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"Appaltopoli", Sinistra italiana e area pubblica: subito le dimissioni del sindaco e della giunta comunale Situazione gravissima e blocco amministrativo dopo il blitz della Guardia di Finanza per le presunte irregolarità negli appalti comunali
La sede del Comune a Lama Scotella
10 novembre 2020

MOLFETTA – Dopo quella che qualcuno ha definito "appaltopoli" , lo scandalo dell’inchiesta giudiziaria sulle presunte irregolarità negli appalti comunali, Sinistra italiana Molfetta e il Movimento politico “Area pubblica” dell’avv. Bepi Maralfa chiedono le immediate dimissioni del sindaco Tommaso Minervini e della giunta comunale

«Nelle scorse ore, la stampa ha divulgato notizie inquietanti in merito all’inchiesta giudiziaria condotta dalla Procura della Repubblica di Trani su numerosi appalti comunali di Molfetta – dice un comunicato -. Si è di fatto verificata una situazione di “blocco amministrativo”, tenuto conto che, sempre per quanto si apprende da fonti giornalistiche, la Guardia di Finanza avrebbe acquisito numerosi atti relativi a gare di appalto.

Questa gravissima situazione presenta indubbie e negative ricadute sulla nostra Comunità, sia in termini di tutela dei diritti delle persone che del territorio, tenuto conto che sono attualmente aperti in città numerosi cantieri edili che interessano le lame, il mare, le strade, i cantieri navali, l’area mercatale.

Vogliamo vederci chiaro su tutte le opere pubbliche interessate dalle indagini ed opzionate da questa amministrazione comunale in maniera unilaterale e senza alcuna previa condivisione politica con i cittadini e con i rappresentanti dei comitati territoriali. Vogliamo comprendere come questi affidamenti siano stati dati ed a quali condizioni, se cioè siano stati rispettati i criteri imposti dalle norme che regolano la materia delle soglie economiche di affidamento, gli appalti ed i contratti pubblici.

E’ nostro intento quello di mettere in campo, anche con la collaborazione di gruppi di cittadini attivi, di esperti e di associazioni scevre da interessi finanziari di sorta una vera e propria moratoria della pubblica amministrazione reggente al fine di valutare la costituzione di un “comitato anticorruzione diffuso” che possa restituire a Molfetta verità e dignità.

Poiché infine, sempre per quanto si apprende dalle cronache, l’indagine ha un raggio così ampio da coinvolgere praticamente tutti i settori comunali (ambiente, territorio, lavori pubblici, porto), ma soprattutto gli organi di vertice della macchina amministrativa (sindaco e segretario generale in primis, ma anche dirigenti, funzionari, assessori) non sussistono più a nostro avviso le condizioni di legittimità perché la nostra città continui ad essere amministrata dall’attuale compagine. Chiediamo, quindi, le dimissioni immediate del sindaco e di tutta la giunta comunale».

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