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Covid, alla fine arriva la zona rossa in Puglia Scatta da lunedì: troppi contagi, ospedali in tilt per colpa dell’irresponsabilità di molti che hanno ignorato le regole
12 marzo 2021

BARI – Anche la Puglia va in zona rossa da lunedì, per colpa di chi non ha rispettato le regole (non uso delle mascherine e assembramenti) e a pagare sono tutti. Così sono aumentati i contagi che hanno superato il 15% (in Italia il 7%), ma anche i ricoveri in ospedale e in terapia intensiva.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 15 marzo. Passano in zona rossa le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise che restano in area rossa. È quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute.

È stato accolto quindi l'appello del governatore pugliese Emiliano che ha chiesto al governo di adottare misure più stringenti nei confronti della regione in cui i casi nelle ultime ore sono aumentati vertiginosamente. «Tutte le altre Regioni, tranne le 9 indicate in rosso, saranno in area arancione per gli effetti del decreto legge approvato stamane. È in corso una verifica sui dati della Basilicata. La sola Sardegna resta in area bianca».

ECCO TUTTE LE REGOLE DELLE ZONE ROSSE

Scuole e università: dall’asilo nido al liceo tutti a casa. Lezioni in classe possibili solo per disabili - Niente più lezioni in presenza per tutti gli alunni, dagli asili nido alle scuole superiori, nelle regioni rosse. Lo stesso vale in tutti i Comuni dichiarati rossi con ordinanze locali, a prescindere dal colore della regione. Gli studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali potranno continuare ad andare in classe. Per quanto riguarda gli atenei sono le singole università a decidere quali attività formative indispensabili possono essere mantenute in presenza, nel rispetto del protocolli e sentito il Consiglio universitario regionale. E lo stesso vale per esami e sessioni di laurea, di cui va garantito svolgimento e modalità pubblica (anche telematica). 

Spostamenti. Spesa, corsa, luoghi di culto, seconde case: obbligatoria l'autocertificazione - In zona rossa non si può uscire di casa se non per andare a fare la spesa, buttare la spazzatura, andare a correre o fare una passeggiata attorno a casa anche con i propri figli, portare fuori il cane nei pressi della propria abitazione, raggiungere il luogo di culto più vicino, andare a comprare il giornale. Non si può uscire dal proprio comune o dalla propria regione se non per lavoro, urgenza o salute.

Tra queste eccezioni restano sempre valide quelle relative all'assistenza a persone anziane non autosufficienti, figli minori o attività di volontariato nell'ambito del Servizio civile nazionale, per la gestione dell'epidemia in corso, per l'addestramento di unità cinofile o per l'assistenza agli animali. Anche gli atti notarili di compravendita di una casa rientrano tra le ragioni valide per spostarsi tra regioni.

Se non vietato da ordinanze locali e se ci si è trasferiti nella seconda casa, sia essa di proprietà o affittata, vi si può rientrare dopo il lavoro anche fuori regione, una famiglia alla volta. Altri spostamenti verso seconde case possono riguardare solo lavori di somma urgenza, tipo un allagamento. Lo svolgimento di visite turistiche guidate non è consentito in area rossa. Si può andare in auto, per necessità, con persone non conviventi indossando tutti la mascherina: il guidatore e due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori. Per muoversi da casa è obbligatoria l'autocertificazione, preferibilmente da stampare e compilare.

Lockdown a Pasqua - Il 3, 4 e 5 aprile, a Pasqua dunque, anche nelle zone rosse ci si può spostare all’interno dei confini regionali tra le 5 di mattina e le 22 per far visita ad amici e parenti, una sola volta al giorno, massimo in due più eventuali minori di 14 anni al seguito o persone non autosufficienti. Esattamente come a Natale.

Bar e ristoranti: Niente pranzo né cena. Asporto, stop dopo le 18 - In zona rossa bar, ristoranti e locali devono chiudere. In Puglia, comunque, dal giorno 10 marzo è in vigore una ordinanza di Emiliano - in linea con quella emessa dal sindaco di Bari, Antonio Decaro e da altri 40 sindaci dell'Area metropolitana - che dispone il divieto di asporto a partire dalle 18 di cibi e bevande da ogni tipo di esercizio commerciale (distributori automatici comprese), senza fare alcuna distinzione tra le attività con i Codici Ateco.

Negozi e mercati. Gli acquisti solo per necessità, un familiare per volta - Nelle zone rosse i negozi sono chiusi, tranne quelli di prima necessità: alimentari, farmacie, elettronica, ferramenta, edicole, profumerie, tabaccai, giocattolai e vivai. La lista completa accompagna ogni Decreto e dunque verrà resa nota insieme ai provvedimenti. Mercati e centri commerciali sono chiusi anche nei giorni feriali ma i negozi essenziali al loro interno possono restare aperti.  A fare la spesa bisogna andare uno alla volta per nucleo familiare.

Servizi alla persona off limits - Barbieri, parrucchieri e centri estetici chiudono in zona rossa. Anche qui una scelta in controtendenza rispetto al decreto di Natale in cui sistemare il taglio o prenotare una manicure veniva considerato un servizio essenziale. Sempre in zona rossa stop anche a tutti gli altri servizi alla persona ad eccezione di lavanderie, tintorie e pompe funebri. Restano sospese le attività dei centri benessere e dei centri termali.

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