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"Ci siamo rotti i timpani", la protesta della sinistra a Molfetta contro l’inquinamento acustico dei tir che vanno al porto
Porta, Paparella, Racanati
25 novembre 2018

MOLFETTA – Nel corso di questi ultimi anni qualcosa è cambiato ma ciò che non si coglie è un concreto miglioramento dell’aria che respiriamo nelle città e delle condizioni di inquinamento acustico. Oggi conosciamo senz’altro meglio la qualità dell’aria delle aree urbane, si sono estese le reti di monitoraggio, sono migliorati gli strumenti conoscitivi e sono sempre più in uso modelli capaci di integrare le concentrazioni alle emissioni e rilevare soglie di tollerabilità acustica.

Ma a 15 anni dal primo provvedimento antismog in nessuna città - piccola o grande che sia - si è riusciti a chiudere il cerchio che dalla conoscenza passa alla consapevolezza e da questa all’azione. Da nessuna parte sono state messe in atto strategie serie di mobilità urbana che passano dalla limitazione della circolazione privata alla rimodulazione dell’offerta del trasporto pubblico.

Per la città di Molfetta questo macro problema - legato soprattutto ai tir che la attraversano per raggiungere il porto in entrata e in uscita e viceversa - era stato sollevato già a partire da dicembre scorso dal Partito della Rifondazione Comunista - Compagni di Strada, Potere al Popolo. Per giunta con l'arrivo dell'estate il problema si è riproposto con maggiori disagi per i residenti di via Madonna dei Martiri, via san Rocco, via san Carlo, via san Domenico, via Traversa San Domenico e per le banchine San Domenico e Seminario che dalle prime ore del mattino fino a sera inoltrata erano esposti (e lo sono tutt’oggi, ancora) al passaggio di mezzi pesanti di ogni genere. E a quasi un anno di distanza nulla è cambiato.

Per questa ragione il Partito di Rifondazione Comunista – Compagni di Strada, Potere al Popolo di Molfetta ha diffuso un comunicato per denunciare i 500 passaggi settimanali di grossi tir e autoarticolati con frequenti incolonnamenti che si concretizza fattivamente attraverso l’istituzione di una petizione popolare per la richiesta di un'Ordinanza sindacale che dia risposte alle legittime richieste di salute e riposo dei residenti e che regolamenti gli orari e gli spazi in cui consentire il transito del flusso veicolare dei mezzi pesanti da e per il porto.

L’iniziativa – Ci siamo rotti i timpani - è stata presentata attraverso una conferenza tenutasi nella sala stampa di Palazzo Municipio. Ad introdurre l’argomento Gianni Porta che ha portato i presenti a riflettere su come l’ultima ordinanza di regolamentazione in tale direzione risalga al 1999. Un’ordinanza peraltro emanata a gennaio con delle restrizioni sulla circolazione stringenti e rivisitata a marzo in maniera sregolata, in deroga per effetti e portata rispetto alla precedente. Proprio per far fronte ad una normativa ormai obsoleta e non più calzante rispetto alle attuali esigenze - tenendo conto che il porto cittadino si interseca ormai con la zona urbana e che è diventato il capolinea di mezzi pesanti che ogni giorno e in maniera selvaggia transitano da e verso la zona portuale – e al fine di ridurre al minimo possibile le conseguenze relative all’inquinamento atmosferico e acustico, i sostenitori dell’iniziativa chiedono all’Amministrazione Comunale delle semplici attuazioni.

In primis una nuova regolamentazione del traffico dei mezzi pesanti e una relativa area extraurbana di parcheggio temporaneo e in ultimo una nuova Ordinanza che regolamenti orari e spazi per il transito dei mezzi pesanti da e per il porto.

Come ha spiegato Porta si tratta di una petizione che l’Amministrazione non potrà ignorare e che ha lo scopo di portare nella stanza dei bottoni un tema sentito su cui discutere e aprire un tavolo di confronto.

Anche Teresa Racanati nel suo intervento ha ribadito la necessità stringente di un confronto o meglio un incontro tra i cittadini e la politica che dimostri quanto quest’ultima non sia poi così lontana dalle problematiche della gente. Che poi la funzione politica si concretizza anche in un ascolto partecipato che la ricolleghi realisticamente e fattivamente ai bisogni della sua gente, sempre con un orecchio teso e vigile ad eventuali disagi nascenti.

Sulla scia di quanto accennato da Porta, la Racanati è entrata ancora più nel vivo del tema puntando l’attenzione sull’eccessivo inquinamento atmosferico e acustico che centinaia di residenti sono costretti a subire inermi oltre al deperimento urbano causato dal sovraccarico per lunghi tratti di strada che sono basolati con antiche chianche sconnesse se non rotte a seguito dell'intensità del flusso di veicoli. In più, non di rado gli imbottigliamenti nel traffico urbano e i ristretti spazi di manovra creano anche problemi e danni a strutture già in parte precarie come alcuni muri perimetrali della zona dei cantieri in via Traversa San Domenico.

Per non parlare del disagevole traffico notturno con conseguenti disagi sulla quiete e sul riposo, specialmente d'estate e nei weekend. Chiaro è – precisano gli esponenti dell’iniziativa – che ci sia piena comprensione delle esigenze dei soggetti che lavorano nel settore portuale. Ma sulla scorta di altre esperienze realizzatesi di fatto in altre realtà in cui il porto si intreccia con il tessuto urbano residenziale e le Amministrazioni interessate sono riuscite a regolamentare i traffici attraverso ordinanze che pongano orari di ingresso e uscita dalla zona portuale, anche per Molfetta va fatto qualcosa di concreto. Questo chiaramente senza la pretesa di stravolgere nulla o di andare contro chi nel porto ci lavora. L’idea di fondo è contemperare nel migliore dei modi le esigenze di tutti per una più armonica convivenza.

In ultimo è intervenuto Gianni Paparella, un cittadino che ha sposato questa iniziativa in qualità di rappresentante di coloro che come lui vivono da anni questo disagio, abitando nelle zone interessate dal transito selvaggio. Il suo intervento ha rappresentato un vero e proprio sfogo da parte di chi non ce la fa più a vivere una situazione diventata ormai insostenibile.

Al termine della conferenza è stato lasciato spazio agli interventi dei presenti. Per chi volesse sostenere l’iniziativa, venerdì 27 e sabato 28 luglio - dalle ore 19 in Piazza Paradiso - sarà possibile firmare la petizione cittadina per la richiesta di un'ordinanza sindacale.

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Autore: Angelica Vecchio
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