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Auguri Molfetta per il 2021 dalla redazione di "Quindici! Un bilancio e una riflessione sul futuro
Il manifesto di auguri di "Quindici" di Alberto Ficele affisso sui muri della città
01 gennaio 2021

MOLFETTA - È stato un anno terribile, c’è da ammetterlo. Un evento epocale e devastante, che ci ha fatto piombare in una dimensione di morte, caducità ed isolamento sociale, senza appigli, da un giorno all’altro. Viviamo questo passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo in questa sospensione, in cui quasi tutto ciò che prima scandiva le nostre giornate è messo tra parentesi.

Anche Molfetta, ieri, sembra aver affrontato il Capodanno con la giusta consapevolezza, al di là di poche eccezioni. Eppure non si tratta di un compito semplice: non c’è solo la difficoltà del distanziamento, la sospensione delle relazioni sociali e delle vecchie abitudini. C’è anche il sacrificio di lavoratori che hanno visto completamente bloccate le proprie fonti di reddito, c’è una generazione di giovani, precari e disoccupati, che sta pagando pesantemente il prezzo di questa crisi, ci sono tanti lavoratori privi di tutele, costretti ad una competizione senza freni, che si fa dipendenza e autosfruttamento, pur di garantirsi la sopravvivenza.

Eppure qualcosa quest’anno ci ha insegnato. Durante la pausa estiva tutti erano convinti di aver ormai lasciato alle spalle il virus, e la normalità era ripresa a ritmi forse ancor più sostenuti del passato. La seconda ondata del contagio è arrivata impietosa prima ancora dell’autunno, riportando indietro le lancette dell’orologio. Ebbene stiamo forse imparando, con molta fatica, che la vulnerabilità e la finitezza non sono fattori estemporanei, che durano il tempo di una pandemia. Si tratta di fattori costitutivi, che segnano la specificità dell’uomo, e che per questo devono essere assunti come posta in gioco per un diverso modello di convivenza e di relazione.

La pandemia ci ha mostrato semplicemente, nella maniera più eclatante e violenta, che senza solidarietà non c’è redenzione, che nessuno può fare a meno dell’altro, e che un modello di convivenza improntato sulla competizione e sull’egoismo è votato al fallimento. Il 2021 si apre con questa sfida. È, al contempo, un monito lanciato a tutti quelli che fondano la propria vita sui sotterfugi, sull’arrivismo, sulla corsa a schiacciare gli altri pur di guadagnare e avere di più. Di chi vede negli altri un mezzo di profitto, precludendosi, al tempo stesso, la possibilità di guardare i mondi che essi portano con sé, che aprono nuovi orizzonti e prospettive.

Anche Molfetta, quest’anno, è stata segnata da queste tendenze, eppure sappiamo bene che c’è anche un’anima diversa, che da sempre costituisce la cifra di questa città. È l’apertura che il mare e il porto ci hanno consegnato come fardello inaggirabile, è la tendenza alla contaminazione, alla relazione con gli altri, all’accoglienza. Ce lo hanno insegnato anni di navigazione, di migrazioni, di contatto col mare, che ha portato Molfetta nel mondo, donando dei pezzetti di mondo ad ognuno di noi. C’è allora da affrontare quest’anno, che certamente porterà nuove sfide importanti e impegnative, con questa consapevolezza fondamentale: i mostri non si vincono da soli, e il mondo è assai più bello quando si può contare sull’umanità degli altri. Buon 2021 Molfetta!

© Riproduzione riservata

Autore: Giacomo Pisani
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