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A.Ma Record: passione, qualità e ricerca alla base del suo successo internazionale
19 ottobre 2018

 BARI - E’ una delle realtà della produzione jazz conosciuta in tutto il mondo che magari in Puglia non tutti conoscono, la A.Ma Record, etichetta sita a Bari e amministrata benissimo e con molta passione da Antonio Martino (produttore esecutivo e fondatore), che sta creando un polo molto interessante di talenti del jazz italiano ed europeo. Nella sua scuderia ha artisti di rilievo internazionale come, Alberto Parmegiani, Antonio Trinchera, Davide Peluso Quartet, Fabio Tullio, Fabrizio Savino, Francesca Sortino,  Ipocontrio,  Luca Cacucciolo, Nomadic Treasures,  Paolo Achenza,  Roots On Boots,  The Motion Collective, Walk Tall, ecc.

Nasce nel 2014 come studio di registrazione e dopo passa alla produzione con l’intento di arrivare ad un pubblico di livello esigente e attento alla qualità.

A quattro anni dalla sua fondazione la A.Ma Record è ormai un punto di riferimento per artisti di jazz, funk, soul, ambient ed elettronica, smaniosi di mettersi in evidenza avendo un veicolo importante come A.Ma.

Negli ultimi anni, A.Ma ha firmato, registrato e pubblicato nuovi album tramite canali di musica digitale per grandi attori regionali europei continuando a funzionare come studio di registrazione per artisti su altre etichette, e contemporaneamente mettendo i talenti europei sulla sua lista musicale.

L'etichetta ha cominciato con i The Motion Collective una house band del sud Italia, per conseguire composizioni di Gerardo Frisina su un EP ("Burak", disponibile anche in vinile) e un Modern Jazz a figura intera/ambient album ('Unstuck In Time'). Il primo successo del gruppo, "Into You", con il vocalist soul Dhany, ha sbancato il web nell'estate 2015,e in particolare nel Regno Unito, dove la A.Ma ha trovato un distributore, e contemporaneamente  una partnership di distribuzione negli Stati Uniti con TIMKAT Entertainment. Diversi artisti di A.Ma, Fabrizio Savino, The Motion Collective e Alberto Parmegiani, sono stati accettati nel prestigioso "Music Genome Project" di Pandora.com per ulteriori esposizioni.

Il nome dell'etichetta è certamente un acronimo basato sul nome proprio di Antonio Martino, mentre dovrebbe evidentemente anche significare "amare" (ama!) questa musica.

Come nasce l'idea di una casa discografica? abbiamo chiesto ad Antonio Martino.

La musica è sempre stata la mia passione principale, compro dischi da quando ero giovanissimo, e sin da allora sono spesso stato parte organizzativa di eventi e situazioni che avevano la musica come proposta culturale. Senz’altro la mia esperienza più importante è stata quella del Fez assieme a Nicola Conte e un gruppo di altri appassionati che durante gli anni 90 ha proposto il jazz attraverso una moltitudine di eventi ed è stata fucina per moltissimi musicisti di spicco della attuale scena jazzistica Italiana. Proprio da quell’esperienza e poi maturata l’dea di creare una etichetta discografica che continuasse quella proposta culturale attraverso la produzione e promozione di artisti locali e non.

Con che criterio vengono selezionati gli artisti da produrre?

Il criterio è la qualità della musica, io sono a capo di una etichetta jazz e produco questo genere musicale e musica che in questo genere trova la sua fonte d’ispirazione. Stilisticamente sono innamorato del jazz profondamente radicato nella tradizione afro americana, il blues e lo swing sono essenziali, allo stesso tempo mi piacciono molto anche le contaminazioni. Quindi la scelta è verso artisti i cui progetti incontrino questa direzione stilistica. Il catalogo include dischi più mainstream assieme a album contaminati con l’elettronica e altri generi musicali.
Il secondo criterio è il rapporto umano che si instaura con gli artisti, soprattutto per quei progetti che vengono registrati nello studio di registrazione dell’etichetta, è importante un buon feeling tra tutti i partecipanti ad un progetto discografico dove la correttezza sia alla base.

La filosofia dell'etichetta?

La filosofia è quella di portare avanti un discorso artistico che abbia una identità molto forte e che risponde alla direzione stilistica dell’etichetta. Discograficamente cercare di catturare nella maniera più naturale possibile l’emotività dell’artista e promuoverne il lavoro nella maniera più efficace.

Avendo sede a Bari quindi comunque in Italia non è svantaggioso o non cambia molto?

No non è svantaggioso, nell’era di Internet la comunicazione non ha limiti di frontiera, magari ci sono territori dove il genere è maggiormente ascoltato, ma essere in Italia non è uno svantaggio infatti abbiamo prodotto e produrremo ancora in futuro progetti con artisti internazionali che si sono interessati al lavoro dell’etichetta e hanno voluto che noi producessimo i loro progetti discografici.

