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Speciale: DON TONINO Vescovo di Molfetta
Caselli: no a chi crede di avere verità assolute
Don Tonino ci spingerebbe a lottare e a batterci contro la tendenza, oggi così diffusa, che spinge verso il superamento del sistema di regole che difendono tutti, specie le “pietre di scarto” della storia, dai soprusi dei potenti. E’ la certezza, espressa durante il suo intervento al convegno, da Giancarlo Caselli, Procuratore capo di Torino. Nella nostra Costituzione – ha spiegato il magistrato – accanto alle classiche libertà “di” ci sono anche libertà “da”: sono la libertà dalla malattia, dal bisogno, dall’ignoranza. Si tratta di diritti sociali che sostanziano la grande scommessa della nostra Carta fondamentale: tenere assieme libertà e uguaglianza. “Se questi valori di fondo cadono – ha proseguito Caselli – si va verso una società nella quale contano i rapporti di forza e non le regole uguali per tutti”. È nella giustizia la possibilità di riscatto di ogni persona, l’obiettivo principe da perseguire.
“Se un sistema politico – ha affermato il magistrato - punta tutto sulla sicurezza, sulla guerra e si nega aiuto allo sviluppo umano, si finisce per fare come Penelope: gridiamo la pace di giorno e costruiamo ingiustizia di notte. La pace non è assenza di guerra, ma pienezza di vita, pluralismo, condivisione delle diversità. Le regole devono essere garanzia e devono coniugarsi con la libertà e l’uguaglianza”. Di fronte agli occhi e ai cuori di quello che ormai è già stato battezzato “popolo di don Tonino” si pone una grande sfida, quella di rigettare ogni tentativo di far prevalere un diritto debole con i forti e forte con i deboli. “Lo Stato - sostiene il procuratore – è garante dei diritti di tutti” e non certo paravento per gestire interessi privati o di parte. In questo contesto si inserisce l’alto richiamo dell’importante uomo di legge al valore del pluralismo e del confronto contro chiunque presuma di disporre di verità assolute e “sante”. Don Tonino, ne siamo certi, sarebbe d’accordo.
Francesco Dell’Olio
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