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Covid, scuole di nuovo chiuse in Puglia. Emiliano emette una nuova ordinanza per tutelate gli insegnanti ed evitare il caos della riapertura improvvisa. Ma ritardano ancora le vaccinazioni dei docenti
Il presidente Emiliano
24 febbraio 2021

BARI - Oggi scuole di nuovo chiuse in Puglia. Continua il braccio di ferro tra il presidente della Regione Puglia e i genitori degli alunni sulla chiusura delle scuole per Covid.

Il Tar Bari, accogliendo un ricorso dei genitori, aveva sospeso l’ordinanza del Governatore, che, a sua volta, l’ha ripristinata per tutelare la salute degli insegnanti, fino alla loro completa vaccinazione.

Intanto tale vaccinazione è in ritardo e non se ne comprendono i motivi, il personale della scuola è preoccupato e non vuole correre rischi. I genitori sostengono che con le nome in sicurezza adottate dalle scuole, rischi non ce ne sono. E il braccio di ferro continua.

Intanto Emiliano ha riadottato il provvedimento di sospensione e ne ha spiegato i motivi, soprattutto quello di evitare che le scuole oggi siano invase dagli alunni, mettendo a rischio la salute degli insegnanti e quella loro:

«per la prevenzione della variante “variante inglese” e per la esecuzione del piano vaccinale nelle scuole. Sono apportate solo piccole modifiche che spero non incideranno troppo sull’assetto organizzativo che le scuole si erano già date per affrontare le prossime due settimane.

Il provvedimento che ha accolto in via di urgenza la richiesta di sospensiva della mia ultima ordinanza sulla scuola, ipotizza:

  1. che la esecuzione della campagna vaccinale della scuola sarà più lunga del periodo di vigenza della ordinanza stessa;
  2. che per tale motivo si deve ritenere che la ordinanza stessa sarà inevitabilmente prorogata;
  3. che tale eventuale proroga sacrificherebbe troppo a lungo il diritto alla didattica in presenza degli studenti introducendo - per la ammissione alla didattica in presenza per ragioni familiari non diversamente affrontabili - un limite di presenza massima del 50% in ogni classe, giudicato troppo restrittivo;
I provvedimenti dei giudici non si discutono, se non impugnandoli e quindi mi atterrò a questa regola.

Cerco comunque di spiegare cosa sta succedendo.

È stata sospesa una mia ordinanza finalizzata a salvaguardare la vita del personale della scuola in vista dell’esplosione della pericolosa “variante inglese”.

La sospensione è stata concessa per evitare un danno al diritto alla frequenza in presenza, non essendoci dubbio che la scuola pugliese ha anche un mezzo alternativo di didattica che è quella digitale integrata a distanza.

In ogni caso, per evitare contrasti col provvedimento del giudice, sto per emettere un’ordinanza che lega la temporanea sospensione della didattica in presenza ad un termine per la esecuzione della campagna vaccinale nelle scuole.

Con questo si soddisfa un’esplicita richiesta di motivazione.

Sono costretto ad intervenire per evitare che le scuole siano improvvisamente invase, in mancanza di provvedimenti di regolazione sanitaria, da tutti gli studenti in presenza con danno gravissimo per la salute del personale scolastico in piena pandemia da “variante inglese” che ormai sta sostituendo le altre meno pericolose e meno contagiose.

Tale sospensione della didattica in presenza era stata richiesta unanimemente da tutti i sindacati dalla stragrande maggioranza delle famiglie, sul presupposto del pericolo che un’insufficienza della prevenzione di infortuni sul lavoro da parte delle scuole, potesse pregiudicare la vita e la salute del personale scolastico non ancora vaccinato. Proprio mentre i vaccini si sono resi finalmente disponibili.

Ritenendo fondata questa posizione del sindacato, adotterò immediatamente un’altra ordinanza che, tenendo conto dei rilievi del giudice, tuteli comunque la vita del personale scolastico agganciando la durata della campagna vaccinale per le scuole al periodo di vigenza della ordinanza, rimuovendo il limite del 50% alla presenza contemporanea nelle classi.

Verrà comunque reintrodotto il diritto alla scelta della didattica integrata a distanza da parte delle famiglie che ne faranno richiesta nell’esercizio del diritto alla salute di ciascuno studente e della famiglia stessa per evitare che qualcuno possa essere costretto da interpretazioni errate a frequentare in presenza nonostante la grave pandemia in atto».

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