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Black lives matter, le vite nere contano, il flash mob a Molfetta
22 giugno 2020

MOLFETTA - Lasciamo il testimone ad una generazione bella, pulita, idealista, una generazione che non meritiamo. Noi sempre pronti a emettere proclami, parlare dei massimi sistemi senza approdare a nulla di concreto, loro... semplicemente attivi, concreti, perché quando c’è da urlare contro disuguaglianze, soprusi, loro semplicemente ci sono, come sanno fare, perché giovani. Black lives matter, le vite nere contano, perché tutte le vite contano, in ogni angolo della terra, oggi come ieri, come domani.

Nella Giornata mondiale del Rifugiato, il flash mob organizzato dal forum “Molfetta Accogliente”, irrompe con pacifica protesta nelle coscienze di chi pensa che George Floyd sia solo un isolato episodio accaduto a Minneapolis, in quell’America approdo dei sogni di chi cerca di portare avanti un’esistenza di sacrifici, credendo di poter realizzare le proprie legittime aspirazioni. Ed invece quegli Stati Uniti che hanno proclamato il diritto alla felicità di ciascun individuo nella Dichiarazione di indipendenza, quello stesso Paese che ha avuto un presidente afroamericano, non è molto lontano da questa old Europe, da questa Italia che continua a contare reati, soprusi.

Aldrovandi, Cucchi sono solo alcuni delle vittime assurte, loro malgrado, al disonore delle pagine più oscure dei pochi corrotti membri  di quelle forze dell’ordine che garantiscono la sicurezza, ma vittime sono anche gli immigrati che vivono in lager adiacenti i campi di pomodoro, afferma Gabriele Vilardi, attivista e membro di “Molfetta Accogliente”, vittima è anche il lavoratore sfruttato che si toglie la vita in attesa di permesso, vittima è colui che affronta il mare, coi rischi di cui è consapevole, vittima è colui che si ribella alla schiavitù dei  caporali alla ricerca di “scimmie”, utili nei campi calabresi e non solo.

E se c’è ancora chi pensa che un flash mob, una silenziosa protesta per ricordare gli interminabili 8 minuti e 46 secondi dell’agonia di un uomo, durante i quali  ha implorato il diritto a respirare, non cambierà nulla, se c’è ancora chi pensa di non intervenire perché in fondo, non potrà esserci cambiamento, vale la pena ricordare che ciascuno di noi è attore protagonista quando eleggiamo i nostri rappresentanti politici.

Ed allora ricordiamolo pure che i parlamentari europei della Lega e di Fratelli d’Italia  hanno votato contro la risoluzione che condanna ogni forma di razzismo e odio e non solo per a morte di George Floyd, ricordiamo sempre che il  razzismo ha radici antiche ma forme moderne, perché come un virus penetra, diventando duttile e malleabile, modellandosi in maniera subdola, trovando terreno fertile anche in chi si dichiara cristiano, di quel bigottismo sterile di chi è assiduo frequentatore di funzioni religiose ma non volge lo sguardo a quel cristo dalla pelle scura venuto su un barcone.

Duole pensare che ancora oggi si debba parlare di razzismo, duole doverne parlare ai nostri germogli, ma loro, i nostri figli, sono più saggi di noi.

Razzismo, fascismo sono come il bianco nella scatola dei colori: inutili”. (cit. Maria Alice Agrimi De Candia, 11 anni).

© Riproduzione riservata

Autore: Beatrice Trogu
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