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Chiude Miragica: una delle tante ferite inferte alla zona industriale di Molfetta Dopo 9 anni dalla sua inaugurazione e 2 dalla sua chiusura, il parco di divertimento tematico è ufficialmente fallito, lasciandoci una città fantasma fatta di lamiere
14 gennaio 2021

 MOLFETTA - Lo abbiamo visto tutti passando per il Molfetta Outlet, poi diventato Puglia Outlet Village e probabilmente ci siamo stati dentro almeno una volta in questi 9 anni.

Miragica, il parco divertimenti situato nella zona industriale della nostra città è definitivamente morto, a causa del fallimento della holding Alfa Park della famiglia Zorzi, ora in liquidazione, e dell'assenza di compratori interessati alla struttura.

Così come viene riportato nell'articolo di Andrea Giacobino su Milano Finanza, a fine 2019 Miragica aveva accumulato 22,7 milioni di euro di perdite e il patrimonio netto era negativo per 14,8 milioni a fronte di debiti per quasi 21 milioni.

Miragica aveva dentro di sè 18 attrazioni che nell'arco di 10 anni sono rimaste praticamente le stesse, senza avere un reale ammodernamento delle stesse e dell'idea iniziale: una cosa abbastanza inconcepibile per un settore che richiede un rinnovamento costante per poter richiamare l'attenzione di clienti.

Questi i nomi delle giostre, che alcuni di noi sicuramente conosceranno:

 

  • Carosello
  • Senza fiato
  • La Battaglia dei Giganti
  • Tiratisù
  • Tritatutto
  • Trenino Via Vai
  • Kappaò
  • Per Bacco!
  • Guidatù
  • Condor
  • Virus
  • Girabugia
  • Mangiabiglie
  • Volapiano
  • Strozzagorgo
  • Spaccatempo
  • Tirapalle
  • Scatola Magica
Miragica era l'unico parco divertimento tematico in Puglia che dal 2009 è stato polo di attrazione per famiglia; un modello di sviluppo della zona industriale, da 40 milioni di euro, voluto da già Sindaco Antonio Azzollini che oggi ci lascia solamente pezzi di lamiera e costruzioni desolate.

Nessun tipo di manutenzione conservativa né sulle attrazioni, né sul verde è stata fatta da quando è stata chiusa, ossia nel 2018.

Poco turismo fuori dai confini regionali ha generato il parco che tanto unico era in Puglia quanto probabilmente non all'altezza per ritagliarsi uno spazio tra le big a livello nazionale, cosa abbastanza ironica se pensiamo che il tema su cui si fondava il parco era "La terra dei giganti".

Molfetta vede quindi ritrovarsi sulla sua pelle 5.000 m2 di cemento e una ferita di carattere ambientale prima ancora che economico.

 Che fine faranno le attrazioni ancora presenti di quella che doveva essere la Gardaland del Sud?

Si lascerà che quel luogo continui a marcire, arruginire e riempirsi di verde selvaggio facendo finta di niente?

Ha senso, dopo il fallimento di un parco avvenuto in soli 10 anni, aspettare che arrivino possibili investitori su un qualcosa che probabilmente era nata male a monte?

 Certo è che senza visione strategica sul territorio opere come questa rimarranno solamente ferite per la nostra comunità, alla quale non basterà avere l'illusione dell'occupazione per accettare l'edificazione di qualunque cosa: che sia un parco divertimenti ieri o un terminal ferroviario collegato al nuovo porto commerciale (senza anima e identità) domani.

© Riproduzione riservata

Autore: Gabriele Vilardi
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