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Da don Tonino a Salvini. Molfetta è una città razzista? Se lo chiede la rivista mensile “Quindici” ancora per pochi giorni in edicola Sul giornale anche la sporcizia della città, le buche nelle strade, le opere inutili e costose, uno spreco di soldi nostri da parte dell’amministrazione Minervini e altri approfondimenti
11 luglio 2018

MOLFETTA – Da don Tonino a Salvini: Molfetta è una città razzista? E’ l’interrogativo della rivista mensile “Quindici” ancora per pochi giorni in edicola a Molfetta.

E’ proprio l’editoriale del direttore Felice de Sanctis a porre la domanda dopo la valanga di commenti razzisti contro i migranti abbandonati in mare per giorni sulla nave Aquarius, dopo che “Quindici” ricordando i principi dell’accoglienza insegnati da don Tonino Bello, aveva invitato il sindaco Tommaso Minervini a dare un segno (“il potere dei segni” dell’amato vescovo santo), dichiarando che il porto di Molfetta non è chiuso a nessuno. Perché a Molfetta nessuno è straniero.

Sul tema dei migranti ci sarà un approfondimento anche sul prossimo numero della rivista, in cui faremo parlare anche gli extracomunitari che vivono e lavorano in città.

L’argomento in primo piano riguarda la sporcizia della città, per colpa dei cittadini zozzoni e dell’amministrazione comunale che non riesce a porre un argine a questo fenomeno, comminando multe salate. Come sempre “Quindici” chiede la tolleranza zero verso sporcaccioni e incivili che non sono pochi. Gli articoli sono di Anna Mancini, Dorangela Azzollini, Sara Mitoli, Ivana D’Auria, Marina Francesca Altomare, Beatrice Trogu.

Altro argomento importante nelle pagine di politica, quello della gestione amministrativa, dove regna il “liberi tutti” di fare tutto, senza rispettare le regole e con uno spreco di denaro pubblico senza precedenti, per progetti inutili (tipo il rifacimento di Corso Umberto e Corso Fornari), mentre oltre alla sporcizia restano le buche in tutte le strade. Sembra che la voglia di opere pubbliche (inutili) abbia contagiato il destracentro, dove è protagonista l’assessore Mariano Caputo a cui è dedicata anche la vignetta del nostro Michelangelo Manente che lo raffigura intento a costruire sulla sabbia.

Lo scontro in consiglio comunale sul riscatto del suolo, dove è stata respinta la richiesta delle opposizioni di sinistra di affidare la redazione degli atti al segretario comunale per evitare maggiori spese che sarebbero necessarie per un atto notarile. Ma la lobby dei notai, evidentemente, è più forte di tutti ed è forse uno dei grandi elettori della coalizione ciambotto che governa la città. A raccontarci questa vicenda è Isabella de Pinto.

Oltre 10 pagine sono state dedicate alla ricorrenza dei 50 anni dal mitico ’68, alle lotte studentesche e alla scoperta della politica per i giovani dell’epoca. Abbiamo fatto parlare i protagonisti di quella stagione a Molfetta con articoli di Francesco Germinario, Maddalena de Fazio, Nino Mastropierro, Alina Gadaleta Caldarola, Antonio Pisani, Genni Gadaleta Caldarola. Il ricordo del ’68 continuerà anche sui prossimi numeri del mensile con la pubblicazione di altri articoli di protagonisti.

Nelle pagine di economia Rebecca Amato ci parla delle riforme tributarie nel “Contratto per il governo del cambiamento”.

Nelle pagine della cultura Marco Ignazio de Santis ci parla dei manifesti e volantini della Grande guerra, mentre Corrado Pappagallo dedica un’altra puntata alla storia di Corso Umberto; Don Salvatore Pappagallo e la musica sacra negli anni ’50 ci viene raccontata da Giovanni Antonio del Vescovo; mentre Gianni Antonio Palumbo si sofferma sulla iniziativa di tele e pennelli, il progetto dell’Istituto Manzoni-Poli con l’artista Marisa Carabellese.

Questi gli altri argomenti: Daniela e quella lettera di Papa Francesco, la storia di una bambina che lotta contro una terribile malattia: un articolo di Beatrice Trogu; il confronto fra i vari giovani artisti sulle problematiche espressive dell’arte contemporanea di Isabella de Pinto; Grazie all’Erasmus puls due giovani europei grati per l’esperienza vissuta; Concluso il progetto di alternanza scuola-lavoro sul giornalismo nei licei classico e scientifico con il giornalista Felice de Sanctis direttore di “Quindici”; Illuminata la Chiesa di S. Domenico di Michele Laudadio, che ha scritto anche l’articolo sull’omaggio ai grandi del jazz; la mostra di Omar Galliani alla Fondazione Valente, di Sara Fiumefreddo che ha intervistato anche il pittore; la chiusura della rassegna “Rosso porpora” di Gianni Antonio Palumbo che ha scritto anche la recensione dello spettacolo “Carmen” dell’Alter Chorus e del Carro dei comici; la lezione di giornalismo del direttore di “Quindici” Felice de Sanctis all’IISS mons. Bello.

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