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Anche Molfetta scopre il plogging: tutti in corsa a raccogliere rifiuti Lodevole iniziativa del Comune voluta dall’assessore all’ambiente Balducci
L'assessore Balducci con i partecipanti al plogging
09 aprile 2019

MOLFETTA – I cittadini fanno plogging e raccolgono i rifiuti mentre corrono. E’ arrivata anche a Molfetta la moda di abbinare l’attività fisica con la tutela dell’ambiente. Gratuita la partecipazione all’iniziativa, con l’organizzazione del Comune, per una lodevole iniziativa voluta dall’assessore all’ambiente Ottavio Balducci. Ed eccoli in azione i cittadini di Molfetta, grandi e piccoli insieme con pettorine colorate per tutti, grossi guanti per proteggere le mani dai rifiuti pericolosi e buste di vari colori per differenziare i rifiuti. Un piccolo furgone, guidato da Silvio Binetti (direttore della municipalizzata ASM) affianca i partecipanti lungo il percorso, consentendo di depositare sacchetti di spazzatura ma anche rifiuti ingombranti e pericolosi. I vigili urbani sono d’aiuto nell’organizzazione, infatti, di volta in volta, bloccano le strade consentendo ai partecipanti di muoversi liberamente, compresi i bambini, che corrono ovunque: andare alla ricerca dei rifiuti è per loro un gioco entusiasmante.

I partecipanti si muovevano in modo sparso, ricercavano rifiuti tra i muretti a secco, tra i cespugli, dove l’erba era più alta, vicino ai marciapiedi. Le buste si riempivano velocemente e subito dopo erano distribuite delle altre. La gente per strada, dai balconi osservava i partecipanti, riconoscibili dalle pettorine azzurre, si muovevano in ordine sparso, veloci e operosi. La prima strada percorsa, partendo dalla chiesetta della Madonna della Rosa conduceva verso Molfetta, poi si è proseguito verso via Spadolini, infine si è percorsa la complanare della 16 bis, per poi ritornare in piazzetta. Alla base dei marciapiedi sono state raccolte cicche di sigarette, in grandi quantità, gettate nei sacchetti dell’indifferenziato.

Solo poche ore prima della manifestazione le finestre erano ancora oscurate e si sentiva lo scrosciare la pioggia. L’atmosfera era mesta tra chi intendeva partecipare all’iniziativa, soprattutto tra i piccoli alunni che avevano conosciuto il giapponese Take e che erano stati invitati personalmente da lui a partecipare alla raccolta dei rifiuti.

Take Nagao è uno studente universitario giapponese che ha incontrato alunni di scuole molfettesi, insieme al sindaco Tommaso Minervini, nei giorni precedenti alla manifestazione. Agli alunni della scuola “Battisti-Pascoli” ha raccontato la sua storia, con una certa timidezza.

Take arriva in Italia con il programma Erasmus, un programma di mobilità studentesca, con l’intento di imparare l’italiano. Soggiorna a Napoli e rimane affascinato dalla bellezza della città ma la spazzatura non gli piace, vederla lo irrita, pensa che le piazze di Napoli, tanto belle ai suoi occhi, non meritino di essere così sporche. Napoli è danneggiata dai rifiuti. Sia gli abitanti che i turisti spesso non si servono degli appositi cestini, ma usano la strada come discarica. Anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris apre una riflessione su questa brutta abitudine di gettare qualsiasi cosa per terra. Take trascorre il suo tempo libero a raccogliere da terra cicche e cartacce. Usa dei guanti, una bustina e delle pinze. Altri si avvicinano, chi per curiosità, chi per piacere, si forma un gruppo informale, a cui può unirsi chiunque.

Gli incontri si svolgono per due o tre giorni alla settimana e durano un paio d’ore. Il gruppo si ingrandisce, prende il nome di “Pescatori di sogni” proprio perché nasce dalla volontà di stare dalla parte di chi ha un sogno, un grande progetto, ovvero rendere Napoli più bella. Take diventa un simbolo, la sua iniziativa richiama l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, le visualizzazioni dei suoi video su Facebook si moltiplicano.

Ora Take è a Molfetta. Il sindaco Minervini spiega agli alunni che Take non si limita a parlare ma offre un esempio, un messaggio straordinario che ciascuno deve trasmettere a familiari e amici. E’ ora di avviare una rivoluzione culturale sul tema dei rifiuti e del rispetto ambientale partendo dalle scuole. E’ una nota di civiltà e di rispetto per il prossimo, afferma Minervini. Se si preoccupa Take, che è venuto da lontano, per ripulire Molfetta perché, a maggior ragione non dovremmo impegnarci anche noi a farlo? Le città italiane sono bellissime, in tanti si complimentano e altrettanti buttano cicche e cartacce per terra.

