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Bambini al freddo nella scuola dell’infanzia Rodari di Molfetta: dopo la protesta dei genitori con una lettera a “Quindici”, il Comune promette due caldaie nei prossimi giorni
L'ex sindaco Azzollini con il suo assessore Mariano Caputo
21 novembre 2018

MOLFETTA – Bambini lasciati al gelo nella scuola per l’infanzia Rodari di Molfetta, dopo la protesta dei genitori, che hanno inviato una lettera a “Quindici”, l’amministrazione comunale di Molfetta si è svegliata e ha deciso di installare due caldaie.

Infatti nella scuola Rodari – secondo il Comune - si sarebbe verificato un problema a una vecchia caldaia, che il sindaco ha disposto di sostituire con due nuove caldaie. Ancora pochi giorni di freddo, perché gli uffici comunali hanno già predisposto tutti gli atti, acquistando caldaie (due per evitare che il problema possa ripresentarsi in futuro) di ultimissima generazione che produrranno anche benefici in termini di risparmio energetico. Problemi, legati alle tubazioni dell’impianto di riscaldamento, si erano verificati anche nella scuola elementare Manzoni. In questo caso sono in corso i lavori per la sostituzione delle tubazioni deteriorate.

In realtà, l’appalto per la manutenzione degli impianti di riscaldamento nelle scuole di competenza comunale è stato aggiudicato ad aprile scorso e già a settembre sono partite le operazioni di verifica degli impianti per evitare disagi al momento delle accensioni delle caldaie per il riscaldamento. Le verifiche hanno prodotto risultati positivi. Sta di fatto che la caldaia della scuola Rodari, decisamente obsoleta, il 15 novembre, ha smesso di funzionare e il sindaco ha disposto l’immediato acquisto.

 Ma l’assessore ai Lavori pubblici Mariano Caputo non accetta le sue responsabilità e non ama le critiche, anche giuste e dichiara: «condividiamo il disagio dei bambini e la preoccupazione dei genitori per questi giorni necessari al montaggio delle nuove caldaie, ma assicuriamo che presto l’emergenza rientrerà avendo gli uffici predisposto nell’immediatezza tutti gli adempimenti necessari. Pertanto si rigetta al mittente ogni accusa di negligenza (poveri genitori maltrattati, ndr) e si invitano tutti a leggere gli atti per verificare le azioni intraprese prima di raccontare frottole sull’operato degli Uffici comunali e dell’amministrazione. Abbiamo ereditato una città che cadeva a pezzi e, un pezzo per volta, stiamo riparando i guasti che ci hanno lasciato coloro che ci hanno preceduto».

Per fortuna che è arrivato l’assessore “cantiere perenne” a salvare questa città dal disastro. Intanto il fatto della caldaia rotta è vero ed è anche vero che i bambini dovranno restare al gelo ancora qualche giorno, fino a quando gli uffici completeranno tutta la pratica per l’installazione di due caldaie.
Ma l’assessore invece di accusare i suoi predecessori (dare la colpa agli altri è sempre facile), ma va ricordato che fra questi altri c’è anche lui che è stato in giunta per 10 anni, sempre ai Lavori pubblici (meglio rinfrescare la memoria ai cittadini), pensi ad operare in fretta evitando sprechi e altre opere inutili. Le urgenze vengono prima dei restyling costosi e inutili. Altrimenti Caputo rischia il boomerang, come questa volta, perché ci sarà sempre qualcuno a ricordargli che i disastri di questa città dipendono anche da lui, che tenta di rifarsi una verginità con questa amministrazione ciambotto, dopo aver tradito il suo vecchio sindaco Antonio Azzollini con il quale ha governato in passato (vedi la foto). Cambiare casacca per opportunità politica, è di moda ed è sempre politicamente vantaggioso.

In certi casi, però, caro assessore, il silenzio vale più di cento parole (forse qualcuno esperto di comunicazione dovrebbe insegnarglielo), le bugie non funzionano e hanno le gambe corte ci insegnavano le nonne, perché i cittadini, e soprattutto la stampa, non hanno l’anello al naso ed esercitano il potere di controllo a nome dell’opinione pubblica.

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