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Con Suonagli Folk Festival a Molfetta le emozioni e la potenza della musica popolare
28 agosto 2018

MOLFETTA – Coinvolge ad ogni età, è sicuramente uno degli elementi caratterizzanti la nostra regione, dal Gargano al Salento, sia pure con diverse accezioni stilistiche: stiamo parlando della musica popolare, prova ne sia la grandissima affluenza registrata nello scorso fine settimana dal concertone della “Notte della Taranta”.

Alla musica popolare – nelle scorse settimane – Molfetta ha dedicato una giornata di studi con la partecipazione di alcuni tra i migliori artisti e studiosi salentini, di fama internazionale, non a caso tra i protagonisti della kermesse salentina.

La giornata, intitolata “Suonagli Folk Festival”, è stata incentrata proprio sul fenomeno Pizzica e Tarantismo.

Fautori dell'iniziativa, patrocinata dall'Amministrazione Comunale nell'ambito di Eventi Molfetta, l'associazione culturale Fabulanova e l'associazione salentina “Uasc!”.

Il titolo deriva dal connubio tra “suonare” e “sonagli” (il riferimento è ai cerchietti metallici del tamburo a cornice, strumento immancabile per la musica popolare, diventati poi pendagli, simbolo dell'iniziativa).

Numerosi coloro che hanno scelto di partecipare agli stage pomeridiani, dedicati a tamburello e pizzica.

Il percorso ideale tra Nardò e Aradeo, alla scoperta delle sonorità dello strumento a percussione, secondo le tecniche del versante jonico, è stato guidato da Giancarlo Paglialunga, voce e tamburo dell'orchestra de “La notte della taranta”, del “Canzoniere Grecanico Salentino” nonché di “Arneo Tambourine Project”, il quale vanta collaborazioni con artisti locali e internazionali.

Il carisma e le movenze della Pizzica sono state illustrate da Laura De Ronzo (anch'essa tra i protagonisti del concertone, danzatrice della compagnia Tarantarte) che ha saputo coinvolgere i partecipanti allo stage di danza.

Massimiliano Morabito, noto come componente del “Canzoniere Grecanico Salentino” ma, soprattutto, ricercatore, studioso e musicologo, ha catalizzato l'attenzione del folto pubblico con l’interessante e inedita conferenza sul Tarantismo, avvalendosi di filmati e immagini d'epoca nonché delle testimonianze di chi ha vissuto tale fenomeno.

Morabito ha ripercorso la storia del Tarantismo partendo dalle prime notizie sul fenomeno che risalgono al Trecento, con Guglielmo Marra da Padova, ha proseguito con le descrizioni di Epifanio Ferdinando (1621) e le ricerche di Giuseppe De Simone.

Ha posto in evidenza le diverse sonorità, legate a precipue funzioni: quella terapeutica (che vedeva il ricorso a pizzica tarantata, taranta, “Mariella”, malinconica, originaria – quella comunemente definita “pizzica di San Vito” – e altre) e quella ludica (la pizzica pizzica).

«La Taranta – ha affermato Morabito – ha una tonalità affettiva particolare, che si rilette in chi è stato morso». A proposito dei moduli e dei modelli melodici, ha aggiunto «Tutta la musica di tradizione orale del centro e sud Italia si basa sul concetto di “modello melodico” e sulle variazioni di tali modelli».

Non sono mancate incursioni nelle tradizioni di altre regioni, come la Sardegna.

Il filo, sottile come una ragnatela, che unisce tutte queste tradizioni è la «collaborazione vibrante della comunità: da solo non ti curi».

La sanguigna musicalità del Salento ha concluso la giornata, grazie al concerto dell'Arneo Tambourine Project, ensemble fondata dallo stesso Giancarlo Paglialunga, con la partecipazione di Massimiliano Morabito (organetto), Rocco Nigro (fisarmonica), Massimiliano De Marco (voce e chitarra), Carlo de Pascali (voce e tamburo), Lucia Passaseo (voce e tamburo), Edo Zimba (voce e tamburo), Emanuele Liquori (tamburo). Il chiostro della Fabbrica San Domenico si è, dunque, riempito delle sonorità e delle movenze dei trascinanti ritmi che hanno portato il pubblico a cantare e ballare, regalando una serata magica e coinvolgente.

Non a caso da più parti si auspica la riproposizione degli stage nei prossimi mesi.

Grande apprezzamento è stato mostrato dall'Assessore alla Cultura e Turismo Sara Allegretta, intervenuta alla conferenza.

@Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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