle della preservazione non solo dell’ambiente, ma anche dell’economia e della convivenza civile».

Le operazioni si stanno svolgendo dalle 8.30 alle 11, nella danger zone (già individuata), in un raggio di almeno 300 metri dal punto di salpamento degli ordigni bellici, all’interno della quale è disposto il divieto temporaneo della presenza di persone ed è interdetta la circolazione dei veicoli. Nessun pericolo per gli abitanti della zona.

Le operazioni di salpamento saranno eseguite dai militari dell’11° Reggimento genio guastatori e del nucleo Sdai della Marina militare.

Gli ordigni, messi in sicurezza, saranno trasferiti in cava a Corato. L’autocolonna con gli ordigni attraverserà il quartiere Madonna dei Martiri, nel tratto compreso tra la banchina del Nuovo Porto e via Mininni in assoluta sicurezza.

Tutti i riferimento relativi alle attività di salpamento, trasferimento e brillamento degli ordigni sono contemplati in una apposita ordinanza firmata dal sindaco, Tommaso Minervini, e da analoga ordinanza firmata dal comandante della capitaneria di porto, il capitano di fregata, Michele Burlando, che ha anche individuato la danger zone.

Le operazioni, ciascuno per i propri compiti, coordinati dalla Prefettura, e seguiti dalla Questura, dal Comando provinciale dei carabinieri, dal Comando dell’11° Genio guastatori di Foggia, il Comando provinciale dei Vigili del fuoco, il Servizio di protezione civile della Regione, la Direzione marittima di Bari, i Comandi della Capitaneria di porto di Molfetta, dalla Compagnia e dalla Stazione carabinieri di Molfetta, la Polizia locale di Molfetta, la Croce rossa, il 118.

Per verificare che non ci siano altri ordigni occorrerà un anno di monitoraggio dell’area, come hanno detto a ”Quindici” i vertici militari.

Nelle scorse settimane il sindaco Minervini ha incontrato il Prefetto in una serie di riunioni di coordinamento per pianificare gli interventi che prenderanno il via oggi e per condividere i contenuti delle azioni da intraprendere all’esito delle autorizzazioni ottenute dal Ministero della Difesa per la ripresa dei lavori nel porto.

Nel frattempo è stato pubblicato l’Avviso per proseguire la bonifica bellica delle aree all’imboccatura ed all’interno del bacino portuale.

Come si ricorderà, a dicembre dello scorso anno il Consiglio superiore dei lavori pubblici aveva dato l’ok alla realizzazione del nuovo porto commerciale. Dalla data di dissequestro, il 15 maggio 2015, si riprende ora a ripulire il porto ed il nostro mare.

“Quindici” ha anche chiesto se gli uomini dello Sdai e quelli dell’esercito provvederanno a bonificare anche la vasca di colmata, all’interno della quale, secondo la magistratura, ci sarebbe il rischio della presenza di altri ordigni riversati su quella piattaforma con tutto il materiale di scavo dei fondali, per riempire l’area destinata a diventare la nuova banchina. La presenza di ordigni, potrebbe essere pericolosa per gli operai che lavoreranno per realizzare attrezzare la banchina.

“Quindici” ha chiesto: chi si assumerà la responsabilità di garantire un’efficace bonifica anche di quest’area, con rischi che potrebbero verificarsi anche anni dopo, come è avvenuto con altre opere pubbliche in Italia.

La domanda è stata driblata dal sindaco Minervini con l’affermazione di futuri lavori che si occuperanno anche di questo problema. Nella fase attuale si provvederà solo alla bonifica dei fondali.

Non è stato detto nulla sulla messa in sicurezza dei cassoni galleggianti presenti nel cantiere del nuovo porto: un mistero che non lascia tranquilli.

Comunque un altro passo avanti è stato compiuto verso la ripresa dei lavori del nuovo porto commerciale, che va completato, anche se non si sa se sarà utile o resterà una cattedrale nel deserto (o in mezzo al mare).

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