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Angelica Coop poetessa e donna alternativa, la lectio magistralis di Gianni Antonio Palumbo all’Aneb di Molfetta
Zaccaria Gallo, Gianni Antonio Palumbo, Maria Luisa Grassi, Sara Allegretta, Michele Laudadio
25 marzo 2018

MOLFETTA – Nel nostro tempo virtuale caratterizzato dal culto dell’immagine, dell’immanenza della riproducibilità tecnica, dalla globalizzazione delle informazioni è ancora possibile ritagliare un angolo da offrire alla riflessione, al dubbio, al ripensamento? È possibile che ci sia ancora spazio per l’indagine esistenziale e dunque per tutte quelle operazioni concettuali che definiscono la poesia?

La poesia da sempre ha costituito un aiuto per la memoria ed ha offerto agli uomini la possibilità di celebrare l’esistente, gli affanni d’amore, i luoghi natali, i ricordi d’infanzia, la perdita di un affetto e ancora i miasmi del tedio attraverso moduli ritmici e memorabili. A dispetto di quanti pensino che la lirica non sia più in grado oggi di mostrare al lettore il suo destino e di guidarlo attraverso gli impervi sentirti di una vita che soccombe al caos, ecco venire alla luce – grazie alla famiglia che ha deciso di pubblicarla – La vera primavera (Wip Edizioni), opera scritta da Angelica Coop. Un florilegio di liriche presentato durante l’evento patrocinato dall’A.N.E.B. (Associazione nazionale educatori benemeriti) di Molfetta e organizzato presso la Sala Finocchiaro. A 47 anni dalla morte della scrittrice – nata a Napoli nel 1897 e figlia del compositore Ernesto Coop – la figlia, Maria Luisa Grassi con la collaborazione di figli e nipoti ha deciso di far conoscere ad un pubblico più vasto questa voce poetica del ‘900 che con la sua arte ha sfidato i pregiudizi e le consuetudini del periodo storico in cui è vissuta.

Ad inaugurare la serata il presidente dell’A.N.E.B., Michele Laudadio che ha definito l’iniziativa come un ulteriore tassello facente parte del grande progetto di promozione e divulgazione della cultura che ha sempre direzionato l’operato dell’associazione.

La parola è passata poi all’assessore alla cultura, Sara Allegretta che – dopo aver portato i saluti del sindaco, Tommaso Minervini e dell’amministrazione tutta – in qualità di docente di Musica Vocale da Camera presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, ha condiviso con i presenti la sua passione per la poesia legata a doppio filo con la musica.

A tracciare – in una visione d’insieme lucida quanto ricca di amore filiale e devozione artistica – il profilo della scrittrice, sua figlia Maria Luisa. Ripercorrendo il clima culturalmente fecondo e vitale del periodo partenopeo vissuto dalla Coop, la curatrice ha ricordato la prima pubblicazione di sua mamma – Versi lontani del 1931 a cura dell’editore Gaspare Casella – nonché la comparsa di altre sue produzioni tra le pagine dei quotidiani il “Mattino” e il “Roma”, suscitando stima ed apprezzamenti da figure come Ada Negri e Sibilla Aleramo.

Angelica Coop è stata una donna “alternativa” che ha trovato nella poesia e nei figli la sua ragione di vita. Ha ricercato nei versi la capacità di sublimare il dolore trasformandolo in bagliore di luce grazie alla funzione consolatrice attribuita alla poesia, vista quasi come una fonte di salvezza. Ma quindi da dove nasce l’idea di pubblicare questa raccolta? Come spiega la Grassi - riprendendo la frase di Massimo Troisi secondo cui la poesia non è di chi la scrive ma di chi la legge - l’idea di far conoscere al pubblico questo ulteriore componimento deriva da una sorta di scrupolo nei confronti di sua mamma ma soprattutto dei lettori che sarebbero stati privati di cotanta bellezza artistica. Grande merito nella ricerca del materiale fotografico e nella copia delle poesie va a Stefania ed Enrico, rispettivamente figlia e nipote di Maria Luisa.

È come se in qualche modo questa divulgazione rappresentasse una sorta di “assolvimento” ad un compito. Un compito ben preciso che risiede nella volontà di riportare alla luce una eredità spirituale da condividere con i lettori.

Dettagli maggiori su La vera primavera sono stati offerti dal magistrale intervento del critico letterario nonché giornalista di Quindici, prof. Gianni Palumbo. Il relatore attraverso una vera e propria lectio magistralis ha spiegato ai presenti quanto la raccolta – preceduta da una commossa e preziosa prefazione della Grassi – sia suddivisa in cinque sezioni (“Amore”, “Natura”, “Arte”, “Emozioni, pensieri…”, “Moralia”) in cui i componimenti sono raggruppati sulla scorta di affinità tematiche e non in ordine meramente cronologico. Di certo si tratta di una poesia che – benché ricca di suggestioni dettate dal fervido clima culturale e di tradizione - è connotata da un forte timbro personale e da una nota di originalità stilistica. Si tratta, insomma di una poesia colta e ricca di allusioni e suggestioni come quelle dannunziane e dantesche. Una lirica connotata anche da una forte padronanza tecnico – compositiva che si esprime nell’utilizzo di metri precisi come il decasillabo e di figure retoriche. Nonostante i componimenti siano velati da un alone di caducità che pervade anche elementi di apparente positività, la produzione della Coop non può e non deve essere considerata desolata e priva di raggi di luce. Al contrario, un tratto vivificante – come scrive Palumbo nella sua recensione dell’opera – è rappresentato dalla costante ricerca del contatto con la Natura e della sua incantata contemplazione.

La serata è stata allietata da Zaccaria Gallo e dalla sua èquipe di lettori che, insieme al commento musicale di Rosaria D’Abramo hanno intramezzato – con la lettura di alcune poesie tratte dalla raccolta - gli interventi dei relatori.

Il ricavato della vendita del libro – come ci ha tenuto a specificare Maria Luisa Grassi – sarà devoluto all’A.N.E.B. di Molfetta.

© Riproduzione riservata

Autore: Angelica Vecchio
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