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Caos Covid a Molfetta, un’altra testimonianza arrivata a “Quindici”
01 dicembre 2020

 MOLFETTA – Caos Covid a Molfetta, un’altra testimonianza di un lettore inviata a “Quindici”.

 «Volete vivere un rapporto intenso con gli uffici Asl di Molfetta ai tempi della pandemia da Covid 19, da asintomatici assoluti e fedeli osservanti delle prescrizioni delle autorità competenti?

Ve lo sconsiglio vivamente in forza della esperienza vissuta da me e da mia moglie nell’ultimo mese.

Doverosa premessa: ringraziamo il Signore di non aver avuto conseguenze drammatiche ed esprimiamo tutto il nostro cordoglio per chi, invece, ha subito effetti devastanti e per i loro familiari.

Il lontano 28 ottobre ho accusato un malessere generale, un senso di spossatezza diffuso, senza alcun stato febbrile; tale situazione si è protratta anche il 29 e poi tutto è rientrato nella norma.

Più per scrupolo che per una vera necessità diagnostica, il giorno 3 novembre mi sono sottoposto volontariamente, ed a pagamento (€.82), a tampone molecolare presso laboratorio privato.

Il pomeriggio stesso è arrivato il risultato: POSITIVO.

Il mio medico di base, nella stessa giornata del 3/11, ha tempestivamente avvisato via e mail la Asl chiedendo “…CONTACT TRACING PER CONTATTI STRETTI…” in pratica per mia moglie, unica convivente.

Ci si aspettava reazione pronta della Asl con invio di mia moglie ad eseguire tampone, posto che lei non poteva uscire di casa in qualità di stretto contatto.

Se fosse risultata anch’essa positiva al tampone, i famosi 21 giorni, previsti dal Ministero della Salute in caso di pazienti asintomatici, sarebbero decorsi più o meno dalla stessa data, i primi giorni di novembre.

Invece la ASL si è ricordata di noi il 17 novembre, ben 14 giorni dopo la segnalazione della mia positività da parte del medico di base !!!!!

Nella telefonata intercorsa hanno appurato chi erano i conviventi (!), che eravamo asintomatici (!!) e ci veniva prescritto tampone di controllo per il pomeriggio stesso presso struttura ospedaliera.

Il giorno dopo, 18/11, ci arriva via mail il risultato: entrambi POSITIVI.

Nello stesso pomeriggio la Asl mi chiama e mi comunica che adesso il “Fulcro” della situazione è diventato mia moglie la cui positività è diventata “ufficiale” il 17/11!! e ci prenotano altro tampone il 27/11.

A nulla sono valse le mie proteste che si fondano sulla circostanza che se la Asl fosse intervenuta a ridosso della comunicazione del medico di base, noi non avremmo passato invano ben 14 giorni di rigorosissimo isolamento.

Il 24/11, ventunesimo giorno del nostri isolamento decorrente dal 3/11, invio mail alla Asl chiedendo il riconoscimento di “fine isolamento” previsto dal Ministero della salute, continuando entrambi a rimanere assolutamente asintomatici.

Risposte?  NESSUNA

Il 27/11, disciplinatamente, andiamo ad effettuare il previsto tampone – il terzo per me, il secondo per mia moglie – e risultiamo ancora POSITIVI.

Al momento la Asl non risponde, i medici di base si rifanno alla Asl e noi ????

Tenuto conto che siamo asintomatici da sempre e che stiamo subendo un arbitrario restringimento della nostra libertà di movimento a motivo dell’inefficacia con cui le autorità sanitarie locali stanno affrontando questa pandemia, abbiamo deciso di bypassarle.

Per un doveroso senso di responsabilità verso i terzi, abbiamo deciso di continuare il nostro isolamento ed aspettare il 9/12, ventunesimo giorno dopo la positività “ufficiale” di mia moglie.

 In detto giorno andremo ad effettuate ulteriore tampone molecolare a pagamento (€.164) il cui responso, qualunque sia, ci renderà “liberi”: se negativo, nulla quaestio, se positivo saranno trascorsi 36 giorni di isolamento a fronte dei previsti 21.

In conclusione una piccola nota di colore che la dice lunga sulle capacità organizzative messe in campo dalle locali strutture sanitarie: il giorno 27/11 sono arrivato al drive through dell’ospedale di Molfetta con certo anticipo rispetto all’orario programmato.

Prima di me una decina di macchine in attesa di entrare; l’addetto alla porta si avvicina alle macchine per verificare la presenza nel SUO elenco delle persone in coda: delle dieci macchine prima di me ben 6 vengono fatte uscire dalla coda e parcheggiano nei pressi. Erano tutte persone che come me erano state convocate per quella mattina con tanto di comunicazione scritta ma non risultavano nell’elenco degli operatori !!

Per mia fortuna non è stato il mio caso ed ho potuto effettuare il tampone quasi subito. Andando via la dozzina di persone respinte malgrado la convocazione ufficiale erano ancora lì che, giustamente, protestavano.

Che spettacolo!».

Non tutti i cittadini hanno la possibilità di effettuare tamponi a pagamento. Come mai i risultati delle analisi dei tamponi registrano queste disfunzioni? Di chi sono le responsabilità? Della Asl? Dei laboratori di analisi? E' necessario fare chiarezza su un argomento così delicato.

In attesa di altri casi di disorganizzazione, giriamo la notizia a chi dovrebbe provvedere ad evitare l’attuale confusione e a dare informazioni più precise sull’emergenza Covid. Poi non meravigliamoci se i casi di contagio aumentino e vengano taciute le situazioni critiche, come quelle delle Rsa.

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