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"Appaltopoli", cade la seconda testa: si dimette la consigliera di FI Sara Castriotta. E il Pd in assemblea contro il commissario Dopo Caputo tocca all'altra indagata gettare la spugna. Pomeriggio incandescente: gli iscritti del Pd si riuniscono a distanza (causa Covid) per rispondere al comunicato del commissario del partito
Sara Castriotta
11 novembre 2020

 MOLFETTA – Cade la seconda testa, dopo quella dell’assessore Mariano Caputo nella vicenda di “appaltopoli” lo scandalo sui presunti appalti pilotati su Piazza Moro, l’ex cementeria De Gennaro e il costruendo nuovo porto commerciale, che vede indagate 23 persone, dopo il blitz della Guardia di Finanza che ha perquisto gli uffici comunale sequestrando documenti, computer, telefonini, hard disk e pen drive.

Si tratta della consigliera comunale dell’opposizione di centrodestra Sara Castriotta già capogruppo di Forza Italia, scaricata ieri dal partito dell’ex senatore Antonio Azzollini (“non è nostra iscritta”) che oggi ha presentato le sue dimissioni. Al suo posto in consiglio comunale entrerà Doriana Carabellese, già assessore nell'amministrazione Azzollini e fedelissima dell'ex sindaco azzurro. Cosa farà ora il sindaco Tommaso Minervini, l'altro inadagato eccellente? 

Ma il pomeriggio politico si presenta incandescente per la reazione degli iscritti al Pd fra cui i Giovani Democratici che già non avevano condiviso il fatto che il presidente del consiglio Nicola Piergiovanni, il consigliere metropolitano Gianni Facchini e l’assessore Gabriella Azzollini avevano deciso di restare nella maggioranza “ciambotto” di Tommaso Minervini anche dopo il passaggio dal centrosinistra al centrodestra, da Emiliano a Fitto. Ora, dopo “appaltopoli” tornano a farsi sentire per chiedere le dimissioni dei tre esponenti del partito e l’uscita dalla maggioranza.

Questa sera, infatti, è prevista un’assemblea sulla piattaforma zoom (per il divieto di incontri a causa delle restrizioni Covid) per assumere una posizione in merito.

Gli iscritti, infatti non hanno condiviso lo squallido comunicato diffuso da Saverio Campanella il commissario che regge il partito dopo le dimissioni del segretario Erika Cormio.

Questo il comunicato, il cui commento troverete sul prossimo numero della rivista mensile “Quindici” che sarà in edicola sabato ed è ampiamente dedicato ad “appaltopoli”, dall’atteso editoriale del direttore Felice de Sanctis, alla vignetta di Michelangelo Manente.

«Il Partito Democratico di Molfetta, venuto a conoscenza dagli organi di stampa di fatti giudiziari che, se confermati, ipotizzerebbero un gravi fenomeni di illegalità da parte di amministratori ed uffici amministrativi, esprime viva preoccupazione per la potenziale ampiezza di un fenomeno che, se accertato, offenderebbe e lederebbe non solo la Città ed i cittadini, ma anche gli stessi amministratori onesti e la loro dignità.

Il PD non può che esprimere pieno sostegno all'azione della magistratura ed apprezza la dichiarata disponibilità del Sindaco, Tommaso Minervini, sia nel dare la massima disponibilità e collaborazione agli organi giudiziari, al fine di accertare la verità dei fatti, sia per la annunciata convocazione di un Consiglio Comunale sul tema. 

Il PD molfettese ritiene che la massima assise cittadina sia il luogo giusto, nel rispetto dei principi di garantismo e trasparenza politico-amministrativa,   per affrontare il tema della "questione morale", innanzitutto riconoscendo, se provate, la  gravità delle potenziali condotte illecite perpetrate, e ritenendo opportuno e necessario che i cittadini siano messi nelle condizioni di conoscere i fatti e discernere correttamente eventuali responsabilità  dei singoli, senza coinvolgere l'intera Amministrazione Comunale che, sin d'ora, dovrebbe prendere le distanze dai fatti, azioni e responsabilità  personali.

Come detto, il PD pone particolare attenzione alla "questione morale" che deve essere sempre presente nell’attività politica ed amministrativa senza tentennamenti di sorta e pertanto pur apprezzando le ap dimissioni presentate dell'Assessore Caputo, ritiene opportuno un libero confronto che possa dare slancio all’attività amministrativa, scevra da qualsiasi condizionamento».

Il Pd, in sostanza, si limita a questo sibillino e machiavellico comunicato, molto democristiano e poco di sinistra, col quale dichiara che l’unico consesso nel quale si può discutere “dei gravi fenomeni di illegalità”, è il consiglio comunale. Nell’esprimere “viva preoccupazione” per un fenomeno che “se accertato” “offenderebbe e lederebbe non solo la città e i cittadini, ma gli stessi amministratori onesti e la loro dignità”. Parlare di dignità politica, ci sembra proprio fuori di luogo per chi ha avuto i comportamenti ignavi nelle elezioni regionali. E il PD arriva anche a citare la “questione morale”, argomento del quale, a suo parere, si può parlare solo in consiglio comunale?
E nel comunicato, sempre più confuso, si aggiunge che si ritiene “opportuno e necessario che i cittadini siano messi nelle condizioni di conoscere i fatti e discernere correttamente eventuali responsabilità  dei singoli, senza coinvolgere l'intera Amministrazione Comunale (e quindi le loro poltrone, ndr) che, sin d'ora, dovrebbe prendere le distanze dai fatti, azioni e responsabilità  personali”.
In buona sostanza, buttiamo a mare Caputo e continuiamo come se nulla fosse accaduto.
Non ci sembra il massimo per un partito ormai ridotto a una lista civica della maggioranza che, senza alcun imbarazzo, mette la testa nella sabbia pur di difendere le poltrone.

Non meravigliamoci, perciò, se quello che era un partito di sinistra, poi continui a perdere consensi a Molfetta, mentre a livello nazionale è in recupero.

Vedremo cosa verrà fuori da questa assemblea.

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