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Amministrazione Minervini sempre più a rischio a Molfetta. Rifondazione: trasformisti e voltagabbana danneggiano la città
30 luglio 2021

 MOLFETTA – L’amministrazione comunale “ciambotto” delle liste civiche a Molfetta è sempre più in difficoltà: una prova evidente è il rinvio del consiglio comunale.

L’ultima criticità è rappresentata dall’ennesima capriola del voltagabbana politico Saverio Tammacco che ha abbandonato il gruppo di centrodestra alla Regione Puglia per passare al gruppo misto in attesa di schierarsi nuovamente con Emiliano.

Poi c’è stata la presa di distanza di Mancini e del suo gruppo, poi l’invito del commissario del Pd a Piergiovanni a dimettersi da presidente del consiglio comunale per prendere le distanze dalla maggioranza, ma lui e il consigliere Facchini non vogliono mollare la poltrona, andando contro le direttive del partito.

Ora interviene Rifondazione comunista a denunciare questo scenario confuso con una nota pesante: «Prima arrivano le dichiarazioni di alcune forze di opposizione che criticano l'amministrazione Minervini-Tammacco e risparmiano dalle critiche il Pd che un mese fa passa all'opposizione per rifarsi una verginità in vista delle imminenti elezioni comunali.

Poi Saverio Tammacco dichiara la sua indipendenza nel consiglio regionale abbandonando la coalizione perdente di Fitto e passando al gruppo misto, che di solito è l'anticamera per l'ingresso nella coalizione di governo, in questo caso quella di Emiliano.

Infine arrivano le dichiarazioni del commissario del Pd molfettese che lancia l'appello a tutte le forze di opposizione per costruire l'alternativa all'amministrazione di Tommaso Minervini che dunque rimane da solo con il cerino in mano.

Non è difficile unire i puntini e vedere il disegno: costruire una nuova coalizione trasformista con il Pd, magari con i voti di Saverio Tammacco riaccolto da Emiliano e scaricare tutte le responsabilità dello scempio politico-amministrativo di questi quattro anni solo sul “povero” Tommaso Minervini, ridando una patente di verginità immacolata al consigliere Tammacco e, soprattutto, al Partito democratico. Insomma una nuova allegra accozzaglia per dire che si è “cambiato tutto” ma proprio per non cambiare niente e continuare a farsi gli affari propri come in questi quattro anni.

Ebbene, se è questo il disegno accarezzato anche da alcune forze che sono state all'opposizione in questi anni, diciamo subito loro che non siamo interessati a collaborare con nessuno dei responsabili del malgoverno di questi anni e che dunque ci attrezzeremo per fornire una valida alternativa alla città.

In ultimo, a ulteriore conferma, non ci sorprende che a fronte di questo disegno pazzo e scellerato di voltagabbana e trasformisti, cucinato tra Molfetta e le stanze del potere regionale occupate da Emiliano, sia venuta meno la disponibilità del dottor Spaccavento a candidarsi come sindaco di una coalizione veramente alternativa. Anche noi, come lui, non abbiamo né la faccia né lo stomaco per accompagnarci a certi soggetti politici e soprattutto promettere un cambiamento che con costoro sarebbe praticamente impossibile per Molfetta».

 

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