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Anche i volontari dell’AVS Molfetta all’udienza di Papa Francesco ieri in Vaticano
23 dicembre 2018

MOLFETTA - Papa Francesco incontra a Roma i volontari del sistema nazionale di Protezione Civile. C'è anche Molfetta con i volontari AVS Onlus.

Tre i volontari molfettesi partiti alla volta della Capitale nella tarda serata di venerdì. Quasi 6.000 gli uomini e le donne di Protezione Civile ricevuti in udienza da Papa Francesco nell'aula Paolo VI in Vaticano.

Una giornata carica di emozioni per Dorotea, Massimo e Michele, volontari molfettesi che insieme ai volontari di Protezione Civile provenienti da tutta la Regione Puglia hanno condiviso momenti indimenticabili. A distanza di soli 8 mesi si rinnova dunque l'incontro con Papa Francesco dopo la visita a Molfetta lo scorso aprile. In quell'occasione i volontari AVS prestarono assistenza unitamente alle centinaia di volontari provenienti da ogni parte della Puglia ai migliaia di fedeli giunti a Molfetta per l'evento storico. L’incontro tenutosi ieri con il Santo Padre era stato programmato nel settembre 2016 ma venne annullato a seguito dei drammatici eventi sismici che colpirono il Centro Italia. 

All’Udienza erano presenti i massimi vertici delle diverse articolazioni del Servizio Nazionale di Protezione Civile rappresentate dalle Strutture Operative dello Stato, delle Regioni e Province Autonome, dei Comuni, dalle Organizzazioni di volontariato e dalle Amministrazioni ed Enti che ne costituiscono parte integrante. 

Davanti agli oltre 6mila partecipanti, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, si è rivolto al Pontefice ringraziandolo per la straordinaria occasione di incontro.

“Crediamo – ha detto Borrelli nel suo discorso di saluto a Papa Francesco – che quanto siamo stati capaci di fare fino a oggi non sia più sufficiente. Senza dimenticare i criteri di efficacia, di efficienza e soprattutto tempestività degli interventi in emergenza, dobbiamo dare più spazio al convincimento di tutti coloro che abitano nel nostro Paese che il nostro futuro non può essere giocato tra l’indifferenza dei comportamenti individuali e la delega alle Istituzioni”. 

“Il bene comune, cioè quanto fa parte delle condizioni per la buona vita di tutti, dopo essere stato trascurato per troppo tempo a favore di altre priorità, torna oggi a rivendicare la giusta quota di attenzione e di cura, come condizione indispensabile, insieme a tante altre, per dare un futuro di speranza alla nostra gente e soprattutto alle generazioni future” ha aggiunto il Capo Dipartimento della Protezione Civile. Resta il ricordo indelebile di questa giornata pregna di emozioni per i volontari di Protezione Civile di tutt'Italia oggi fianco a fianco proprio come operano ogni qualvolta c'è bisogno del loro aiuto.

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