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Ancora pasticci a Molfetta per opere pubbliche inutili che creano disagi ai cittadini. Un lettore scrive a “Quindici”
L'incrocio fra via Imbriani e via Baccarini
27 agosto 2019

MOLFETTA – Per la serie gli errori a catena dell’assessore pasticcione “cantiere perenne”, al secolo Mariano Caputo della giunta ciambotto che governa Molfetta, ecco un altro florilegio.

Parliamo (o meglio ne parla un lettore di “Quindici” M. G., in una sua lettera di protesta, una delle tante che riceviamo) dello stop invertito tra via Baccarini e via Imbriani.

Conseguenza del caos già esistente dopo il rifacimento di piazza Moro, antistante la stazione ferroviaria e preludio di quello che succederà in quella piazza sbagliata in partenza, quando ci sarà la fine delle ferie e la riapertura delle scuole con i pendolari che non riusciranno a lasciare l’auto per prendere il treno.

Ecco la lettera: «Vorrei capire per quale motivo è stato invertito lo stop all''incrocio tra via Baccarini e Via Imbriani, era meglio lasciare lo stop solo su via Baccarini. Ho notato con mio rammarico che rispettando il nuovo stop, si crea (ora che le auto sono poche) una coda pazzesca fino al semaforo. Figuriamoci quando riprenderanno i pendolari che andranno in stazione, i quali avendo il via libera, bloccheranno il flusso su via Imbriani.

Mi chiedo MA CHI E' QUELLA MENTE ECCELSA (per non dire parolacce) CHE DECIDE LA VIABILITA'.

E' facile mettere uno stop in un periodo senza troppo flusso di auto, senza considerare le problematiche che ne possono scaturiscono. Così come per i parcheggi sul perimetro della piazza Moro.

Sarebbe il caso di riprogrammare il parcheggio a pettine almeno sul tratto fronte stazione. M.G.».

Ci chiediamo, l’assessore in questione si è consultato con il comandante della polizia locale? E in caso di risposta affermativa, ha indotto in errore anche il ten. col. Di Capua?

Al ridicolo Corso Umberto, i cui lavori durano quanto il tempo necessario a costruire una piramide egizia (anche questo è studiato dall’assessore, per mantenere la sua fama di cantiere perenne? Non sa l’assessore che il prolungamento dei lavori può richiedere un incremento dei costi da parte dell’impresa? Nel contratto ha definito con l’impresa il termine di consegna dell’opera?) se ne è aggiunto un altro.

Eppure l’assessore si considera esperto (in pasticci?, ndr) avendo già esercitato questo ruolo nell’altra vita politica quando era al servizio del sindaco Azzollini, che ha poi tradito, quando questi è caduto in disgrazia. Così il nostro solerte amministratore si è assicurato una comoda e remunerativa poltrona politica cambiando opportunisticamente casacca, ma restando sempre saldamente con la delega ai lavori (pasticci) pubblici? Inutili, costosi e con un notevole spreco di soldi.

Ma, evidentemente, l’amministratore non sa cosa siano le priorità per i cittadini, non quelle della sua visione della città con alberi e fiori inutili, che seccano e vanno sostituiti, con lampioni che funzionano, ma vanno cambiati non sappiamo per quale motivo e potremmo continuare all’infinito per ogni opera pubblica che porta la sua firma o da lui proposta.

Non ultima piazza Moro e l’annessa “velostazione” per centinaia di bici che non ci sono, riducendo gli spazi per la sosta delle auto, nella convinzione che i pendolari da domani prenderanno le bici abbandonando le automobili.

L’amministratore dal sorriso facile, ma dalle mancate risposte alle domande scomode che “Quindici” li pone da anni (non limitandosi a pubblicare i comunicati stampa come chi è divenuto addirittura l’ufficio propaganda dell’amministrazione ciambotto), evidentemente non conosce la città e le esigenze dei cittadini, ai quali poi chiede i voti, prendendoli in giro ogni volta.

Ricordiamo che l’assessore in questione è stato quello che ha inviato un esposto al giorno contro l’ex sindaco Natalicchio. Se l’opposizione agisse come lui che, non sapendo fare politica, si rivolgeva alla magistratura, quanto contenzioso ci sarebbe, a torto o a ragione, per tante opere inutili?

Ma se questi sono i personaggi ai quali diamo il nostro consenso, allora cari concittadini, non lamentiamoci: li abbiamo votati, facendoci illudere ancora una volta, malgrado le esperienze negative del passato, allora teniamoceli.

Molfetta è destinata a restare brutta e poco vivibile, a differenza dei Comuni vicini, e soprattutto illudendo i cittadini che qualcosa gattopardescamente cambi? C’è anche chi parla di nuovo rinascimento. Forse vive nelle città vicine, non a Molfetta.

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