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Arci Puglia: il decreto sicurezza di Salvini fomenta l’odio e toglie posti di lavoro agli italiani
31 marzo 2019

 «A seguito dell'approvazione del decreto sicurezza sono state numerose le modifiche nei sistemi di accoglienza che hanno ridotto drasticamente la possibilità di garantire un servizio di buona qualità ed in coerenza con i nostri principi ispiratori. Fra tutte, l'abbassamento da 35 euro a 18 euro giornalieri dei fondi necessari per pagare operatori, servizi, assistenza e tutto il necessario per fornire un buon percorso di integrazione al territorio», dichiarano all’Arci Puglia.

 «Non siamo guardiani e non saremo mai parte di un sistema di accoglienza che sta perdendo i requisiti minimi di umanità: con l'entrata in vigore delle nuove regole sull'accoglienza dei migranti e l'esclusione di fatto della possibilità di qualsiasi azione di inclusione e integrazione non prevedendo risorse per l'inserimento culturale e sociale dei migranti accolti, fissate dal decreto Sicurezza, molti enti gestori in tutta Italia annunciano che non parteciperanno ai bandi delle Prefetture», dichiara Davide Giove, Presidente di Arci Puglia.

 «Il progetto del Governo è chiaro ben preciso: intende trasformare i centri di accoglienza in meri dormitori, dove sarà negata la piena realizzazione di un percorso di inserimento e quindi una vita serena e autonoma, non dando strumenti si cerca di isolare sempre più i migranti per farli divenire un problema sociale, abbandonandoli di fatto a loro stessi senza alcuno strumento di comunicazione con i territori. Questo significherà anche la perdita di ulteriori posti di lavoro in un territorio che invece aveva trovato uno sbocco lavorativo per tanti giovani laureati. La nostra idea di accoglienza è un’altra e passa per il riconoscimento dei diritti, l’inserimento, l’integrazione, l’inclusione sociale, la dignità delle persone attraverso la professionalità degli operatori sociali; tutti obiettivi che questo bando esclude. Da sempre e per sempre coerenti nel nostro lavoro, non possiamo rinunciare alla dignità nostra, dei rifugiati e degli operati sociali. Continueremo a difendere i più deboli in tutti i modi possibili, siano essi italiani o stranieri, senza mai cedere ai diritti o alimentare soprusi», continua il Presidente del Comitato Regionale di Arci.

 «Ieri il Ministro Matteo Salvini ha detto che per le associazioni come noi la pacchia è finita. Anche in Puglia non intendiamo legittimare un modello per nulla efficiente e contrario ai principi di solidarietà e integrazione che animano da sempre il nostro lavoro: Arci Lecce ha già annunciato che non intende legittimare le nuove direttive. La pacchia sta per finire per tutti i fomentatori d'odio come il Ministro degli Interni, la solidarietà e l'umanità vi travolgeranno!" conclude Giove.

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