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Covid, prime misure restrittive di Decaro a Bari: "Divieto di asporto dalle 18 e negozi chiusi dalle 19". Si va verso la zona rossa. E il sindaco di Molfetta che fa? Non si adegua? Resta il mistero dei dati Meno polemiche e più trasparenza sarebbero utili alla cittadinanza che ha il diritto di avere informazioni sull'andamento della pandemia in città
Il sindaco di Bari, Antonio Decaro
11 marzo 2021

MOLFETTA – Per far fronte alla pandemia e ai numeri sempre più allarmanti, mentre restano gli assembramenti, soprattutto dei giovani, il sindaco di Bari e dell'area metropolitana, Antonio Decaro ha deciso una nuova stretta: Negozi chiusi dalle 19 e divieto di asporto dalle 18".

"Dobbiamo evitare – ha dichiarato - di essere travolti dalla terza ondata. All'ennesimo sforzo che chiediamo ai cittadini deve corrisponderne un altro molto più grande da parte di tutte le istituzioni e le categorie impegnate nella campagna vaccinale"

Accanto a queste misure, si attende la revisione del Dpcm con le zone rosse nei weekend, per contrastare la nuova ondata Covid sono in arrivo ulteriori restrizioni su Bari e provincia. "Restrizioni e vaccini – dice Decaro - sono l'unica soluzione per evitare la terza ondata e il collasso del Paese" e, per questa ragione, "la situazione sanitaria che emerge dai dati delle ultime ore, impone provvedimenti ancora più restrittivi".

Decaro ha chiesto al prefetto di convocare un Comitato metropolitano "perché noi sindaci della terra di Bari - dice - intendiamo intervenire con chiusure serali su scala metropolitana attraverso una serie di provvedimenti che impongono il divieto di asporto dopo le 18 e la chiusura totale dopo le 19 di tutte le attività commerciali" conclude il sindaco.

E a Molfetta cosa succede? Al momento il sindaco Tommaso Minervini non ha fatto conoscere nuovi provvedimenti restrittivi, pur necessari. Tra l’altro i dati forniti dal Comune restano sempre discutibili a fronte di quello che avviene nei Comuni vicini, appare strano che Molfetta sia un'isola felice: attualmente sono 270 i cittadini positivi; sono 26, invece, coloro che vivono con positivi ma sono in isolamento. Due i morti dal primo marzo ad oggi. I decessi sono stati 2, ma dall’inizio dell’anno i morti sono 16. C’è carenza di posti in terapia intensiva.

Ma gli assembramenti continuano e si vanno intensificando, come se la pandemia fosse passata. Di qui la necessità di provvedimenti più restrittivi, anche in vista della zona rossa e del lockdown totale nella provincia di Bari. Meglio un lockdown totale che questi stop and go che fanno più danni.

Prendere esempio dal sindaco di Bari, chiudendo tutto alle 19, sarebbe una decisione responsabile e opportuna. Come sarebbe opportuno che il sindaco informasse di più la cittadinanza, non limitandosi a fornire sbrigativamente due numeri, sui quali è lecito avere dei dubbi. La chiarezza e la trasparenza non si possono dichiarare solo a parole, ma vanno dimostrate con i fatti, senza che lo staff del sindaco polemizzi con i giornalisti che fanno il loro mestiere e chiedono più informazioni a nome dell'opinione pubblica che rappresentano.

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