domenica 24 gennaio 2010
MOLFETTA. Wwf Puglia e GD: “no” alle piattaforme petrolifere. L’allarme lanciato anche da “Quindici”

MOLFETTA – Il WWF di Molfetta prende posizione contro l’ipotesi della installazione di una piattaforma petrolifera al largo della nostra costa, allarme lanciato anche da “Quindici” sia sul quotidiano on line in anteprima già il 20 dicembre scorso http://www.quindici-molfetta.it/News.aspx?Id_News=17777 sia sulla rivista in edicola in questi giorni. http://www.quindici-molfetta.it/News.aspx?Id_News=17965

Sembra che il sindaco Antonio Azzollini e l’amministrazione di centrodestra siano favorevoli alle trivellazioni, autorizzate dal ministro per l’ambiente Stefania Prestigiacomo, che inquinerebbero ancora di più il nostro disastrato mare (iprite, bombe, Alessandro primo, ecc.).
Ecco perché, dopo aver partecipato alla manifestazione di ieri a Monopoli del comitato contro le piattaforme petrolifere il coordinatore regionale del WWF Puglia, Pasquale Salvemini prende posizione: «E' assurdo come l'amministrazione comunale di Molfetta da un lato dice di essere favorevole alle trivellazioni petrolifere e dall'altro comincia a valutare la realizzazione di un impianto eolico off shore da realizzarsi sempre a largo di Molfetta. Forse manca di coerenza oppure si vuole aggredire anche il mare dopo la cementificazione selvaggia del territorio agro-silvo-pastorale ed urbano molfettese».
«L’insediamento delle piattaforme e la successiva produzione di petrolio - aggiunge il Wwf - , potrebbero generare impatti devastanti sull’ecosistema marino e delle coste nonché alle attività economiche della pesca e del turismo. In particolare la preoccupazione deriva dal flusso continuo di inquinanti che sarebbero dispersi in mare, molti dei quali tossici come l’idrogeno solforato, il piombo, il cromo e il mercurio, e potenti cancerogeni il toluene, il benzene e lo xilene.
Già nella solo fase di esplorazione dei fondali, l’utilizzo di spari di air-gun potrebbe determinare diminuzioni del pescato tra il 45% e il 70% in un raggio di quaranta miglia nautiche, circa settanta chilometri. Se si considera che l’aerea sulla quale si intende intervenire è pari a 2000 Kmq è facile immaginare gli effetti devastanti che inciderebbero sia sulla qualità che sulla quantità del pescato.
In ogni caso è oramai accertato che le ricerche petrolifere con la tecnica dell’air-gun, ufficialmente annoverata tra le forme riconosciute di inquinamento, arrecano seri danni alla biodiversità marina, in primo luogo ai mammiferi ma anche a pesci, invertebrati e tartarughe marine, specie quest’ultime protette dalle direttive Europee presenti anche nei mari pugliesi con diversi esemplari di Caretta caretta. 
L’incremento del traffico di imbarcazioni che circolerebbero in mare Adriatico a seguito delle realizzazione di tali piattaforme petrolifere determinerebbe un aumento del rischio di incidenti e di sversamento di petrolio e di altri inquinanti con ulteriori gravi conseguenze per la biodiversità marina e delle coste, in opposizione, quindi, agli sforzi per la loro tutela e conservazione, senza considerare, poi, le forti ripercussioni che si avrebbero sul turismo.
E’ difficile immaginare, infatti, come poter far convivere un progetto industriale petrolifero con il turismo sostenibile su cui la nostra regione ha progettato tutto il suo futuro.
Non dimentichiamo, inoltre, che il petrolio è una fonte di energia esauribile, il cui utilizzo immetterebbe gas climalteranti in atmosfera in opposizione quindi alle politiche ed agli obblighi internazionali di contrasto dei cambiamenti climatici e di sviluppo ed incentivo delle fonti di energia rinnovabili a cui, tra l’altro, il territorio pugliese è particolarmente vocato, permettendo lo sfruttamento di risorse naturali a costo zero come il sole e il vento.
Appare quindi fuori da ogni logica investire ancora sul petrolio se vogliamo garantire un futuro al nostro territorio e valorizzare le bellezze e le peculiari risorse ambientali. Per questi motivi il Wwf sarà al fianco del Comitato “No al petrolio - Sì alle energie rinnovabili” nel percorso di protesta e di tutela del nostro diritto al futuro e alla salute e porrà in essere tutte le iniziative volte a contrastare questo folle attacco all’ambiente pugliese.
In tal senso il Wwf Italia sta inoltre valutando la possibilità di intervenire nel ricorso al Tar del Lazio che la Regione Puglia ha opportunamente proposto contro il Decreto del Ministero dell’Ambiente relativo al parere positivo di compatibilità ambientale del progetto presentato dalla Northern Petroleum, lamentando la scarsa trasparenza della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e la carenza di studi e dati scientifici sugli impatti ambientali alla base del provvedimento autorizzatorio stesso».
 
