Scroll
X
Effettua il Login
Recupero Password
Direttore Responsabile:
Felice de Sanctis
Home
Cerca
Giornale
Speciali
La città
Link
Redazione
Registrati
Login
Contatti
Primo piano
Economia
Cronaca
Politica
Cultura
Attualità
Sport
«La fidanzata di Joe», Lucia Sallustio presenta il suo libro alla libreria Il Ghigno
30 settembre 2011
MOLFETTA
- «
Una storia nata sfogliando un vecchio album di foto di famiglia
», quella raccontata nel romanzo breve «
La fidanzata di Joe
» della scrittrice molfettese
Lucia Sallustio
(nella foto a sinistra), presentato alla libreria
Il Ghigno
. È la storia di Joe, emigrante pugliese degli anni ’20, costretto a lasciare la sua giovanissima moglie Teresa per trasferirsi in America. Qui s’imbatte subito nella compagnia di giovani “donnine” americane che si prodigano per confortare questi uomini, per ricompensarli della mancanza delle proprie famiglie e della lontananza dalla propria terra. Proprio durante una serata organizzata da Matteo, fratello di Teresa, conoscerà Lillibeth, che diventerà la sua amante per lunghi dieci anni.
La scrittrice
Gabriella Genisi
ha ricordato che in quegli anni molti dei nostri nonni sono emigrati in America e, proprio come Joe, hanno avuto dei legami forti con altre donne, coronati anche dalla nascita di figli. «
Oggi sarebbe possibile dimenticare di avere un figlio in America? Sarebbe capace una donna, dopo aver dato tanto ad un uomo, di farsi da parte?
»
.
«
Una storia di altri tempi, un amore carico di tanti sensi di colpa, acceso da una passione che si trasforma in compensazione per la mancanza della moglie, della famiglia, ma che poi si sostanzia di vita propria, di misoginia, di disprezzo -
così Lucia Sallustio ha definito la storia d’amore di Joe -
In Lillibeth, invece, prevale l’amore istintuale, quello di una donna che, non sentendosi amata, sente il bisogno di proteggere il proprio figlio e, con un gesto tanto nobile quanto femminile, decide di mettersi da parte, senza far pesare questa sua scelta
».
L’indagine che si propone la scrittrice è proprio quella di capire come vive un uomo lacerato tra due patrie, due amori, due famiglie, un uomo continuamente tormentato da un pesante senso di colpa, di insoddisfazione, di mancanza.
Gli scrittori si occupano spesso di sentimenti, di emozioni, di tutto ciò che coinvolge il nostro mondo interiore, ma, come ha osservato la Genisi, dal libro traspare anche una grande attenzione per i dettagli, per il mito (soprattutto quello classico di Ulisse e Penelope), oltre a un grande interesse nel descrivere l’ambiente degli immigrati italiani nell’America degli anni ’20 e nel a presentare piccoli particolari culinari.
«
Qualità distintiva della Sallustio è proprio questa scrittura molto ricca, che abbraccia tutti gli aspetti della vita umana
», secondo la Genisi. Infatti, la scrittura ha sempre avuto un ruolo molto importante nella vita della Sallustio. «
Ci aiuta a conoscere gli altri e a ritrovare noi stessi proprio in relazione agli altri. La scrittura -
ha concluso la Sallustio -
è sempre espressione del pensiero, è, nello stesso tempo, astrazione e condensazione
».
© Riproduzione riservata
Autore:
Loredana Spadavecchia
Nominativo
Obbligatorio
Email
Obbligatorio
Messaggio
Obbligatorio
Non verranno pubblicati commenti che:
Contengono offese di qualunque tipo
Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
Contengono messaggi pubblicitari
""
Lupo Solitario
04 Ottobre 2011 alle ore 15:13:00
Mia nonna morì quando ero un bambino e venne sepolta nel cimitero della chiesa di Castlecomer, in Irlanda. L'anno seguente passai le vacanze in quel villaggio. Un giorno andammo in auto a fare visita ad alcuni parenti e io ero seduto dietro il nonno. Passando sulla strada del cimitero il nonno, credendosi inosservato, appoggiò il viso al finestrino e fece un piccolo cenno di saluto con la mano. In quel momento cominciai a capire la maestà e la vulnerabilità dell'amore. - Herbert O'Driscoll. (A.Doorway in Time)
Rispondi
Pescatore di Perle - Halifax
30 Settembre 2011 alle ore 17:30:00
Parafrasando una poesia di Thomas Hardy, quelli furono gli anni di: “In time of the breating of family”. Le storie delle “vedove bianche” possono essere riassunte in poche righe, come in una ballata. Solo un grande scrittore può dar corpo a una ballata o a una parabola. Le “vedove bianche” sono le più attraenti figure femminili uscite come dalle pagine di un romanzo. Semplici come in una ballata popolare la storie di queste donne abbandonate e lasciate sole, possiedono una grande potenza tragica. Come non ricordare anche il romanzo di Hardy, dove la protagonista, Tess, ricorda molto le nostre vedove bianche: la tragica sprovvedutezza, il fatalismo di fronte agli eventi, il senso incombente della catastrofe.
Rispondi
Navigatore Solitario - Quebec
30 Settembre 2011 alle ore 14:27:00
Senza andare indietro negli anni '20, negli anni '50 a Molfetta vi era più di una “vedova bianca”. Così venivano chiamate quelle donne che, nell'immediato dopoguerra, restavano in Italia ad accudire i figli e molte volte anche altri parenti, mentre i loro mariti emigravano nel Nord Europa, in America e Canada. Altri ancora si imbarcavano sulle “carrette del mare” e tornavano a casa solo per qualche settimana dopo uno o due anni; non era facile portarsi dietro le famiglie, assolutamente impossibile per i naviganti. Il rapporto umano esisteva solo per mezzo delle rimesse in denaro che i mariti mandavano a casa: a tutto provvedevano le giovani “vedove bianche”, da ammirare perché facevano enormi sacrifici per portare avanti la famiglia nei migliori dei modi. Molte di queste donne a distanza di anni, si riunivano con il proprio marito insieme ai figli nati nelle “licenze” frammentarie nel tempo; altre restarono “vedove” per sempre in quanto molti mariti, attratti da lusinghe e fascini a loro sconosciuti nella cultura del proprio paese, dimenticavano le proprie famiglie scomparendo per sempre dalla memoria dei loro cari: si preferiva ritenerli scomparsi e senza nessuna richiesta di ricerca. Molte storie amare e dimenticate: il tempo passa e travolge tutto, seppellendo sentimenti e ragioni.
Rispondi
Classifica della settimana
02 giugno 2026
Cronaca
Rifiuti dalla Campania smaltiti anche nelle campagne di Molfetta: 19 arresti nell’operazione “Erebus”
02 giugno 2026
Politica
II Partito Democratico di Molfetta accoglie con orgoglio ed entusiasmo Elly Schlein al fianco di Manuel Minervini
02 giugno 2026
Politica
Nico Centrone della Flotilla ancora prigioniero in Libia, la protesta del Coordinamento di Molfetta per la Palestina
03 giugno 2026
Politica
Manuel Minervini, candidato sindaco del centrosinistra a Molfetta: ASM, un patrimonio pubblico da salvare e risanare
05 giugno 2026
Politica
Piazza Paradiso gremita per Manuel Minervini a Molfetta, tra gioia e coinvolgimento popolare
04 giugno 2026
Attualità
La mobilità a Molfetta, per andare dove? - Parte I
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2026
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by
PC
Planet