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Come da copione, previsioni confermate a Molfetta: botti e auto incendiata, devastata piazza Paradiso, la delinquenza sfida le istituzioni Dov’erano le forze dell’ordine e la vigilanza privata? Ancora un fallimento le operazioni di sicurezza della città. Forse il concerto in piazza avrebbe evitato lo scempio e offerto qualche ora di spensieratezza anche a chi non poteva permettersi cenoni e veglioni
01 gennaio 2018

MOLFETTA – Prendere atto di un fallimento non è dimostrazione di debolezza, ma segno di consapevolezza, per porre rimedio a una situazione ampiamente sottovalutata e affrontata solo a colpi di ordinanze e di comunicati stampa che annunciavano il dispiegamento di forze senza precedenti: carabinieri, vigili urbani, perfino finanzieri e vigilanza privata. Per non farsi mancare niente. Ecco perché ora il fallimento è più evidente.

Tutto inutile, piazza Paradiso in primis, ma anche altre zone della città sono state prese d’assalto dai soliti bombaroli delinquenti che, per dimostrare il controllo del territorio, oltre a far saltare cestini dei rifiuti (e meno male che non c’erano i cassonetti che piacciono tanto al sen. Azzollini e alla sig.ra De Bari!) hanno anche rovesciato un’automobile in via Paniscotti a pochi metri dalla piazza… d’armi e l’hanno anche incendiata. Forse è stato messo un grosso petardo sotto la vettura e l’onda d’urto dell’esplosione l’ha fatta inclinare su un fianco.

Ma resta la prova di forza, altro che semplice atto vandalico. I fatti di cronaca vanno letti per quello che rappresentano, non per una ricostruzione di comodo.

Qual è stata la risposta dell’amministrazione comunale? “Grazie alle forze dell’ordine che hanno evitato danni maggiori, non è più il vizio di sparare, ma sono autentici reati. Vedremo di individuare i colpevoli attraverso le telecamere posizionate in zona”. Tutto qui? E ora la coscienza è a posto. Credete che i colpevoli verranno identificati e sanzionati? Oppure si tratterà del solito effetto annuncio. Lo vedremo e lo scriveremo nei prossimi giorni: “Quindici”, quello che gli altri non dicono.

Chi amministra deve essere in grado di dare priorità anche alla spesa pubblica utile anche ai fini della sicurezza. Occorrono più risorse per questo e soprattutto per far capire a questa gentaglia che le istituzioni ci sono e non possono essere sfidate impunemente. Non basta gestire l’ordinaria amministrazione e proclamare che il sindaco lavora 18 ore al giorno, anche perché ha trattenuto per sé molte deleghe che gli consentono di fare solo quello. Occorre avere una visione di futuro, non limitandosi a scrivere libretti di promesse elettorali.

Perché non si è organizzato un bel concerto in piazza Paradiso come è avvenuto negli anni scorsi? Forse perché molti componenti della coalizione Minervini provengono dalle fila del centrodestra di Azzollini e quindi la loro cultura è quella del botto di fine anno o della tolleranza dell’illegalità alla quale ci hanno abituato negli anni della gestione della destra?

Invece di sprecare soldi in mancette elettorali per i vari spettacoli, alcuni insignificanti, come le casette in Canadà della Molfetta in Allegrezza, che ha avuto come risultato la città deserta, si potevano utilizzare meglio le risorse per un bel concerto, offrendo ai cittadini che non possono permettersi cenoni e veglioni, anche un’occasione di festeggiare gratuitamente il nuovo anno, come è avvenuto a Bari e in altre città.

Ma la cultura della destra che governa la città, è altra: facciamo finta che… tutto va ben, come recita una vecchia canzone: “Facciamo finta che il povero sia in fondo un gran signore / che il servo stia assai meglio del padrone / che le persone anziane stian benone / che i giovani abbian sempre… un’occasione”.

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