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Assemblea pastorale a Molfetta: investire sui giovani e sulla fragilità dei loro sogni
Suor Debora Aglietti, il vescovo mons. Domenico Cornacchia, don Massimiliano Fasciano
01 luglio 2018

MOLFETTA - Non per i giovani, ma con i giovani. E con la prerogativa di investire sulla fragilità dei loro sogni. 

Nasce così l’assemblea pastorale svoltasi nel mese di giugno nell’Auditorium Regina Pacis di Molfetta, cui hanno presenziato il vescovo della diocesi, Mons. Domenico Cornacchia e Debora Aglietti, suora apostolina e pedagogista, assieme agli operatori pastorali parrocchiali e ai giovani delle comunità ecclesiastiche, fortunatamente ancora piuttosto numerosi. Un momento significativo per tutti, ma per uno di loro in particolar modo. É stato Antonio Picca, che riceverà il diaconato il prossimo 14 settembre, a vivere con giubilo l’assemblea, durante la quale ha esposto la propria declaratio con testimoni il vescovo, don Franco, don Pasquale, e il suo amico Niki, oltre che, naturalmente, tutti gli astanti, che gli hanno augurato, con un simbolico applauso, un grande in bocca al lupo per il suo ingresso all’interno della gerarchia ecclesiastica.

Lampante la figura di Antonio come esempio delle parole dell’indimenticabile don Tonino, il quale può essere considerato l’emblema dell’eterna gioventù e che non viene certo smentito dalla suora Debora Aglietti. Prima di prendere la parola, la suora ha mostrato ai presenti un filmato, tratto dal cortometraggio “Stella” di Gabriele Salvatores, per poi rivolgersi ai diretti interessati. 

«Viviamo in un mondo di educatori e di educati, in cui è fondamentale raggiungere la consapevolezza della propria fragilità per potersi aiutare, ancor prima di aiutare il prossimo»

Ed è in un cammino come questo, di carattere spirituale, che i giovani necessitano di essere non solo guidati, ma soprattutto compresi, amati ed ascoltati. Rinunciando all’assurda pretesa di poterne contenere la fantasia e investendo sul loro futuro, sulle loro ambizioni, persino sulle più incerte, affinché possano sentirsi padroni di un mondo in cui talvolta si sentono stretti. Proprio queste idee permettono di focalizzare l’attenzione sul sinodo 2018, che si terrà nel mese di agosto e propone la tematica dei giovani, della fede e del discernimento vocazionale. Si tratta di un evento importante, che non colmerà certo tutti i punti critici dell’odierna gioventù ma perlomeno permetterà ai presenti di accendere in se stessi quella voglia di mettersi in discussione, dimenticando per un attimo di appartenere ad una generazione estremamente fragile e priva di certezze. Ma che oggi più che mai ha la certezza di essere assolutamente necessaria a cambiare le carte in tavola. 

© Riproduzione riservata

 

 

Autore: Sara Fiumefreddo
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