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Coronavirus, il volontario Avis Molfetta, Andrea Scardigno: serve sangue, vai a donare.
05 aprile 2020

MOLFETTA – Nell’ambito dell’inchiesta del coronavirus pubblicata sul numero della rivista “Quindici” in edicola, abbiamo sentito, oltre ai cittadini di Molfetta, anche gli operatori impegnati sul fronte sanitario. Ecco le domande che abbiamo posto loro.

- Cosa può fare lei, nel suo lavoro, per aumentare la prevenzione?

- Secondo le sue conoscenze, sono adeguate le misure di sicurezza prese dal sistema sanitario nazionale e dalle istituzioni italiane?

- Quali sono i consigli che può fornire in merito?

- Le informazioni che circolano sono adeguate?

Ed ecco le risposte di Andrea Scardigno, volontario AVIS: «Avendo accesso ai social network, in una giornata leggo almeno trenta contenuti tra social e siti. Do credibilità solo a fonti attendibili come le testate giornalistiche di livello internazionale o i comunicati che ci pervengono dall’ASL, dal Ministero e dai centri di coordinamento emergenza. Enorme la quantità di fake-news che sto leggendo in questi giorni.

Il Centro Nazionale Sangue, attualmente, sta coordinando e rilasciando informazioni ufficiali in merito. Mi sto attenendo a quelle che sono le direttive emanate dal Ministero della salute (alias, il decalogo che sta girando, giustamente, ovunque).

Secondo me bisognerebbe incrementare opuscoli e locandine nei luoghi pubblici con le indicazioni precauzionali necessarie. A lavoro ho gestito personalmente un paio di questioni di panico, rassicurando i colleghi in merito alla situazione e dicendo loro di non creare allarmismo ingiustificato, ma di attenersi solo a direttive ufficiali.

Ho notato molta paura, in generale, nei luoghi pubblici: basta dire che i treni che prendo di solito per recarmi a lavoro, quelli della fascia oraria compresa tra le 7 e le 8, sempre stracolmi di gente, si sono quasi svuotati.

La psicosi è più pericolosa perché con essa rischiano di venir meno i servizi essenziali. Anche in televisione si percepisce la diffusione di panico, dalle resse ai supermercati e alle farmacie.

Purtroppo c’è anche molta discriminazione verso i negozi cinesi e verso i cittadini settentrionali, soprattutto ad Ischia e in Sicilia, ma è un atteggiamento che non serve assolutamente a nulla. In linea di massima io ho fiducia nelle istituzioni e nel sistema sanitario, anche se forse si potrebbe fare di meglio, ma non sono un addetto ai lavori e parlo basandomi su quello che percepisco.

L’attenzione, a mio parere, si sta spostando più sui danni economici che sulla salute però. Si sottovaluta molto il fatto che le vittime siano anziani, è come se per loro non ci fosse la solidarietà che meritano. Il Consiglio dei ministri tenutosi in queste sere ha come oggetto misure straordinarie economiche, ma al primo posto c'è la salute.

Si passa, nel giro di pochissimo tempo, ad indicazioni tra loro contrastanti: le stesse autorità che avevano decretato la chiusura dei luoghi pubblici hanno emanato nuove ordinanze pe rimettere in moto le città classificate come “zona rossa”, proprio per evitare ricadute economiche.

In qualità di volontario AVIS ci tengo a precisare che dai centri trasfusionali ci perviene richiesta di sangue: a Molfetta, come in tutta Italia, stiamo lanciando un appello ai donatori perché ce n’è carenza. Dall’appello sono esclusi, tutti coloro che provengono dalla zona rossa italiana e dalla Cina.

Fatto sta che abbiamo bisogno di donazioni e stiamo adottando ogni misura necessaria per tutelare i donatori. Chiunque vada a donare, se dovesse avvertire sintomi, è tenuto a chiamare il centro trasfusionale per segnalarli. I donatori di sangue, nell’ultimo periodo, sono diminuiti in tutta la Puglia: purtroppo lo stress provoca l’abbassamento delle difese immunitarie e molta meno gente è disposta a fare questo gesto solidale che, a maggior ragione in momenti come questo, è fondamentale per chi ha già contratto determinate patologie e ne risulta essere una vittima collaterale.

In questa situazione è necessario donare anche per gli abitanti del Nord, perché loro, in quanto potenziali contagiati, sono impossibilitati a farlo».

© Riproduzione riservata

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