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Assembramenti e gruppi senza mascherina a Molfetta, ma l’amministrazione tollera le illegalità: ennesima lettera a “Quindici”
Giovani sulla muraglia (foto di archivio)
19 febbraio 2021

 MOLFETTA – Il problema delle mascherine e degli assembramenti a Molfetta non è stato ancora affrontato con la necessaria determinazione.

Occorre arrivare alla tolleranza zero, con sanzioni a pioggia soprattutto per i gruppi presenti in varie parti della città dalla muraglia al lungomare, a piazza Vittorio Emanuele, ma anche in periferia.

La polizia locale è intervenuta in alcuni casi a sanzionare chi non rispetta la legge in tempo di Covid, ma occorre maggiore severità anche per un fatto di sicurezza pubblica, che mette a rischio anche l’incolumità dei cittadini che “osano” rimproverare chi non rispetta la legge.

A conferma di questa situazione incresciosa, ignorata dall’amministrazione comunale impegnata a incensare se stessa, arriva a “Quindici” l’ennesima nota di un lettore, per un episodio avvenuto l’altra sera.
«Caro Direttore, ieri sera sulla muraglia (ero dinanzi alla casa di Maralfa) sono stato oggetto di persecuzione da parte di ragazzacci a cui ho detto di mettere la mascherina e di allontanarsi da me perché erano senza.

Non ti dico... invettive... parolacce... chiamati i rinforzi, spintoni, pietre lanciate addosso. Chiesi ad una coppia di adulti che stava sulla muraglia stessa di fronte al comitato feste patronali, di fare la strada assieme fino all'uscita per evitare di essere quasi linciato.

E non ti dico cosa stava dove mettono i tavoli del ristorante che sta sotto... una trentina, tutti e tutte senza mascherina. Sceso giù, ho incontrato un parente del sindaco e gli o detto che l’amministrazione comunale è inadempiente su tutto. La risposta? “se non ti piace stare a Molfetta, vattene ad abitare in un altro paese”.
Siamo a questo punto: invitiamo i cittadini scontenti ad emigrare in altri Comuni!
Non voglio dirti poi, caro Direttore, che razza di ragazzaglia sostava sulle scale di via Ugo Bassi ieri sera, e a piazzetta Giovene, tutti con le birre in mano. Direttore, non se ne può più.
I cittadini sono stanchi, occorre intervenire, altrimenti un’amministrazione incapace si deve dimettere e lasciare il posto ad altri. Grazie per la pubblicazione di questa lettera che è frutto dell’esasperazione non soltanto mia, ma di buona parte della città, anche se il sindaco finge di non sapere e non vedere. Per non perdere voti, non si può mettere a rischio la sicurezza. Grazie direttore per il vostro lavoro di denuncia: siete rimasti l'unica voce che raccoglie la protesta dei cittadini e ve ne siamo grati».

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