giovedì 2 settembre 2010
Convegno molfettesi nel mondo: tornare a casa è sempre una gioia
Mariolina Pansini, funzionario dell’Archivio di Stato di Bari, ha parlato sul tema «Antifascisti molfettesi emigrati ad Hoboken»

MOLFETTA - Paese che vai, molfettesi che trovi, con usi, costumi e detti tradizionali. E sei a casa. Anche quest’anno l’Associazione Molfettesi nel Mondo, da poco meno di 30 anni impegnata nel mantenere vitale il vincolo tra Molfetta e le comunità d’italiani all’estero, ha restituito alla patria quasi cento migranti molfettesi, residenti in America, Venezuela, Canada, Australia, Stati Uniti.

Alcuni immigrati italo-americani arriveranno nei prossimi giorni per il Molfetta Day (9 settembre), memorial dell’immigrazione molfettese, e saranno accompagnati dall’ing. Salvatore Scardigno, presidente della Federazione delle Associazioni Pugliesi in America. Con loro anche 4 giovani americani laureati, che si confronteranno (probabilmente il 6 settembre al Garden Hotel) con altri giovani rampolli italiani laureati del Rotaract.
 
Occasione del rientro a Molfetta la festa patronale della Madonna dei Martiri. Ad aprire il XXIX Congresso Molfettesi nel Mondo il «Convegno dei molfettesi nel mondo», organizzato dall’omonima associazione, incentrato sull’intervento della dott.ssa Mariolina Pansini (nella foto, sulla sinistra, accanto al vice sindaco Uva, al presidente dell’Associazione De Virgilio e al segretario Bisceglie), funzionario dell’Archivio di Stato di Bari, sul tema «Antifascisti molfettesi emigrati ad Hoboken».
Storie di migranti, di coraggio e sofferenza, collocate tra il 1920 e il 1935, durante il ventennio fascista. «Abbiamo esaminato circa 4.600 fascicoli raccolti nell’Archivio di Stato di Bari – ha esordito la dott.ssa Pansini – con le schede d’individui considerati pericolosi agitatori socio-politici dalla polizia fascista». Un’emigrazione politica, dunque, per evitare le persecuzioni del regime, a ridosso delle cosiddette leggi fascistissime, che avevano limitato la liberta politica e di opinione in Italia.
Il prezzo di questo espatrio clandestino e forzato, le difficoltà d’integrazione sociale. Nelle numerose missive, i mittenti non solo incitano all’antifascismo, ma informano i familiari delle pessime condizioni di vita, dei lavori umili, delle differenze linguistiche e discriminazioni razziali. «Sono stati ritrovati – ha continuato la dott. Pansini – articoli di stampa americana sul fascismo, che gli immigrati inviano ai familiari, ignari del totalitarismo del regime». Quelle lettere erano sequestrate dalle autorità italiane prima della consegna.
Circa 255 italiani sono emigrati negli Stati Uniti, tra cui 86 molfettesi, 62 ad Hoboken, dove è stata fondata la Colonia dei molfettesi antifascisti, come la definivano le autorità di sorveglianza americane, per la vicinanza al disertore molfettese Gaetano Salvemini.
 
«Quando arrivi all’aeroporto è sempre una gioia vedere i figli, i genitori, i nipoti»: ecco cosa vuol dire tornare a Molfetta per Luigi Arciuli, immigrato molfettese in Australia negli anni ’50. Immigrato non per lavoro, ma per amore: ha lasciato a Molfetta la bottega da barbiere e si è sposato in Australia. 
Dagli anni 50 Molfetta è cambiata, «ai nostri occhi è migliorata, perché maggiori sono le possibilità di lavoro e l’espansione edilizia è stata notevole, soprattutto negli ultimi anni – ha commentato il sign. Arciuli, tornato a Molfetta dopo 2 anni – anche se a noi anziani piace il Centro Storico, per il forte legame con la nostra adolescenza».
 
