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A Molfetta in via Saffi si abbattono alberi per far posto al cemento. Una lettrice indignata scrive a “Quindici”: la rabbia degli abitanti del quartiere
26 agosto 2020

MOLFETTA – La politica del verde a Molfetta è quanto di più scriteriato possa esistere: frutto di scelte sbagliate, anche sul piano delle varietà arboree, molte delle quali sono già seccate.

Che poi l’amministrazione comunale privilegi il cemento al verde, è un dato di fatto ed è sotto gli occhi di tutti.

Abbattere alberi, è diventata ormai una regola. Ultima conferma in via Aurelio Saffi, dove vengono abbattuti alberi sani e non malati (non si sa ancora per quale progetto), fra la rabbia degli abitanti del quartiere.

Una signora ha inviato a “Quindici” queste foto con il seguente commento: «Salve, è possibile avere informazioni sul perché siano stati abbattuti gli alberi in via Aurelio Saffi ???? ok.... che devono rifare il manto stradale ma si tratta di alberi non malati e per giunta secolari.

Tanta la rabbia del quartiere».

Gentile Signora, difficile avere informazioni, è sufficiente fare constatazioni dell’improvvisazione e grossolanità con cui vengono fatti i lavori pubblici a Molfetta. Colpa di scelte sbagliate? Colpa di incompetenza di chi deve operare? Con quali criteri vengono scelte le ditte (o la ditta) che opera sul verde cittadino? Quali esperienze e competenze possono vantare?

Sono tutte domande senza risposta, perché l’attuale amministrazione comunale non ha un progetto, salvo quello di portare Saverio Tammacco nel consiglio regionale, solo per questo obiettivo è nata, eliminando ogni differenza politica (se di politica si può parlare con liste civiche appartenenti a vari personaggi voltagabbana, che dai loro comportamenti, sembrano privilegiare l’interesse politico privato a quello generale).

Gettando la dignità politica alle ortiche, non si può pretendere di governare col consenso dei cittadini, ma solo con i giochi dello spostamento di pacchetti di voti da destra a sinistra e col ritorno a destra, secondo le proprie convenienze politiche.

Bene, i giochi elettorali oggi, affidati a liste civiche (quanto di più antipolitico esista) si fanno così. Ma pretendere anche il consenso della maggioranza dei cittadini che assiste attonita allo scempio che sta avvenendo, sarebbe veramente troppo. La gente vede e giudica. Purtroppo, al momento del voto, preferisce disertare le urne, perché schifata da certa politica, lasciando così campo libero alle bande che detengono pacchetti di voti (di cittadini anch’essi senza dignità, disposti a passare da un fronte a quello opposto in cambio o con la promessa di prebende) e che fanno il risultato finale.

Sarebbe, invece, auspicabile che questa “maggioranza silenziosa” che rifiuta questo politicume, si recasse alle urne, per cambiare veramente e in meglio il volto della città.

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