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Corre la variante inglese del Covid anche a Molfetta: caos nell’organizzazione dei vaccini per gli ultra ottantenni e per gli insegnanti
24 febbraio 2021

MOLFETTA – Corre la variante inglese, anche a Molfetta, dove sono stati segnalati ben 4 casi, mentre regna il caos totale nell’organizzazione dei vaccini e nella gestione dell’emergenza Covid.

Cominciamo dagli anziani ultra ottantenni che dovrebbero essere vaccinati: sono 4.482, ma le dosi sono andate presto esaurite e molti di loro si sono dovuti rivolgere ad altre città distanti anche oltre 50 chilometri. Poi c’è il problema dell’ufficio igiene della Asl in via Togliatti, che, oltre ad occuparsi delle vaccinazioni ordinarie dei bambini, non ha spazi e operatori sufficienti anche per ospitare gli anziani. Le vaccinazioni avvengono a giorni alterni e a turni alterni, mattina e pomeriggio.

Di qui l’organizzazione che è andata in tilt. L’ex assessore all’igiene Ottavio Balducci, costretto a lasciare l’incarico per far posto ad altri nella gestione politica del manuale Cencelli della politica, che ha costretto il sindaco Tommaso Minervini ad accontentare tutti per non far cadere l’amministrazione, ha ricevuto, però, un incarico dallo stesso primo cittadino, per gestire i vaccini.

Balducci ha promesso di avviare delle sessioni di erogazione del farmaco dalle 8 alle 20 di tutti i giorni, ma come si fa se mancano vaccini e sedi per accogliere gli ultraottantenni?

L’ipotesi dello stadio di atletica leggera Cozzoli non è stata ancora accolta dalla Asl e tutto resta nel limbo.

Stesso discorso per gli insegnanti che non sanno ancora quando devono essere vaccinati, né ricevono informazioni in merito e sono coinvolti nel caos organizzativo. “Quindici” riceve tante telefonate dagli stessi docenti, preoccupati della situazione, che non riescono a comprendere, né a giustificare. Di questo passo le suole resteranno chiuse ben oltre il termine del 5 marzo fissato dal presidente della Regione, Emiliano.

La didattica a distanza non funziona bene in alcune scuole che hanno difetti di connessione, mentre i genitori delle scuole “Battisti” e “Zagami” insistono per la didattica in presenza perché, secondo loro, le nuove varianti del Covid non costituiscono un rischio, in quanto i protocolli fissati dalle scuole restano validi.

Tra insegnanti che non vogliono rischiare e dirigenti scolastiche che non vogliono assumersi le responsabilità di aprire anche al 50%, la scuola vive uno dei momenti più difficili.
Ma è soprattutto la lentezza dei vaccini a preoccupare i genitori i quali temono che di questo passo si arriverà fino a giugno a completare l’intero ciclo di vaccini per gli insegnanti. Praticamente a scuole chiuse. Ecco perché il governo intende prorogare la chiusura degli istituti, prolungando l’anno scolastico, per rimediare almeno in parte a questo ciclo travagliato.

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