Una persona non può far tutto, continua il sindaco, ma ciascuno di noi e soprattutto le generazioni future devono recepire il valore di questi gesti. Take fa riferimento ad un proverbio giapponese che dice “molti pochi, possono fare tanto” ciò vuol dire, iniziamo tutti con un piccolo gesto. Prontamente il presidente della A.S.M., Vito Paparella, ha fornito una versione molfettese del detto “Tend pic fascn nu asse”.

Non sporchiamo, ricicliamo, esorta il sindaco davanti alle scolaresche. Dai rifiuti e dalla raccolta differenziata si possono ricavare tanti oggetti utili, oggetti che Minervini mostra e regala agli alunni: portachiavi, righelli, trottole, salvadanai in alluminio, penne. I bambini sono stati felicissimi di ricevere tanti piccoli doni continuano a porre, incuriositi, tante domande a Take.

Il Dirigente scolastico, la Dott.ssa Analisia Vena concorda appieno con quanto detto dal sindaco: cogliere questa opportunità educativa, sollecitare le nuove generazioni, renderle recettive su temi importanti come quelli ambientali.  Infatti l’I.C. “Battisti-Pascoli” sta già lavorando su questi temi, nell’ottica di una città sostenibile, attraverso il progetto “La mia città, storia, cultura, tradizioni e natura”.

All’incontro alla scuola Battisti ha partecipato anche l’assessore all’urbanistica Pietro Mastropasqua che ha parlato di nuovi progetti condominiali, con spazi comuni dedicati alla raccolta dei rifiuti ma anche spazi interni agli appartamenti. Ha anche accennato a parcheggi verdi, che prevedono un numero di alberi pari al numero delle auto parcheggiate, piste ciclabili, rastrelliere per ogni stabile e tante altre iniziative in cantiere. Una delle domande poste dagli alunni è come Take sia giunto a Molfetta. A Napoli, all’università, Take ha conosciuto Corrado Mezzina, un ragazzo molfettese. Take studiava l’italiano e Corrado le lingue orientali. Corrado è tra i primi a impegnarsi nella diffusione del progetto di Take, il quale arriva, per la prima volta a Molfetta nel giorno di Capodanno del 2019, invitato dal nostro sindaco a riproporre la sua esperienza nella nostra città. Insieme ad un piccolo gruppo di cittadini, Take, munito dei suoi piccoli attrezzi, ricomincia la sua opera. L’esperienza viene riproposta nuovamente, dal sindaco e dall’assessore Ottavio Balducci, con l’iniziativa “Molfetta fa plogging” programmata per domenica 7 aprile.

Take ritorna nella nostra città ma i rifiuti si raccolgono di corsa, con il plogging, una attività sportiva inventata in Svezia, che coniuga l’esercizio fisico alla pulizia dell’ambiente. L’orario d’inizio della manifestazione si avvicina. L’immagine del cielo non è rassicurante. Si prevede pioggia. Cosa fare si sono chiesti in tanti? Forse provare a sfidare il maltempo anche a costo di qualche rischio? Muniti di k-way e di piccoli ombrelli i partecipanti si dirigono a piedi verso la piazzetta della Madonna della Rosa, C’è vento, fa freddo, pioviggina ma ci tanti giovani ragazzi sorridenti intenti a raccogliere le iscrizioni, a dare istruzioni e a fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per la raccolta dei rifiuti. Ci sono anche due bambini piccoli ma molto motivati, durante la raccolta, si sono dati un gran da fare e tra i cespugli hanno scovato piccoli copertoni di bicicletta che hanno portato in spalla. Il percorso era molto ben segnalato ma non è stato possibile svolgerlo per intero a causa del maltempo. Si sarebbe dovuto prolungare per alcuni chilometri ancora.

Tra i partecipanti, i più atletici correvano, con l’abbigliamento tipico da runners, altri si muovevano più lentamente o camminavano, era anche una occasione per conoscersi e parlarsi, ma gli occhi, rimanevano sempre seri, nell’intento di guardare in basso alla ricerca di rifiuti da raccogliere. Le flessioni del corpo erano continue e benefiche. Alla fine del percorso i partecipanti trovano ad accoglierli un gradito e salutare buffet a base di vari tipi di frutta, ricevono in omaggio tante piccole e graziose piante aromatiche oltre a vari gadgets realizzati in plastica riciclata.

Complimenti agli organizzatori, tutto è stato ben programmato ed ha funzionato perfettamente. C’è stato impegno, buona volontà e desiderio di proporre messaggi sull’impegno che ciascuno di noi deve assumersi quotidianamente, le strade e gli spazi pubblici sono come la nostra casa. Ricordiamo che con il Comune di Molfetta (che fa parte della “Rete delle città sane in movimento” con il sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha collaborato, nella Giornata della Salute, la Free Runners Molfetta.

Vincenza Amato

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