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Auguri di un sereno 2013 a tutti dalla rivista mensile "Quindici Molfetta" e dal quotidiano "Quindici on line"
31 dicembre 2012

MOLFETTA – Un altro anno muore per dare spazio al nuovo che nasce in queste ore. “Quindici” si avvia al 19° anno della sua fondazione. In questi 19 anni ne abbiamo fatta di strada, raccontando ai nostri lettori la cronaca e la storia del territorio, ma abbiamo fatto anche opinione liberamente e senza condizionamenti politici ed economici, divenendo un giornale leader riconosciuto e apprezzato. E di questo, come facciamo ogni anno in occasione degli auguri on line, vogliamo ringraziare i nostri lettori sia della rivista mensile in edicola sia del quotidiano in rete “Quindici on line” visitato da migliaia di lettori di ben 50 Paesi del mondo, da tanti figli della nostra terra che, attraverso il giornale, mantengono i legami con la madre patria. Per loro lavoriamo 365 giorni l’anno (e siamo gli unici a farlo), anche ad agosto (perfino a ferragosto) per non lasciarli privi di notizie. Ma anche da lettori non molfettesi, incuriositi dalle vicende locali e da un’informazione libera e soprattutto coraggiosa che si sforza di raccontare la verità, come ci viene ampiamente riconosciuto.
E i dati confermano questa crescita e questa affezione, della quale siamo onorati ed orgogliosi: il successo di “Quindici” è anche il loro successo ed è il miglior premio al nostro lavoro svolto tra mille difficoltà e sacrifici, in maniera gratuita e disinteressata solo per amore della nostra Molfetta, nel desiderio di contribuire a migliorarla, combattendo il malcostume e la malapolitica che l’hanno degradata a livelli mai toccati. Non lo facciamo per motivi economici (ci rimettiamo), né per motivi politici: facciamo i giornalisti e, pur ringraziando i cittadini che ci hanno sollecitato ad entrare in politica, fino al punto di creare una lista “Quindici”, simbolo di serietà e credibilità, crediamo che il nostro ruolo sia quello del contropotere, del cane da guardia della democrazia, come abbiamo fatto in questi anni.
Non siamo per l’antipolitica, ma per la politica vera, come dice Roberto Benigni: «io vi dico di amare più che rispettare la politica, la politica è la cosa più alta per organizzare la pace, la serenità e il lavoro. Non avere interesse per la politica è come dire di non avere interesse per la vita». Ecco perché noi amiamo la politica e cerchiamo di contribuire al suo miglioramento, perché crediamo nel futuro e speriamo in un avvenire migliore per il quale vogliamo dare il nostro piccolo contributo. Se tutti noi nel nostro vivere ed operare quotidiano dessimo il nostro piccolo contributo al miglioramento della società, la somma di tutti questi contributi costituirebbe una grande forza che riuscirebbe realmente a creare un’inversione di tendenza a vantaggio di tutti.
Ecco perché, pur con grande difficoltà, noi di “Quindici” teniamo i piedi per terra, resistiamo nella tormenta di crisi dell’editoria locale e nazionale e puntiamo a fare meglio, forti di una squadra unita che coniuga l’esperienza con l’entusiasmo giovanile e che oggi non teme confronti, composta da due giornalisti professionisti (unico caso), da diversi giornalisti pubblicisti e da giovani che si cimentano in quest’avventura dando tanto senza chiedere nulla, se non la possibilità di raccontare la città ed esprimere le proprie opinioni liberamente, come liberamente possono farlo i nostri lettori con commenti e critiche, a volte anche pesanti, ma sempre libere.
A chi chiede di collaborare con “Quindici” chiediamo solo buona volontà e onestà intellettuale, non professioni di fede, né pratichiamo l’indottrinamento fatto da altri contro la concorrenza, quasi slogan desueti, luoghi comuni da ripetere quando si parla della concorrenza. Perciò ringraziamo giornalisti, redattori e collaboratori di “Quindici” per questo loro raro impegno civico da apprezzare.
Abbiamo scelto, contrariamente ad altri, di fare un’informazione scomoda che dà fastidio a qualcuno. Condividiamo ciò che diceva il grande medico e teologo tedesco Albert Schweitzer: «Se non direte mai cose che facciano dispiacere a qualcuno, non potete affermare di aver sempre detto la verità” e “la verità non ha ora, è di tutti i momenti, specialmente dei momenti in cui ci sembra inopportuna». Diamo fastidio al potere e anche a certa informazione locale fatta da chi s’improvvisa giornalista e stampa fogli senza senso che rivelano tutta la loro pochezza e, sperando di farsi leggere, attaccano la professionalità e la qualità di “Quindici”. Sforzo inutile perché, se produci il nulla, la gente non ti legge nemmeno gratis, soprattutto se si accorge di maldestre scopiazzature. Certo, in questi anni abbiamo fatto scuola, cercando di migliorare il panorama editoriale locale, ma le copie sono sempre peggiori degli originali.
Ecco perché abbiamo il nostro motto è: quello che gli altri non dicono, Quindici il giornale che si sceglie.
 
