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“Appaltopoli” e arresti, Sinistra italiana chiede le dimissioni del sindaco di Molfetta Tommaso Minervini. "Il Pd complice" “Intervenga il ministero dell’Interno, Molfetta non può più accettare la notte della sua democrazia"
08 giugno 2021

MOLFETTA - «Carcere, arresti domiciliari, indagini pesanti su corruzione, turbativa d’asta e tangenti: si resta sgomenti sul terremoto che sta travolgendo il Comune di Molfetta in queste ore – dice Sinistra Italiana Molfetta.

Lo abbiamo denunciato politicamente tante volte, prima ancora dell’intervento della Magistratura: l’abbraccio tra politica e affarismo, in questi anni di governo dell’amministrazione guidata dal sindaco Tommaso Minervini, aveva superato da tempo i livelli di guardia. Oggi, però, le informazioni diffuse dagli organi inquirenti nella conferenza stampa di Barletta disegnano un quadro agghiacciante, con tanto di video e di prove che fugano dubbi e spalancano scenari inquietanti. Gli indagati, compreso il sindaco, si difenderanno nei processi. Ora, però, si tratta di difendere Molfetta: la macchina comunale, i diritti dei cittadini, delle imprese, il bilancio comunale, i principi costituzionali di trasparenza, onestà, legalità.

Chiediamo tre cose:

Primo: le DIMISSIONI immediate e irrevocabili del sindaco, Tommaso Minervini, responsabile politico dell’operato della sua amministrazione e del tracollo del settore Lavori Pubblici, finito - a quanto si apprende - ostaggio di trattative oblique e criminose, con una politica non solo inerme, ma complice anzi regista di un sistema deviato di assegnazione degli appalti.

Secondo: l’intervento urgente del Ministero dell’Interno, per valutare la gravità di queste infiltrazioni.

Terzo: la sollevazione della società civile molfettese, finora troppo silenziosa e generosa verso una stagione amministrativa che si è rivelata la peggiore di sempre, segnata da un trasformismo politico imperdonabile - con un Pd gravemente complice – e da un tragico deterioramento delle istituzioni cittadine, svendute al miglior offerente.

Con decine di appalti compromessi, una macchina amministrativa coinvolta e una classe politica gravemente screditata il Comune rischia la paralisi amministrativa, oltre a un danno incalcolabile per le casse comunali, legato allo scenario di contenziosi che si apre dopo questi provvedimenti. La costruzione di un’alternativa a questa notte fonda della democrazia non è più rinviabile. Ancora una volta, tocca alla Molfetta progressista, solidale ed ecologista inaugurare una nuova stagione politica in cui legalità, trasparenza, anticorruzione e spirito di servizio pubblico rimettano al centro dell’operato amministrativo, con intransigenza e fermezza, i diritti della città pubblica, dei cittadini onesti, degli imprenditori perbene gabbati, esclusi ed emarginati dal triste sistema delle mazzette e dei favori. Rifletta bene e a lungo chi ha posto fine all’esperienza amministrativa del 2013, in queste ore drammaticamente illuminanti. Riflettano bene i vertici regionali e nazionali del Partito Democratico, che ha recentemente rinnovato la sua fiducia a questa amministrazione».

SUL PROSSIMO NUMERO DELLA RIVISTA MENSILE "QUINDICI" - IN EDICOLA QUESTO SABATO 12 GIUGNO - ARTICOLI, FOTO E COMMENTI SULLA VICENDA "APPALTOPOLI" CON L'ATTESO EDITORIALE DEL DIRETTORE FELICE DE SANCTIS "QUESTIONE MORALE E DIGNITA' PERDUTA"

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