Anche i Giovani Democratici dico “no” alle piattaforme petrolifere:
«I Giovani Democratici Pugliesi vogliono manifestare il proprio dissenso verso un progetto incosciente e poco lungimirante. L’ipotesi di installare delle piattaforme petrolifere lungo il tratto di costa da Bari a Brindisi è scellerata e imprudente per motivazioni che non sono riconducibili esclusivamente alle mutazioni che una struttura di questo tipo provocherebbe al paesaggio costiero. Una piattaforma per l’estrazione di petrolio al largo delle nostre spiagge sarebbe la negazione dell’idea di sviluppo sostenibile che in questi anni il governo pugliese ha tentato di realizzare nella Regione, sarebbe la materializzazione del peggior incubo per tutti quei cittadini che ormai da tempo hanno capito che il futuro di questa lunga Regione è nell’incremento della produzione di energia proveniente da fonti rinnovabili, è nella valorizzazione di un settore agroalimentare che anche nelle parole del Presidente della Repubblica Napolitano diventa un soggetto fondamentale per l’innovazione all’interno del Paese.
Non possiamo fare l’errore di ritenere il nuovo necessariamente una minaccia, con spirito critico dobbiamo comprendere in quale direzione è bene crescere per non stroncare le prospettive di rafforzamento della nostra Regione. I Giovani Democratici, insieme alle altre forze che in questo periodo si stanno mobilitando per difendere la nostra terra, vogliono essere protagonisti di un dibattito che non deve essere superficiale protesta, ma proposta! Le minacce non devono servire solo a risvegliare un orgoglio troppo spesso sopito, ma devono far pervenire a nuove soluzioni.
Non possiamo ridurre il nostro dissenso all’urlo scomposto di chi dice: “La piattaforma si faccia altrove non qui!”.La nostra non è solo la voce di chi vuole salvaguardare i colori della Puglia incontaminata, è anche il pensiero di chi immagina di produrre energia dal sole e dal vento e di chi vuole costruire allora un modello di sviluppo che sia compatibile e rispetto della salvaguardia dell’ambiente oltreché del benessere di migliaia e migliaia di persone che vivono e apprezzano la nostra meravigliosa terra e più in generale il nostro meraviglioso paese».
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hans petersen|domenica 24 gen 2010 20:09:48

Toh!Chi si rivede!I giovani democratici!Ma dove erano finiti?Hanno rialzato la cresta su questo argomento per distrarre l'attenzione dai veri problemi del paese ma soprattutto dalla loro inconsistente opposizione.Un argomento banale,nel senso che nessuno da destra a sinistra vorrà mai le trivellazioni nel porto di Molfetta.Chi ne parla lo fa solo per fini pubblicitari o peggio per innescare una polemica e distrarre l'attenzione (anche in questo caso) dai veri e più concreti problemi della città.Io personalmente sono contrario pure all'eolico:sarà che l'eolico non inquina aria e acqua ma deturpa il paesaggio con questa sorta di giganteschi mulini a vento piantati nei più disparati luoghi del paese... P.S.Leggendo il comunicato dei giovani democratici mi viene da pensare che lo stesso comunicato a guardare bene i termini e il linguaggio sia stato scritto da un vecchio politico della prima repubblica più che da un giovane.
Caos Calmo|domenica 24 gen 2010 16:29:27

Non mi stupiscono le contraddizioni dell'amministrazione a riguardo delle trivellazioni, in similitudine con la realizzazione di un impianto eolico off shore. Creare confusioni, paure e disordini, è sempre stato il cavallo di battaglia delle destre, per poi cavalcarlo quando il popolo chiede ordine nel disordine. Ecco le ronde, armare i vigili urbani, la paura degli extracomunitari, zingari e quant'altro, a creare minestroni poco assortiti, conditi tutto con spettacoli da baracconi e luci psicadeliche di centri commerciali, sempre più a offuscare e annebbiare quella che è la realtà quotidiana della maggior parte dei cittadini.(avanti..........)
futuro sostenibile|domenica 24 gen 2010 12:10:26

Dov'è la destra - dov'è la sinistra? chiedeva G.Gaber. Qui c'è una risposta: la politica energetica di un Paese, di un territorio, è fondamentale per indirizzare il futuro verso la sostenibilità o la catastrofe. Da una parte c'è chi, per un piatto di lenticchie (le "royalties", senza contare le tangenti) svenderebbe territorio e futuro, continuando ad estrarre gli scarsi residui di petrolio e gas per le grandi centrali inquinanti; dall'altra chi vuole garantire aria, acqua, suolo puliti utilizzando l'energia del sole e del vento, con tanti piccoli impianti che darebbero lavoro senza alterare le bellezze, anche favorendo il turismo. A parole sono tutti ecologisti, ma i fatti cantano: PRESTIGIACOMO non è RONCHI. Destra e sinistra non sono uguali.La Puglia ha già imboccato una strada: non facciamola sbandare, per favore!!!
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