Lasciamo da parte queste miserie locali che in tanti anni non ci hanno mai piegato, anzi hanno rafforzato il nostro impegno di fronte al vuoto circostante, per promettervi di fare di più e meglio: continueremo a dire quello che gli altri non dicono e vi chiediamo di collaborare alla crescita di “Quindici”, giornale libero e senza finanziamenti pubblici o privati.
Lo so che è difficile chiedere anche un modesto sforzo economico in tempo di crisi, ma proprio in tempo di crisi si fanno le scelte, si selezionano le spese, rinunciando a quelle inutili che si fanno per abitudine e si investe sul futuro.
Quindici” offre notizie gratuite sul proprio quotidiano on line, ma si sforza di fare una rivista mensile, diffusa in edicola e in abbonamento, che è completamente diversa dal giornale on line, con altre notizie esclusive, approfondimenti e inchieste impossibili con lo strumento del web. E tutto questo ha un costo che non è sufficiente coprire con una pubblicità che diventa sempre più povera, anche per la crisi che colpisce le aziende e i nostri sponsor, che ringraziamo per l’impegno che mantengono per permettere la sopravvivenza di “Quindici” in tempi di congiuntura economica. Ecco perché se volete sostenere la nostra e vostra testata sottoscrivete un abbonamento o regalatelo, basta andare alla Libreria "Il Ghigno" in via G. Salepico, 47 e versare appena 20 euro per avere il piacere di leggere "Quindici" per un anno.
 
Il direttore Felice de Sanctis, la redazione e i collaboratori della rivista mensile Quindici e del quotidiano Quindici on line augurano ai cittadini, ai lettori e ai visitatori del sito internet (soprattutto ai nostri fratelli emigrati in Italia e all'estero) un sereno anno nuovo, con l’auspicio che il 2013 sia felice, permetta a tutti di realizzare ciò che il cuore di ciascuno desidera, e, soprattutto, porti pace e serenità al mondo con meno conflitti, meno interessi materiali, meno egoismo e interessi privati, ma molto più interesse collettivo, più giustizia sociale, più accoglienza e solidarietà concreta e rispetto per gli altri in una società dove questi valori sembrano dimenticati e vanno recuperati, se vogliamo salvare il futuro nostro e dei nostri figli.
Sarà un anno difficile, in particolare dal punto di vista economico, ma con la tenacia e la solidarietà che ci contraddistinguono potremo superare anche questa stagione difficile e ci auguriamo che il nuovo governo nazionale e, soprattutto, locale, eletto nelle prossime elezioni politiche e amministrative, possa invertire la tendenza negativa ed essere all’altezza della situazione colpendo la corruzione e l’evasione fiscale che hanno caratterizzato il centrodestra di Berlusconi a Roma e di Azzollini a Molfetta, precipitando l’Italia e la nostra città in una situazione di grave emergenza economica e sociale.
L’obiettivo del governo deve essere quello dell’equità, combattendo i privilegi e i furbi che finora l’hanno fatta da padroni. Occorre anche ritornare a quella solidarietà dimenticata, che ha caratterizzato la nostra gente.
 
Questi ultimi anni sono stati vissuti all’insegna dell’edonismo, dell’egoismo, degli interessi privati, della mancanza di regole e del disprezzo delle leggi, della manipolazione delle menti attraverso le tv controllate dal potere che hanno spinto a un consumismo superiore alle possibilità dei redditi della gente: così tutti si sono indebitati e sono diventati più poveri.
Oggi il lavoro è diventato un miraggio per tanti giovani, ma anche per coloro che erano sicuri di averlo e lo hanno perduto. Queste sono le macerie lasciateci dai vari Berlusconi, Bossi, Azzollini e che oggi dobbiamo rimuovere, per ricostruire anche a prezzo di dolorosi sacrifici. Altro che l’illusione della ricchezza diffusa propagandata da personaggi irresponsabili, che, alla prima difficoltà, hanno dimostrato di avere i piedi di argilla e oggi hanno la sfacciataggine di riproporsi, quando dovrebbero scegliere la vergogna e l’oblio per far dimenticare alla gente le loro malefatte economiche.
 
Speriamo che il nuovo anno illumini la mente di chi governerà a Molfetta, anch’essa in grave crisi economica, di identità e di degrado diffuso. È un augurio, lo facciamo proprio alla città - la cui crescita e il cui sviluppo restano sempre l'obiettivo principale del nostro lavoro -, perché ritrovi la sua strada sia sul piano economico sia su quello sociale e morale, sia su quello della sicurezza, sia su quello della politica e riesca finalmente a invertire una tendenza al declino che da qualche anno sembra inarrestabile. E' un atto di amore che rivolgiamo a Molfetta con questo albero di Natale con le foto del direttore e di tutti i redattori di “Quindici”. AUGURI MOLFETTA!
 
E che la parola AUGURI non sia solo formale, ma rappresenti veramente un'occasione per quella svolta positiva che tutti auspicano.
Addio 2012 anno bisesto e anno funesto e benvenuto 2013!
 
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Autore: Felice de Sanctis
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