Non sono mancati i ringraziamenti del presidente dell’associazione, Marco Vito De Virgilio (nella foto tra il vicesindaco Pietro Uva e Luigi Bisceglie) e di Luigi Bisceglie, segretario. Alla conferenza è intervenuto anche il vicesindaco Pietro Uva, che ha ribadito la volontà del Comune di Molfetta di «creare le giuste opportunità per limitare il dramma dell’immigrazione, ancora attuale, quella che spezza le reni alle nostre forze lavoro».
Il convegno è terminato con l’intervento della sign.ra Titina Spadavecchia, «Un ritorno alle nostre origini: filastrocche e canti della tradizione dialettale molfettese».
 
© Riproduzione riservata
 
Marcello la Forgia
Segnala la news ad un amico
Tutti i campi sono obbligatori

Il tuo nome
 

Indirizzo E-Mail del destinatario
   




Esprimi la tua opinione
Tutti i campi sono obbligatori

Nominativo
 

Indirizzo E-Mail 
 

Messaggio  
 
Lunghezza max.:2000 caratteri

ATTENZIONE!
LA VISUALIZZAZIONE DELLE OPINIONI NON E' IMMEDIATA


La redazione di Quindici si riserva il diritto di decidere, a suo insindacabile giudizio, di eliminare i commenti alle news che non riterrà adatti alla messa online:
  • pubblicitari a fini commerciali;
  • con contenuti non inerenti all'oggetto della news;
  • che possano essere interpretati come offensivi o lesivi della dignità umana.
PINA|giovedì 9 set 2010 09:39:02

ma il presidente di questa associazzione vive a MOlfetta? Ma che strade ha fatto fare a questi "pellegrini"? Certo che e' bello rivedere la propria città ma viverci e' tutt'altra cosa! Ci vuole coraggio a visitare molfetta senza affermare che ormai la citta' sta assumendo sempre piu' la forma du un MEGA W.C. (cesso) !!!
FALKOROSSO|giovedì 2 set 2010 20:02:40

Rimanerci tutto l'anno... ahimé, non sempre lo é... Comunque, benvenuti... e scusateci se qualcosa (...) non và!
Orizzonti Lontani|giovedì 2 set 2010 15:04:40

Gioisco di cuore leggere di queste rimpatriate di nostri "paesani concittadini". Ho lavorato e vissuto lontano da Molfetta per molti anni. Capisco cosa vuol dire rientrare a "casa" dopo mesi o anni: un turbine fisico e spirituale. Merito all'Associazione Molfettesi nel Mondo, per riuscire a mantenere i contatti con la nostra gente operante lontani dal natio Paese. Un ringraziamento al Presidente De Virgilio, al segretario Cavaliere Luigi Bisceglie, per tutto quello che fanno con meriti e senza lucro. Purtroppo il problema dell'emigrazione ancora sussiste e, forse, in aumento con le nuove generazioni in un Paese che niente sta facendo in questo senso, presi come sono i nostri amministratori, a perservarsi le difese ai personali e previlegi corporativi. All'orizzonte, niente di nuovo, solo nuvole e piogge.......acide.
In Vino Veritas|giovedì 2 set 2010 14:43:19

A sentire, leggere le lamentele e i giudizi sulla città tutta, da parte dei Molfettesi tornati a "casa" per le vacanze estive, non mi sembra che "tornare a casa è sempre gioia"!!!! Non fanno altro (non tutti si capisce), che sparlare di tutto e di tutti: almeno quelli che vivono in Italia. Per chi vive all'estero, il fattore sentimentale e molto diversificato. Sono perplesso e non solo.
In Edicola
Numeri Precedenti

Vai >>

Login Utente

Username  
Password
 


Password persa?
Registrati

Sondaggio

La Corte Costituzionale ha dichiarato l'incompatibilità del doppio incarico. Azzollini è sindaco e senatore. Deve dimettersi?