 

Perché secondo te il resto del mondo risponde meglio al vostro lavoro rispetto all'Italia?

Dal punto di vista delle vendite dei supporti fisici penso sia uguale ovunque, l’era del digitale ha cambiato molte cose da questo punto di vista, sicuramente all’estero è più facile suonare dal vivo e comunque vi è un interesse maggiore per la musica indipendente.

Progetti per il futuro?

In questi giorni stiamo chiudendo un nuovo lavoro che sarà supportato da Puglia Sounds di un artista locale, e dovremmo fare uscire altri 3 album entro la fine dell’anno di cui un è un progetto internazionale che registreremo alla fine di settembre.

Tante le produzioni di rilievo della A.Ma, degne di nota, tra cui «On My Radio», di Alberto Parmegiani, il nuovo CD del Chitarrista barese, con Claudio Fillippini (pianoforte e tastiere) Daniele Cappucci (basso) Armando Luongo (batteria) ed Enzo Bacco al sassofono. Un disco che dimostra che ormai ha raggiunto una maturità musicale tale da riconoscere il suo stile alle prime note. Otto composizioni originali, tutte di suo pugno, che evidenziano un sound che fa intravedere il jazz, quello classico, fuso a sonorità groove e attualissime, dove lo sperimentare nuove strade fa capolino in ogni brano, lasciando intravedere le sue esperienze americane, (è stato allievo anche del grande Pat Metheny), il che ha lo ha anche formato musicalmente. Due i dischi di Parmegiani per la A.Ma, l’altro è “Under A Shimmery Grace”, di buon livello. Oltre a Parmegiani alla chitarra ci sono Gaetano Partipilo al sassofono, Enrico Zanisi al  pianoforte, Francesco Ponticelli al contrabbasso e Enrico Morello: batteria. Tutti solisti di alta qualità che danni vita ad un prodotto tecnicamente perfetto e piacevole da ascoltare, con notevoli spunti solistici del “nostro”.

PAOLO ACHENZA, tastierista barese che è stato uno dei primi artisti italiani coinvolti con l' acid jazz scena. Nella seconda metà degli anni '90 forma il Paolo Achenza Trio con Stefano Valenzano e Massimiliano Ingrosso per realizzare vari album. "BRANCHES” è un cocktail tra fusion e acid jazz con l'aggiunta di spezie etniche. Branches è un disco all'insegna del groove e del ritmo: l'obiettivo primario delle nove tracce composte da Paolo Achenza è quello di far muovere l'ascoltatore, di fargli tenere il tempo con il piede, di scuoterlo, insomma, a livello fisico. Nel brano Varsavia troviamo anche la chitarra di Alberto Parmegiani. Un disco frizzante e scorrevole, dove le suggestioni e i colori servono sempre a dare forza e continuità al motore del ritmo.

AVISHAI DARASH, pianista con sede ad Amsterdam e compositore il cui stile è derivato da nordafricana musica tradizionale, la musica classica occidentale, jazz americano e folk di Israele, tra gli altri. NOMADIC TREASURE JAZZ HALO il titolo del suo album. All'età di 16 anni, ha partecipato al suo primo concerto jazz. I musicisti presenti nell’album sono il batterista Joan Terol Amigó, il bassista Daniele Cappucci e la cantante Irini Konstantinidi.

FABIO TULLIO, che ha collaborato con Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, John Arnold, Massimo Urbani, Massimo Moriconi, Cosmo Intini, Fabrizio Sferra, Paolo Damiani, Ettore Fioravanti, Tony Formichella, Cicci Santucci, con questo album "TALES FROM WITHIN" ha fornito al mondo del jazz moderno un meraviglioso lavoro ripristinando la fiducia perduta in ciò che è Jazz.

NOMADIC TREASURES, collettivo europeo che si ispira a stili musicali vari, compreso il jazz, la classica e le musiche popolari ebraiche e del Nord Africa. Il pianista/compositore israeliano Avi Darash ha scritto tutta la musica, con la cantante greca Irini Konstantinidi che ha fornito i testi. La sezione ritmica è formata dal bassista Daniele Cappucci e dal batterista Joan Terol Amigó.

E poi FRANCESCA SORTINO, vocalist di spessorecol suo "BE FREE"; LUCA CACUCCIOLO QUARTET ottimo pianistain quartetto con "NEW LIFE GROWS"; DAVIDE PELUSO QUARTET con "THE BLUE ZONE", lavoro di mainstream moderno, con la chitarra di Parmegiani. IPOCONTRIO con “JAZZ IN UCCLE”, Un jazz piuttosto tradizionale di altissimo livello. FABRIZIO SAVINO con “GEMINI”, chitarrista di livello e alla ricerca di nuove strade musicali.

Tutte produzioni che all’estero ci invidiano e che recensiscono con fiumi di parole entusiaste, facendo della A.Ma. Record una delle realtà internazionali più interessanti da seguire in tutte le sue particolari produzioni saggiamente curate da Antonio Martino.

Antonio Pisani

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