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Coronavirus e imprudenza. Bus urbani affollati da studenti in libera uscita a Molfetta
Foto di archivio
09 marzo 2020

 MOLFETTA - “Evitare il più possibile i luoghi chiusi ed affollati” è uno dei precetti che più stiamo ascoltando in materia di prevenzione contro il diffondersi del Coronavirus. Per propiziarlo il Governo, con decreto in data 4 marzo, ha annullato eventi sportivi e spettacoli, ha agevolato il cosiddetto lavoro da casa, ha ordinato la sanificazione dei luoghi pubblici e privati e ultimo punto, ma non per importanza, ha annullato sino al 15 marzo le attività scolastiche e universitarie.

Tutto molto bello e giusto all’apparenza. Ma quello di cui non si è tenuto conto è che l’uomo difficilmente cambia le proprie abitudini. Mi spiego meglio, l’uomo è un animale sociale, quindi tende sempre a preferire i luoghi d’incontro piuttosto che essere relegato h24 in casa. Quindi, sprezzante del pericolo e dimenticando per un attimo il decreto, continua la solita vita affollando bar, negozi, centri commerciali, discoteche.

Lungi da me essere asociale e ipocondriaca, difatti la mia vita è poco cambiata dopo il diffondersi del virus, magari con qualche accortezza in più nei luoghi pubblici, oltre ad essere una sostenitrice della prosecuzione delle attività commerciali in questo difficile periodo, trovo tutta questa situazione una grandissima contraddizione.

In particolare vi riporto una mia esperienza vissuta a Molfetta, il primo giorno di chiusura delle scuole. Quotidianamente per lavoro viaggio all’interno del bus Linea 4 della MTM il quale compie il giro dell’intera zona industriale ed artigianale, scelto quindi anche da chi vuole raggiungere i principali centri commerciali della città.

Bene, alle ore 13.15 il bus è stato preso d’assalto da adolescenti diretti verso Ipercoop e Molfetta Outlet. Vi posso assicurare che il metro di distanza che tutti noi dovremmo osservare da chi ci sta intorno si limitava ad essere stampato su un dépliant affisso con le altre norme igieniche. Definirci sardine (termine altamente noto in questo periodo storico) è un eufemismo.

Nella stessa giornata, è notizia, centinaia di persone hanno affollato un noto centro commerciale nel barese nel quale tra l’altro una commessa è risultata positiva al virus.

La domanda è una sola, dov’è la coerenza d’azione? A cosa serve impedire le attività sportive, le lezioni, i concerti e spettacoli, se poi l’uomo trova sempre un modo per aggregarsi? Stiamo gestendo l’emergenza nel giusto modo?

Sul prossimo numero della rivista mensile "QUINDICI" che sarà in edicola a fine settimana, ci sarà una lunga inchiesta sul coronavirus con interviste anche a Molfetta. "Quindici", quello che gli altri non dicono.

© Riproduzione riservata

Autore: Daniela Bufo
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