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Altro colpo di Emiliano all'ospedale di Molfetta: rischio di chiusura delle sale operatorie, perchè non ci sono anestesisti
28 maggio 2018

Caro Direttore, ancora una volta, devo necessariamente parlare del nostro martoriato ospedale perché, se non si interviene subito, rischiamo di vedere chiuse le sale operatorie a Molfetta.

Vorrei partire con un vecchio aforisma “Primum non nuocere”. Il nostro amato Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sicuramente non ama il nostro ospedale, così come “altro”, ma non deve e non può nuocere gli altri ospedali esistenti sul territorio. Da tempo il nostro ospedale, dopo i tanti milioni spesi per ammodernalo e potenziarlo, non riceve alcuna manutenzione, un abbandono quasi generalizzato. Anche i nuovissimi ascensori, capaci ed efficienti, oggi qualcuno di questi è fermo per assenza di manutenzione.

Non posso credere che ascensori di quella fatta, tecnologicamente avanzati, abbiano bisogno di grandi interventi. Non vorrei continuare a divagare.

Il grande problema, molto serio, oggi riguarda gli anestesisti. Se il problema non sarà risolto subito, rischiamo di vedere le sale operatorie chiuse. Sale operatorie che, da oltre due anni riescono ad assorbire tutte le emergenze degli ospedali viciniori. Praticamente le nostre sale operatorie sono al servizio di una utenza pari a circa 180mila anime.

Oggi gli anestesisti presenti in ospedale sono solo tre, oltre il primario. Abbiamo potuto capire che, queste tre unità potranno assicurare il funzionamento, sia pure con molti sacrifici, fino e non oltre la fine di giugno. A luglio i nostri bravi anestesisti devono necessariamente e obbligatoriamente riposarsi per almeno 15 giorni continuativi. Questo perché i nostri operatori, sono esposti continuamente a gas e radiazioni. Da anni, questi emeriti operatori sanitari, fanno coincidere il riposo obbligatorio, con le dovute ferie!

A questi, Caro direttore, dovrebbe arrivare, oltre la nostra incondizionata vicinanza, anche un encomio solenne da parte dei responsabili Sanitari. Capiamo benissimo che gli anestesisti disponibili non sono molti, ma non possiamo minimamente pensare che, non sia possibile reperire due anestesisti dagli ospedali viciniori.

Il problema degli anestesisti caro Direttore non è nuovo e non è solo italiano. In America questo problema è stato risolto da tempo, con la presenza in sala operatoria di infermieri laureati in anestesia. I nostri politici devono sostenere e promuovere la formazione di quelle categorie a rischio, anticipando le emergenze.

Vitangelo Solimini Cittadinanzativa TDM.

 

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