Recupero Password
Coronavirus: non ci sono casi a Molfetta e la situazione è costantemente monitorata Diffondere notizie infondate può configurare il reato di procurato allarme
Da sinistra: assessore Antonio Ancona, dott. Drago, sindaco Tommaso Minervini, assessore Mariano Caputo, consiglieri Giovanni Facchini e Dario De Robertis
24 febbraio 2020

MOLFETTA – Attenersi alle notizie e alle indicazioni ufficiali, senza farsi suggestionare dalle tante fake news che girano sui social in merito al COVID-19, ossia il Coronavirus: questo l’invito che più volte è stato ribadito nel corso della conferenza stampa convocata dal sindaco Tommaso Minervini nel tardo pomeriggio di ieri.

L’intento dell’incontro con i media, al quale hanno preso parte anche il dott. Drago, dell’Ufficio Tecnico per l’Igiene, gli assessori alla sicurezza Antonio Ancona, alla socialità Ottavio Balducci e ai Lavori Pubblici Mariano Caputo oltre ai consiglieri comunali Dario De Robertis e Giovanni Facchini nonché il Maresciallo Annese della Polizia Locale, è stato proprio quello di fare chiarezza sulla situazione fornendo indicazioni precise.

Il primo cittadino ha fortemente stigmatizzato la diffusione di notizie infondate, ricordando che esiste il reato di procurato allarme.

Importante punto fermo: in città e in Puglia non ci sono in città, così come in Puglia, non si sono casi accertati né casi sospetti. Sono, invece in corso attività di monitoraggio, in particolare per soggetti che provengono dalle zone in cui ci sono focolai dell’epidemia, così come sta accadendo in tutta Italia.

La prassi prevede che vengano monitorati i “contatti”, ossia soggetti sani che, avendo avuto anche solo ipoteticamente dei contatti con aree a rischio, sono da seguire in maniera particolare attraverso l’isolamento domiciliare fiduciario per 14 giorni. Diventa un caso sospetto qualora ci siano dei sintomi, in presenza dei quali si procede all’analisi con il tampone faringeo. Se l’esito delle analisi è positivo al COVID-19, il paziente viene trasferito al Policlinico.

In particolare, il dott. Drago ha affermato: «Ci troviamo di fronte a un nuovo agente patogeno che si è adattato alla specie umana. Non è una novità, i coronavirus esistono da tempo. Stando ai dati epidemiologici oggi a disposizione, non pare avere una letalità molto elevata». Così come accade per l’influenza, i problemi possono insorgere in soggetti a rischio (affetti da altre patologie, affetti da problematiche all’apparato respiratorio ecc).

«Il problema – ha proseguito il dott. Drago – è che non abbiamo ancora armi efficaci come il vaccino».

Per avere il vaccino dovremo aspettare, ci vorrà almeno un anno, se consideriamo che oltre a metterlo a punto andrà testato e bisognerà verificare l’assenza di effetti negativi.

Il virus si propaga per via respiratoria e le armi più efficaci oggi in nostro possesso sono evitare i contatti e seguire il decalogo predisposto dal Ministero della Salute:

1 Lavati spesso le mani

2 Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute

3 Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani

4 Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci

5 Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol

6 Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico

7 Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate

8 I prodotti MADE IN CHINA e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi

9 Contatta il numero verde 1500se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni

10 Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

Le mascherine, è stato ribadito, non hanno una grande utilità: servono solo al soggetto malato e a coloro che lo assistono. Altre raccomandazioni sono quelle di arieggiare spesso gli ambienti ed evitare luoghi affollati.

Durante la conferenza sono state data indicazioni precise per coloro che hanno dubbi sulle proprie condizioni sanitarie. L’invito è a rivolgersi, telefonicamente, al proprio medico curante, che effettuerà il triage (la raccolta dei dati) e valuterà la situazione. È importante non recarsi autonomamente negli studi medici o pediatrici o al Pronto Soccorso per evitare contatti con altri pazienti.

È stato sottolineato che in Italia abbiamo il miglior sistema sanitario nazionale in Europa e una rete di sorveglianza che realmente funziona.

Lo scenario, ovviamente, è in costante evoluzione: oggi entra in vigore il decreto legge varato dal Governo per contenere il contagio mentre alle ore 13 è convocata la task force regionale per fare il punto della situazione in Puglia.

Tommaso Minervini ha concluso rimarcando la piena collaborazione e tra sindaco, uffici competenti, Carabinieri, Polizia Municipale e medici.

In ogni caso punti di riferimento a cui rivolgersi restano il medico curante o il medico pediatra, il 112 e la Polizia Locale. A questi si aggiunge il numero ministeriale 1500.

@Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2020
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet