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Botta e riposta tra Isabella De Bari consigliera di opposizione di destra e il presidente del consiglio Nicola Piergiovanni. Al centro della polemica: il ciambotto e i consiglieri di maggioranza definiti “merluzzi mammucchi”
Nicola Piergiovanni
22 ottobre 2018

MOLFETTA – Scoppia la polemica tra il presidente del consiglio comunale di Molfetta Nicola Piergiovanni e parte dell’opposizione di destra rappresentata dall’ex candidata sindaco sconfitta Isabella de Bari.

La De Bari lamentava di essere stata informata della convocazione del prossimo consiglio comunale per lunedì 29 ottobre dal ragazzo del bar, mentre lei e gli altri capigruppo consiliari non erano a conoscenza di questa data. Non solo, quando hanno chiesto chiarimenti al presidente del consiglio, sarebbe stato loro proposto un ordine del giorno molto corposo, con allegate 700 pagine, impossibili da leggere e soprattutto da studiare in soli 5 giorni.

E questo perché sarebbe stato tutto deciso dalla maggioranza di destracentro: dal regolamento edilizio, ai debiti fuori bilancio e si doveva solo affidare ai dirigenti l’esecuzione dei provvedimenti, dopo l’approvazione scontata (per la forte maggioranza) del consiglio.

Ma la De Bari è andata oltre, prima affermando che i consiglieri di maggioranza non leggono le carte del consiglio, poi considerando una “genialità” la definizione di “ciambotto” per questa coalizione (grazie, per l’apprezzamento di questa definizione attribuita da “Quindici” all’attuale amministrazione).

E ha aggiunto di suo che i consiglieri di maggioranza di Tommaso Minervini sono dei “merluzzi mammucchi” di tale ciambotto.

La cosa non è andata giù al presidente del Consiglio Nicola Piergiovanni che ha subito replicato: «Trovo che le accuse mosse, in un recente video fatto circolare su Facebook, dalla consigliera comunale Isa De Bari rappresentino una grave e inaccettabile offesa non tanto a me, come Presidente del Consiglio Comunale, quanto piuttosto alla dignità della massima assise cittadina e a tutti i consiglieri comunali, al di là dell’orientamento politico. Accusare colleghi consiglieri, rappresentanti del popolo eletti dai cittadini, di venire in Aula senza aver letto, studiato o esaminato gli atti all’attenzione del Consiglio oppure offenderli sguaiatamente paragonandoli a qualche specie ittica, è sintomo di una gravissima mancanza di rispetto nei confronti dell’istituzione che tutti abbiamo l’onore di servire.

Per quel che mi riguarda, svolgo la mia funzione di Presidente del Consiglio con la massima correttezza e imparzialità, ben consapevole che il ruolo che ricopro è molto scomodo e mi espone ad attacchi insolenti e privi di fondamento come quelli mossi ai miei danni dalla consigliera De Bari. Non c’è problema, ho le spalle sufficientemente larghe da sopportare tutto quello che riguarda me, ma non posso tollerare ciò che offende il Consiglio Comunale tutto, e i suoi singoli componenti che io ho il dovere di tutelare.

La dignità dei consiglieri comunali di Molfetta non si offende in quel modo, partendo da argomentazioni prive di fondamento e in gran parte incomprensibili. Sento il dovere, pertanto, di richiamare tutti, a iniziare da me stesso, al rispetto delle istituzioni e del lavoro svolto da tutti gli altri consiglieri. Solo partendo da questo reciproco riconoscimento si potrà svolgere un lavoro sereno e proficuo in Consiglio Comunale nell’interesse esclusivo e supremo: quello della città. Altrimenti la consigliera De Bari può pure continuare con queste sue surreali invettive via social. Di certo non riuscirà a trascinarci nelle risse da bar che evidentemente intende provocare».

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