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Caos Covid a Molfetta: un lettore scrive a “Quindici”: medico di base un po’ superficiale, Asl impreparata, Comune e Regione incompetenti
30 novembre 2020

MOLFETTA – Continuano a pervenire a “Quindici” segnalazioni di casi di famiglie positive che vivono il dramma dell’isolamento e dell’impotenza di fronte all’improvvisazione e alla superficialità con la quale viene gestita l’emergenza Covid a Molfetta.

Il sindaco continua a fornire dati ufficiali sui contagi, con numeri che non corrispondono alla realtà e soprattutto alle situazioni delle famiglie dei positivi, come pure mancano i dati sulle Rsa. Insomma, dai racconti di queste persone, si ha l’impressione di essere in pieno caos e che la situazione sia sfuggita di mano a chi doveva coordinare gli interventi.

Ecco la storia emblematica di una famiglia in difficoltà, che si sente abbandonata a se stessa.

«Siamo una famiglia giovane con un figlio di 1 anno.

Tutto inizia venerdì 6 novembre con mio figlio che si sveglia con la febbre a 38, il pediatra dice che può essere freddura e prescrive ibuprofene. Sabato la febbre sale a 40 e nel pomeriggio anche a mia moglie compare la febbre, a 38. Continuiamo con ibuprofene per mio figlio e tachipirina per mia moglie. Chiamo la guardia medica che inizia con una serie di domande per capire se si tratti di COVID: alla fine ci dice di attendere lunedì il medico curante. Fortunatamente domenica mia moglie ha 37,5 e mio figlio 37, mentre io inizio a non star bene con forte mal di testa e dolori muscolari e articolari.

Lunedì 9 chiamiamo il medico di famiglia, spiegando la situazione, ma lui non ritiene sia COVID e non ci segnala per il tampone; stessa cosa il pediatra. Nel frattempo mia moglie e mio figlio sono senza febbre mentre io ho dolori acuti in tutto il corpo e riesco difficilmente a muovermi.

Mercoledì 11 mi sveglio senza febbre ma malissimo: non riesco ad alzarmi dal letto per i forti dolori. Chiamo il medico di famiglia ma insiste col dire che NON PUO’ farmi fare il tampone perché senza febbre. Vado a pagamento a farlo: POSITIVO. Glielo comunico e mi segnala come positivo, mentre mia moglie la segnala come “contatto stretto” dicendo che tra oggi e domani sarò contattato per fare il tampone a tutta la famiglia; il pediatra conferma che mio figlio ha preso il COVID ma anche lui lo segnala come “contatto stretto”.

Dovendo stare in quarantena per 10 giorni almeno. Chiamo subito l’ASM che mi dice di avvisare i vigili per la differenziata. Chiamo i vigili ma non sanno nulla e mi dicono di chiamare l’ASL per far subito partire la segnalazione. Chiamare l’ASL è un’impresa titanica e non riesco, quindi chiamo il medico chiedendo info sulla segnalazione: mi rassicura dicendo che mi ha segnalato e di attendere che l’ASL ci faccia i tamponi a tutti. I vigili mi dicono che non possono fare nulla. E’ ora per la spazzatura? Fortunatamente ho dei bravissimi vicini che si offrono di scendere loro la spazzatura che metterò sul pianerottolo.

Passano i giorni e scompaiono i sintomi ma della chiamata dell’ASL NULLA e NULLA, e nel frattempo sento medico, ASM, ma niente: NON POSSONO FARE NULLA. Meno male che avevamo tanta spesa in casa e siamo riusciti a non fare spesa per un po’.

Dopo 8 giorni l’ASL mi chiama e dice di recarmi giovedì 19 novembre al Drive-In di Molfetta per il tampone. E mio figlio e mia moglie? LORO NO perché segnalati come “Contatto stretto di positivo”… mi vien da ridere sarcasticamente. Vado, faccio tampone, dopo 1 giorno esito POSITIVO.

Lo comunico al medico che mi dice di restare in casa fino al 2 dicembre (21 giorni totali dall’11 novembre) e che se voglio posso prenotare, A PAGAMENTO, un tampone per mia moglie e mio figlio per martedì 24 (14 giorni dopo la mia positività). Risultato: mia moglie POSITIVA e mio figlio NEGATIVO. E adesso? Il medico dice di restare TUTTI in casa fino a martedì 1 dicembre, cioè 21 giorni dalla mia prima positività e che nel frattempo saremo contattati io e mia moglie per tampone. Le scorte alimentari per me e mia moglie iniziano a finire: fortunatamente un mio amico si offre di farci la spesa, portandocela a casa, lasciandola dietro la porta.

Nel frattempo l’ASL NON CI CONTATTA, e siamo arrivati a giovedì 26 novembre, quando citofona qualcuno: è la Multiservizi che ci dice che non dobbiamo fare la differenziata e ci consegna dietro porta dei sacchetti per la raccolta rifiuti speciale COVID: sono venuti dopo 16 giorni dall’inizio della nostra quarantena. Gli spiego che a giorni potremo uscire, essendo in quarantena dall’11 novembre e che i miei vicini si sono mostrati disponibili ad aiutarci ma loro ci obbligano a fare la raccolta speciale, anche se in NETTO RITARDO. VA BENE.

Siamo a domenica 29 novembre e dell’ASL ancora nulla. Il medico curante, tramite SMS, mi dice che probabilmente non sarò contattato dall’ASL perché dopo 21 giorni di quarantena, senza sintomi importanti, ed essendo asintomatici da 16 giorni, potremo uscire liberamente senza obbligo di tampone.

Cioè noi da mercoledì 2 dicembre potremo uscire di casa e non sapere se siamo positivi o negativi, col rischio di infettare familiari ed estranei... ok, sono regole del nuovo DPDC in vigore, ma almeno sapere se siamo NEGATIVI così da poter farmi provare a donare il Plasma, NO?

Prenoto, a pagamento, un tampone MOLECOLARE per mercoledì 2 dicembre, e vedremo che succederà.

Precisiamo che in questi giorni di quarantena non è venuto nessuno a verificare che stessimo rispettando la quarantena; se fossi stato menefreghista sarei uscito tranquillamente, ma ci tengo troppo al prossimo.

Io sono stato fortunato a non avere sintomi importanti e a trovare vicini disponibili, un amico che mi ha fatto scorte alimentari quando le mie stavano finendo, ma la gente che non ha queste fortune come fa? Completamente abbandonati dalle istituzioni, dalla Regione, dal Comune, dalla Sanità.

Governatore della regione troppo impegnato a fare comunicati stampa per l’indice Rt. Sindaco impegnato a dare numeri non veri dato che risulto solo io come positivo, mentre mia moglie e mio figlio che hanno preso il COVID non risultano da nessuna parte. Sanità satura e priva di personale.

Sono stato scrupoloso nel rispettare le regole imposte ma nessuno ha vegliato sul mio operato, NESSUNO. Deluso da tutti, amareggiato da chi fa propaganda».

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