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Caso Covid alla Carnicella: “Quando il panico fa danno!”. I genitori dei bambini della primaria accusano il sindaco di Molfetta di comunicazioni fuorvianti, che hanno creato il caos
La scuola Carnicella
14 ottobre 2020

  MOLFETTA – I genitori degli alunni della scuola primaria “Carnicella” di Molfetta, lamentano la gestione confusa dei casi positivi nell’istituto e accusano il sindaco Tommaso Minervini di aver fornito comunicazioni fuorvianti, creando il caos e una parte della stampa di aver strumentalizzato la situazione.

 «Noi genitori degli alunni della classe prima sez. A e terza sez. A della scuola primaria Carnicella di Molfetta desideriamo porgere le nostre riflessioni circa quanto sta accadendo, accompagnate dalla nostra indignazione per come malamente trattata questa vicenda anche e soprattutto in termini di comunicazione.

Il nostro intento non è quello di fare critiche che possano essere strumentalizzate dai meccanismi politici piuttosto che da certa stampa pronta a fare notizia in modo sensazionalistico, bensì intendiamo fare chiarezza informando più precisamente la comunità, allo scopo di evitare il panico indotto dal susseguirsi di notizie e comunicazioni intempestive ed imprecise e per quanto riguarda le critiche che possano essere motivo di crescita per tutti.

Giovedì 8 ottobre verso sera ci arriva, a mezzo chat in WhatsApp, la comunicazione, a seguito della circolare firmata dalla dirigente, di non mandare i bambini a scuola in via precauzionale finché non si definisse meglio la situazione alla Carnicella: teniamo conto che le sezioni seconda B e terza A sono dislocate in un’ala separata della Don Cosmo Azzollini, quindi non così a diretto contatto con i luoghi e le persone coinvolte dalla critica situazione connaturatasi.

Alcuna notizia di “isolamento” ci è giunta, abbiamo dovuto apprendere dal video del sindaco postato su Facebook che saremmo stati messi, genitori e figli, in “isolamento”.

Posto che, secondo i protocolli per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus, in quarantena va messo solo il contatto diretto con positivo accertato (in questo caso il bambino) e non il contatto di contatto (cioè il genitore) viene da se che già la intempestiva quanto maldestra comunicazione passata dal sindaco ha creato un grosso equivoco, cioè che intere famiglie sarebbero state messe in “isolamento”.

In tutto questo, non essendoci stata fatta alcuna comunicazione ufficiale da parte della ASL, è stato difficile capire come comportarsi e soprattutto per il così detto genitore fiduciario che deve seguire la quarantena del minore, impossibile avvalersi del congedo parentale - congedo Covid dal lavoro previsto in questi casi.

Ora ciò che troviamo inammissibile sono le modalità di approccio all’emergenza e la mancanza di informazioni tempestive che avrebbero dovuto raggiungere per primi i diretti interessati anziché l’intera cittadinanza, là dove tutto ciò ha così scatenato una reazione a catena di panico e caccia all’untore di cui noi genitori siamo stati vittime nel momento in cui alcune scuole e genitori hanno preso l’inopportuna iniziativa “fai da te” di intimare ad alcuni di noi di non mandare i fratellini o le sorelline a scuola, ignorando completamente il fatto che anche nel caso dei fratelli e sorelle si tratta di “contatto di contatto” e non “contatto diretto con positivo accertato”.

Lamentiamo la disinformazione che alimenta l’ignoranza e comportamenti persecutori, quando poi ad essere inutilmente e vergognosamente discriminati sono i fratelli e le sorelle che diventano le altre vittime di questa situazione, riteniamo grave che a porgere una comunicazione fuorviante sia il sindaco in persona.

In tutto ciò la situazione è sotto controllo e non c’è motivo di prendere iniziative individuali che non aiutano la gestione corretta di ciò che sta accadendo, bisogna conoscere le procedure ed attenersi a queste e qui ci rivolgiamo a tutti quei cittadini che hanno creduto di potersi sostituire agli organi competenti creando inutile condizione di emarginazione e disagio.

Per concludere il tavolo tecnico del Comune attivato per l’emergenza Covid è, a nostro avviso, partito in ritardo quando avrebbe dovuto essere stato predisposto già ai primi di settembre per evitare, come poi si è verificato, che ci si trovasse a dover rincorrere l’emergenza, aggiungiamo che al tavolo tecnico manca una rappresentanza di genitori che possa dar voce alle reali esigenze e difficoltà delle famiglie.

Noi genitori non siamo affatto "allarmati"; come titolava oggi La Gazzetta del Mezzogiorno, siamo solo indignati per l'atteggiamento collettivo della comunità e quello strumentale di certa stampa, circa gli errori di comunicazione del sindaco piuttosto che le mancanze nella gestione delle informazioni da dare a noi diretti interessati da parte della ASL ci siamo già ampiamente espressi».

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