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“Arte in stallo”, la Mostra di Giulio Giancaspro e Maria Rosaria Nappi a Molfetta La pop art incontra l’astrattismo geometrico in un caleidoscopio di colori
Giulio Giancaspro e Maria Rosaria Nappi
16 dicembre 2019

 MOLFETTA - "Arte in stallo è il titolo della mostra di arte contemporanea curata da Giulio Giancaspro, in collaborazione con Maria Rosaria Nappi alla galleria Gaart.  Una vera chicca, una esposizione di dipinti che, sicuramente, va ad accrescere la già recente e straordinaria proposta artistica molfettese in relazione all’arte contemporanea, che ha avuto il suo culmine nella mostra “Natura e cultura” del nostro concittadino Gaetano Grillo, nella mostra di Tonino Nuovo, altro illustre pittore molfettese ed infine nell’interessante esposizione internazionale di arti visive “The Night Watch” curata da Gaetano Centrone e Olimpia Bera.

Molfetta città dell’arte contemporanea, una città moderna, un polo museale, una città che vanta una ricchissima proposta culturale, con le sue torri che svettano maestose ad accogliere, bianche e bellissime, un numero sempre maggiore di visitatori. 

I dipinti di Giulio Giancaspro, esposte nei nuovi ed accoglienti spazi della Gaart Gallery, erano esaltati, nella bellezza e vividezza dei loro colori, dallo sfondo scuro delle tele ed anche dalle pareti scure dello spazio espositivo

La Gaart Gallery, negli spazi della tipografia “non convenzionale” Gadaleta, è una gallery shop che unisce stampa, creatività ed esposizioni artistiche in un felice connubio.

Le opere di Giulio Giancaspro fondono pittura e grafica in una ricerca pop che richiama i loghi pubblicitari (come quello della coca-cola) reinventando dalle parole dei loro slogan frasi inedite e beffarde. 

L’artista, nei suoi dipinti, gioca sull’ironia e sull’irriverenza in creazioni artistiche che non possono che riferirsi al variegato panorama artistico della  pop-art americana. 

Richiami rinvenibili nella grafica, nella vivace composizione dei colori che porta alla memoria opere di grandi e celebri artisti come Andy Wharol o Roy Lichtenstein.

Il pittore spiega che la sua esperienza artistica unisce la ricerca pop all’astratto geometrico, due cose in origine separate ma che lui unisce nella espressione “Arte in stallo” da cui prende il nome la sua ultima mostra.

Nella fusione tra elemento pop e geometrico, l’artista ha riversato tutta la sua "arte in stallo", la sua arte messa da parte, esperienza dopo esperienza, a partire dalla fine degli anni 80’: dipinti, installazioni, oggetti d'arte, abbigliamento e accessori tutto messo in mostra presso la Gaart Gallery di Gianluca Gadaleta. 

La sua ricerca sui loghi pubblicitari lo porta, ad esempio, in un dipinto, a modificare i colori originali del logo Pepsi e a fonderlo con forme geometriche dai più variegati e vividi colori in un caleidoscopio di tonalità e sfumature che rende assai gradevole e gioiosa la visione del quadro.

 

Maria Rosaria Nappi, donna poliedrica e dotata di una grande sensibilità artistica, unisce il suo amore per l’arte, la sua capacità di dipingere ad una spiccata manualità che l’ha portata, in collaborazione con l’artista e utilizzando i suoi bozzetti, alla realizzazione di una bellissima serie di oggetti, pezzi unici che lei ha dipinto con i colori acrilici utilizzando varie superfici dal legno, alla plastica ad altri materiali. 

Ha così realizzato bellissimi complementi d’arredo, dai colori sgargianti: scrigni in legno di varia grandezza, vassoi, specchi, cuscini, piatti tutti dipinti a mano da lei dopo aver subito il fascino delle opere di Giulio Giancaspro, nel loro fortunato incontro che risale agli anni 90’ e che ha portato, nel 2018, alla nascita di questo felice sodalizio artistico. 

Il lavoro della mostra è stato un lavoro a quattro mani afferma Giulio Giancaspro, l’artista, infatti, confessa che l’incontro con Maria Rosaria è stato fecondo di idee, è stato una scoperta, in quanto lei ama l’arte, è presa dai colori - e questa mostra è un tripudio di colori - dove c’è il colore, c’è lei, conclude l'artista.

Giulio Giancaspro, classe 1963, vive a Ruvo ma è nato a Molfetta, comincia a dipingere alla fine degli anni 80’. La sua prima personale risale al 1985. 

Si afferma come artista astratto e confessa di non aver voluto ritrarre ciò che vedeva bensì ciò che sentiva dentro offrendo così al cronista, una bellissima e forse emozionante definizione di arte astratta ovvero un’arte non figurativa, un’arte che non ritrae ciò che esiste ma che, invece, dà spazio all’interiorità dell’artista, a ciò che egli sente, al mondo più intimo dei suoi vissuti, alle sue visioni.

Significativa, ai fini della sua formazione di artista, la sua esperienza all’estero, in Germania, un’esperienza carica di emozioni, di colori, di incontri che egli, una volta tornato, comincia a riversare sulle tele, dopo essere entrato in contatto con una cultura in cui l’arte contemporanea è molto sentita. 

Naturalmente, come ogni artista, che dedica il suo tempo all’arte e dunque, a momenti di ispirazione e di creatività, anche Giulio Giancaspro deve fare i conti con la realtà e ciò lo spinge, pur essendo un pittore astratto, a vivere anche altre esperienze e ad accettare ciò che le esigenze di nuove committenze richiedevano. 

Dipinge, in questo periodo, pali d’altare di grandi dimensioni che adornano chiese, cappelle private, seminari. Confessa, allora, di aver desiderato un proprio percorso di arte astratta ma la vita lo portò a fare altro in quel momento e non è che si può sempre scegliere quando si è giovani e si hanno meno di trent’anni.

© Riproduzione riservata

Autore: Vincenza Amato
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