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Crollo del leone del Duomo di Molfetta, Rifondazione chiede chiarezza La rivista mensile “Quindici” in edicola in questi giorni dedica diverse pagine, con articoli e foto al danneggiamento della facciata del monumento simbolo della città
26 dicembre 2017

MOLFETTA - Dopo il clamore immediato relativo al crollo del leone della facciata posteriore dell'antico duomo, avvenuto la notte tra il 26 e 27 novembre e al quale la rivista mensile “Quindici” ha dedicato un approfondimento con testi, interviste, l’editoriale del direttore Felice de Sanctis e fotografie di Mauro Germinario, sul numero in edicola in questi giorni a Molfetta, Rifondazione comunista ha deciso di fornire il proprio contributo affinché sia fatta chiarezza sull'evento, dopo le prime, dovute, stringate comunicazioni ufficiali.

«Non si tratta di mettere in campo contro-ricostruzioni – dice il segretario del Partito della Rifondazione Comunista, Beppe Zanna in un comunicato - ma porgiamo ai responsabili della tutela di un bene così prezioso - e all'opinione pubblica - una serie di quesiti come contributo alla ulteriore chiarificazione di quanto avvenuto.

1) Si è scritto che una delle cause potrebbe essere stata la scossa di terremoto sul Gargano. Ma come è possibile che essa abbia provocato danni solo a Molfetta, a chilometri di distanza, su un manufatto che inoltre risultava fissato attraverso dei perni? (su questo fatto siamo sicuri cioè che fosse fissato sui perni?)

2) Si stanno ascoltando tutte le persone residenti nella zona?

3) Si stanno visionando tutte le telecamere della zona ed eventuali file audio?

4) E' stata richiesta una perizia tecnica da parte di tecnici esterni ai soggetti coinvolti nei lavori di manutenzione?

5) Quale valutazione è stata fatta sul ponteggio a fune sospeso proprio in corrispondenza della porzione di finestrone crollato? Tutt'oggi questo ponteggio a fune, privo di paracolpi, (montato al fine di eseguire lavori di somma urgenza a seguito di cadute di scaglie di materiale dalle superfici) batte contro le lesene della facciata, in particolare quando c'è vento, provocando lesioni e scagliature delle superfici.

Cinque piccole domande, cinque piccole tracce su cui crediamo la città meriti risposta da parte di quanti sono preposti alla salvaguardia di un monumento simbolo della nostra città».

Quindici” non può che condividere questi interrogativi, tornando a chiedere al soprintendente alle Belle arti di Puglia, dott. Luigi La Rocca di non sottrarsi come ha fatto con la stampa, alle legittime richieste dell’opinione pubblica su eventuali responsabilità per il grave danno causato al monumento simbolo di Molfetta. 

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